Silvia Luconi, sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale delle Marche

Progetti educativi contro la violenza di genere: la proposta di Silvia Luconi unisce le Marche

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Lo ripetiamo da tempo. Il contrasto alla violenza di genere, così come il cammino verso l’equità, non possono e non devono avere colore politico.

Nelle Marche, dove Donnemente nasce, anche se senza limiti territoriali, visti i confini potenzialmente infiniti del web, accade che ieri pomeriggio l’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione sul contrasto alla violenza di genere sottoscritta da tutti i gruppi consiliari. Prima firmataria del documento è Silvia Luconi (FdI) ed è stata fatta sintesi con due proposte delle opposizioni, a iniziativa di Marta Ruggeri (M5s) e di Maurizio Mangialardi (Pd).

Il contrasto che parte dall’educazione nelle scuole

Oltre al potenziamento della rete di ascolto e di accoglienza, valorizzando il lavoro dei Cav e dei numeri telefonici antiviolenza, la mozione sollecita “percorsi di educazione nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso progetti di educazione all’affettività, al rispetto, alla legalità e alle corrette relazioni, in collaborazione con le famiglie e professionisti qualificati”.

Citando un atto di indirizzo già votato in Consiglio regionale nel 2023, il documento invita a promuovere, di concerto con l’Ufficio scolastico regionale, progetti educativi sul rispetto, rigettando ogni tentativo di minimizzazione culturale della violenza e chiede l’impegno a continuare a investire in progetti formativi, rivolti a docenti, operatori socio-sanitari, forze dell’ordine, per favorire una cultura del rispetto e una corretta comprensione del concetto di consenso e in percorsi di autonomia economica e abitativa per le donne che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza per sé e per i propri figli”.

Una mozione che nasce da un femminicidio

Silvia Luconi, come è nata questa mozione?

«Nella stesura ho pensato principalmente ad un fatto accaduto nella mia città. Nel giugno scorso nella mia Tolentino siamo stati shoccati del femminicidio di Gentiana Kopili, accoltellata in strada davanti ai passanti dall’ex marito che ha pure infierito su di lei prendendola a calci quando era già a terra.

Un corteo di studenti e studentesse a Tolentino per ricordare Gentiana Kopili
Un corteo di studenti e studentesse a Tolentino per ricordare Gentiana Kopili


Un episodio che ha rafforzato la mia convinzione che la violenza di genere va contrastata non solo dal punto di vista legislativo e amministrativo, ma anche educativo mantenendo sempre alta la guardia attraverso iniziative di ogni genere. L’aula del Consiglio Regionale non è solo il luogo deputato alle scelte per il contrasto e l’educazione, ma anche un potente megafono per la sensibilizzazione su un tema che richiede il nostro contributo di politici ben oltre la casacca che indossiamo.

Certo, reputo fondamentale sempre ed in ogni contesto il buon esempio, l’educazione, il rispetto e questi aspetti devono essere tenuti a mente da tutti, ma soprattutto da chi riveste ruoli istituzionali.
L’aula consiliare non solo è uno dei luoghi preposti all’azione legislativa di contrasto, ma anche quello dove mettere in pratica le azioni di cui sopra.

Ovviamente un lavoro fondamentale deve essere fatto all’interno della famiglia; io sono madre di due figli maschi e sento una grande responsabilità».

Nelle Marche 8 femminicidi su 19 persone uccise in un anno

Qual è attualmente la situazione nelle Marche?
«La violenza di genere riguarda tutte le fasce d’età e di condizione sociale e non accenna a diminuire nelle Marche, come ha sottolineato a fine gennaio il procuratore generale della Corte d’appello di Ancona Roberto Rossi in occasione della cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario.
Sono stati compiuti 8 femminicidi su 19 persone complessivamente uccise tra il primo luglio 2024 e il 30 giugno 2025, +46% di casi (2.514 casi) di violenze di genere in crescita anche tra i minori (+22%) tra stalking, violenze sessuali, maltrattamenti e aggressioni.

Sul piano giudiziario nel 2024 le Procure marchigiane hanno registrato 1.817 procedimenti penali legati alla violenza di genere, 400 in più dell’anno precedente, soprattutto per maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale. Un dato che ci preoccupa, ma che dimostra anche una maggiore propensione a denunciare e una crescente fiducia nelle istituzioni.

Nelle Marche sono attivi 5 centri antiviolenza (con servizi di accoglienza, supporto psicologico, legale, percorsi di uscita), 6 case rifugio, 2 strutture di semiautonomia e 1 casa di emergenza regionale.

Tra le donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza (nel 2024 un +12% rispetto al 2023) è un profilo ormai consolidato: quello delle donne italiane, tra i 40 e i 50 anni, con un buon livello d’istruzione e un lavoro stabile, spesso coniugate. Questo ci dice che la violenza non colpisce categorie fragili, ma si consuma soprattutto dentro le mura domestiche e in relazioni apparentemente normali. In quasi il 75% dei casi i figli assistono direttamente alla violenza.

Anche gli uomini autori di abusi hanno un profilo ordinario: nella maggior parte dei casi italiani, tra i 40 e i 50 anni e con un impiego stabile. L’83% è partner o ex partner della vittima. Per loro sono attivi i CUAV a cui, nel 2024, si sono rivolti 321 uomini (+100% sul 2023), con le prese in carico che salgono da 149 a 274. Il 74,1% accede su disposizione giudiziaria.

Provvedimenti per tutelare, proteggere e rieducare

Quali saranno le prime misure in seguito a questa votazione? Ci saranno interventi nell’immediato?
« Nel 2026 le risorse complessive, statali e regionali, sono pari a euro 2.560.994,20 con i quali tra gli altri ci occupiamo di sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio, il potenziamento dei centri antiviolenza realizzandone anche di nuovi, acquisto di immobili da adibire a case rifugio, ma anche potenziamento dei centri per uomini autori violenza.

Anche questo l’obiettivo della mozione che seppur discussa tardivamente con conseguente risoluzione fra le parti politiche che ritengo atto di maturità, nasceva in tempo utile per l’approvazione del bilancio preventivo con il quale si dettavano le linee economiche per dare seguito concretamente alle attività necessarie per potenziare sul territorio i provvedimenti atti a tutelare, a proteggere e a rieducare.

Un grazie sentito va al presidente Francesco Acquaroli che non ha mai indietreggiato di un millimetro di fronte alle esigenze economiche per contrastare la violenza di genere e di conseguenza anche all’assessore al bilancio Francesca Pantaloni che ha stanziato le risorse e ovviamente al governo Meloni».


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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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