Alessia Carletti all'incontro sulla donazione
L'intervento di Alessia Carletti

La scelta di una mamma, Alessia Carletti: «Daniele era un generoso, per questo abbiamo deciso di donare i suoi organi»

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La mamma di Macerata ha commosso i tanti presenti all’incontro organizzato da Banca Macerata in collaborazione con Admo, Aido , Avis e Tristar, ripercorrendo le ore in cui si è trovata a prendere una decisione moto impegnativa

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Decidere se donare o meno gli organi di un figlio che ha perso la vita in un incidente. È la situazione al limite del concepibile in cui si è trovata Alessia Carletti di Macerata, mamma di Daniele Francalancia.

La donna ha raccontato l’esperienza vissuta, naturalmente a fianco del papà di Daniele, Maurizio Francalancia, durante l’incontro “Sostegno & solidarietà, un esempio di welfare” promosso da Banca Macerata in collaborazione con le associazioni provinciali Admo, Aido, Avis e Tristar, rappresentate in un intervento congiunto da Eleonora Salvatori, residente Admo. Un evento nato proprio per sensibilizzare e diffondere la cultura del dono.

La scelta di donare

Molto toccante il racconto di Alessia Carletti che ha ripercorso le ultime ore di vita di suo figlio in ospedale e quella scelta che è stata chiamata a fare.

Da sinistra Javier Martinez, Alesia Carletti, Alessandra Pierini e Michele Antonelli
Da sinistra Javier Martinez, Alesia Carletti, Alessandra Pierini e Michele Antonelli

«Quando eravamo in sala d’attesa – ha ricordato – la speranza c’era, poi vedevamo Daniele e avevamo capito che c’era poco da fare. Mentre eravamo sulle sedie con Maurizio ci siamo chiesti “se succede cosa facciamo? Portiamo avanti quello che era Daniele”».

Nell’incidente, avvenuto il 14 giugno, hanno perso la vita, oltre a Daniele, Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini.

«La mattina del 16 giugno – ricorda Alessia Carletti – i dottori ci hanno chiamato nella loro sala e ci hanno detto “Daniele non ce l’ha fatta, partono le sei ore per verificare la morte”. Noi abbiamo chiesto “Può donare?” anticipando i medici che avrebbero aspettato ancora un po’ a farci quella domanda».

Quel sì alla donazione di organi nella carta d’identità

A questo punto Carletti ha sollevato un altro tema interessante, quello del consenso alla donazione di organi in carta d’identità che viene richiesto quasi con freddezza, forse per pudore, al pari di un indirizzo o un cap.

La platea dell'incontro
La platea dell’incontro

Daniele non aveva espresso la sua volontà e anche qui Alessia ha fatto il punto: «Ci hanno detto che la scelta era nostra. Io ricordo benissimo come è andata, siamo andati a fare la carta identità insieme e quando gli hanno chiesto l’autorizzazione per la donazione è rimasto spiazzato e ha chiesto a me cosa dovevo fare.

Io gli ho detto “Mamma dice sì, tu se vuoi andiamo a casa, ne parliamo”. Era giovane e non ho pensato che gli sarebbe servito fare questa scelta. A casa ne abbiamo parlato e lui concluso se poteva aiutare qualcuno era favorevole. A quel punto abbiamo deciso che alla prossima carta d’identità avrebbe detto sì».

Si dona per amore

Questo episodio è tornato in mente ad Alessia che si è lasciata ispirare dalla personalità di Daniele: «Con Maurizio abbiamo pensato che Dani era un generoso in vita e abbiamo sentito di dover continuare questo suo essere. Dani ha donato tutto: cuore, polmoni, pancreas fegato, polmoni tessuti. Si dona non per sentirsi eroi ma per amore.

Quando sei lì aspetti con speranza che il tuo familiare abbia dei miglioramenti che non arrivano, ti metti dall’altra parte, ti metti nei panni di gente che sta male. Abbiamo pensato che a noi non avrebbe tolto nulla ma Dani avrebbe dato a qualcuno la possibilità di sorridere e portare avanti una vita».

Il direttore generale di Banca Macerata Toni Guardiani
Il direttore generale di Banca Macerata Toni Guardiani

Carletti ha sottolineato anche come ci sia tanta ignoranza riguardo la donazione di organi e di quanto sia importante sensibilizzare su questo tema. Poi una riflessione sull’obbligo dell’anonimato del donatore e del trapiantato: «Il pensiero di sapere a chi sono andati gli organi di Daniele ti viene, mi hanno detto che il cuore è stato trapiantato a Padova, magari un giro me lo vado a fare».

Donazione di organi, sangue e midollo: come funziona

A spiegare l’importanza di tutelare chi ha ricevuto l’organo è stata spiegata dalla dottoressa Valeria Zompanti, coordinatrice dell’Ast di Macerata per la donazione di organi e tessuti che ha anche evidenziato come i controlli che vengono effettuati sono accuratissimi. «Si può donare a qualunque età, abbiamo avuto anche dei donatori centenari con dei buoni risultati» .

Da sinistra le dottoresse Melania Marmifero e Valeria Zompanti, Alessandra Pierini e la dottoressa Silvia Cicconi
Da sinistra le dottoresse Melania Marmifero e Valeria Zompanti, Alessandra Pierini e la dottoressa Silvia Cicconi

A proposito invece di donazione di sangue è stata invece al dottoressa Melania Marmifero del Centro Trasfusionale di Macerata a chiarire la grande necessità di donazioni: «Sarebbe molto importante raggiungere l’autosufficienza in ogni campo perché il nostro sistema sanitario nazionale è veramente una eccellenza in questo campo, assicura la massima sicurezza e abbiamo veramente tutti i mezzi per poter essere autonomi almeno in questo. Dall’estero prendiamo energia, carburanti e tanto altro, sarebbe bello almeno avere un nostro patrimonio in questo campo, non si tratta di orgoglio ma di efficacia».

Silvia Cicconi, responsabile del Centro Trasfusionale per il registro dei donatori di midollo chiarisce: «Sentir parlare di midollo a volte mette in difficoltà, a me piace molto di più parlare di cellule staminali che sono queste particelle eccezionali che si autoriproducono e quindi sono infinite. Da sottolineare anche che nelle Marche abbiamo l’indice di donazione più alto, siamo quelli più richiamati. Quando si viene chiamati, sei proprio tu ad essere scelto».

Michele Antonelli, maratoneta salvato da una trasfusione

Tra gli ospiti dell’incontro Michele Antonelli, maratoneta della nazionale italiana che ha ricordato come la sua vita è stata salvata da una trasfusione, in seguito a un incidente per cui è stato in coma tre giorni: «Chi ha donato mi ha consentito di vivere e di portare avanti anche una carriera sportiva con ottimi risultati. Forse chi ha donato era proprio forte – ha scherzato per poi commuoversi ricordando cosa ha vissuto in quei giorni sua madre – nonostante la situazione difficilissima è sempre stata presente e ha sempre tenuto le fila».

L’invito di Javier Martinez

In conclusione l’invito di Javier Martinez, giocatore di pallavolo e noto personaggio televisivo che ha incoraggiato soprattutto i più giovani: «Donare è importante, avete un potere immenso. Il vostro corpo è pieno di vita e può salvare tante vite».

Javier Martinez
Javier Martinez

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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