Luisa Viviani, l’avvocata che accompagna le persone transgender verso le loro nuove vite
Un incarico ricevuto nel 2015 ha cambiato la sua carriera e il suo sguardo sulla vita, trasformando il diritto in uno strumento di inclusione e tutela. Lo racconta nella video intervista a Donnemente
Tempo di lettura stimato: 8 minuti
Ci sono percorsi professionali che nascono da una scelta di carriera e altri che prendono forma attraverso gli incontri. Quello dell’avvocata Luisa Viviani appartiene a questa seconda categoria.
Nata a Napoli nel 1974 e cresciuta a Macerata, dove si è trasferita con la famiglia all’età di dieci anni, racconta di aver vissuto il cambiamento come un trauma: lasciare la rete di affetti della sua città d’origine e affrontare un nuovo contesto non fu semplice. Anche gli anni della scuola media furono segnati da giudizi che avrebbero potuto condizionare il suo futuro, ma che lei ha scelto di non accettare.
Dopo il diploma all’Istituto magistrale San Giuseppe di Macerata e la laurea in Giurisprudenza, si trasferisce a Pomezia, dove costruisce da zero la propria professione di avvocata, affrontando anni di gavetta e sacrifici.
L’incontro con le persone transgender: un nuovo percorso professionale
La svolta arriva nel 2015. Una giovane cliente, figlia di una donna che Viviani aveva già assistito in una separazione, le chiede di seguirla nel procedimento di rettifica di genere.
«Quando mi chiese di assisterlo, uscivo da una Icsi e da una Fivet andate male. Seguire la prima transizione ha significato per me contribuire ad una nuova nascita.
Non avevo mai affrontato una tematica simile — era il 2015 — ma lui non volle sentire ragioni: voleva andare in Tribunale con me. Così iniziai a studiare il procedimento di riassegnazione del genere e rettifica anagrafica.

Successivamente si rivolse al mio studio un’altra persona, che seguii per il medesimo procedimento ma con implicazioni anche correlate al diritto di famiglia dato che aveva anche un matrimonio con prole; iniziai a capire che oltre all’impatto umano stavo esplorando un ramo del diritto di cui non si sapeva molto».
È una materia che l’avvocata non aveva mai affrontato. Ma quella richiesta diventa l’inizio di un percorso di studio, approfondimento e impegno che la porterà ad acquisire importanti competenze specifiche nella tutela legale delle persone transgender.
Attraverso il passaparola entra in contatto con Transgender Network Italy (TNI), ente con cui collabora come legale esterna insieme a un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, psichiatri, endocrinologi e medici legali.
Veder nascere tante nuove vite
Oggi segue procedimenti di rettifica anagrafica e di affermazione di genere in tutta Italia, da Milano a Palermo, occupandosi anche delle numerose questioni giuridiche che accompagnano questi percorsi, dal diritto di famiglia fino ai casi di responsabilità sanitaria.
«Le storie incredibili delle persone che assisto entrano dirompenti nella mia vita. Vedo ed ascolto persone che, con un coraggio immenso, affrontano discriminazioni, ostacoli e difficoltà inimmaginabili.

Le loro vite sono diventate per me un monito a fare meglio, ad abbattere i pregiudizi, gli stereotipi e soprattutto ad imparare ad avere coraggio. Tante di loro mi dicono conosci me meglio di chiunque altro, questo mi emoziona molto.
Sono arrivata in età matura ed ho voluto dare una spiegazione al non essere diventata madre biologica. Forse ero destinata ad aiutare ed a veder nascere tante nuove vite con il mio lavoro. Come ha detto una mia carissima amica riferendosi ad un passo di Coelho forse mi sto allineando alla mia “Leggenda personale”. Sono fermamente convinta che la professione deve avere anche una funzione sociale»
Nella sua attività Viviani non assiste soltanto le persone che affrontano la transizione, ma spesso anche i loro familiari. In particolare, accompagna molte madri nel comprendere paure, dubbi e difficoltà, contribuendo a costruire reti di sostegno che possono fare la differenza durante il percorso.
Accessibilità alla giustizia e carriera alias
Grande attenzione è dedicata anche all’accessibilità della giustizia. «Spesso i problemi sono anche di natura economica. Io fornisco la mia assistenza legale tramite il Patrocinio a Spese dello Stato laddove ci siano i presupposti dei limiti di reddito. Per questo specifico procedimento, la legge prevede che non si sommino i redditi dei familiari conviventi.
Lo Stato copre interamente le spese legali e il contributo unificato. La possibilità di accesso al gratuito patrocinio rappresenta un passo significativo verso l’uguaglianza e l’accessibilità della giustizia».

Non tutti sanno poi che esiste la possibilità di accedere alla carriera Alias.
«Nelle università italiane, la carriera alias è un profilo burocratico temporaneo per studenti in transizione di genere. Questo strumento sostituisce il nome anagrafico con quello di elezione su libretto, badge ed e-mail, in attesa della rettifica legale dei documenti.
Solo il personale amministrativo che gestisce le carriere alias è autorizzato ad accedere ai dati anagrafici originali delle studentesse e degli studenti.
La carriera alias è utilizzata anche da centinaia di scuole superiori, la sua applicazione è a discrezione della direzione».
Per Viviani il diritto non è soltanto applicazione delle norme, ma anche ascolto, accompagnamento e tutela della dignità della persona.
«Il mio impegno professionale relativo alla tutela delle persone transgender si è esteso alle richieste di risarcimento dei danni da malpractice medica soprattutto nei casi di vaginoplastica .
A tal proposito vi è la possibilità di eseguire alcuni interventi importanti e di alta specializzazione anche all’estero in regime rimborsuale con il Sistema Sanitario Nazionale.
Penso ci sia ancora moltissimo da fare, che ci sia tanta disinformazione e che forse sia necessario parlarne perché la diffidenza e la paura nascono dall’ignoranza, dalla mancanza di nozioni concrete e corrette, quando c’è la conoscenza il timore si traduce in consapevolezza».
Un lavoro che cambia anche chi lo svolge
Nel raccontare il proprio percorso, Luisa Viviani spiega come le storie delle persone incontrate abbiano trasformato anche lei.
«Da circa quattro anni assisto legalmente una persona che ormai è a me molto cara, un’amica che stimo tantissimo, che ammiro, che mi ha infuso coraggio, l’ho affiancata in battaglie legali incredibili anche per gli stessi magistrati. Un giorno mi ha detto che “ bisogna trasformare la propria vita in una storia perché altrimenti diventiamo solo la storia di qualcunaltro”.

Patrocinando le sue cause e riflettendo su tutte le vite che ogni giorno incontro e che assistito ho fatto un po’ anche un viaggio introspettivo in me stessa, in questa riflessione ho ritrovato un verso di una poesia di Gio Evan: “Ci sono persone che quando le incontri, incontri anche te stessa”.
Un pensiero che sintetizza il senso di una professione vissuta come servizio alla persona e come impegno civile, nella convinzione che una società più informata sia anche una società più giusta e inclusiva.
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







