Il Consiglio delle Donne di Macerata
Il Consiglio delle Donne di Macerata

Il Consiglio senza cravatte: «Una città migliore attraverso la sensibilità delle donne»

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A Macerata si è insediato il nuovo Consiglio delle donne, presieduto da Alessandra Procaccioli. Un organismo di partecipazione non diffusissimo in Italia che non vuole essere uno spazio separato, ma un luogo di confronto, elaborazione e proposta. Perché le questioni femminili riguardano tutta la comunità

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Un’aula consiliare di sole donne. L’immagine che arriva da Macerata dove ieri si è insediato il nuovo Consiglio delle donne è una risposta forte ai “muri di cravatte” che ci vengono costantemente proposti nelle sedi istituzionali. Non si tratta solo di una foto ma di dare dignità anche a spazi pubblici esclusivamente femminili che non sono “ghetti” ma sono necessari luoghi , non solo fisici, di condivisione.

Non sono moltissimi i Consigli delle donne in Italia: quelli storici sono a Trento e Firenze. Ma ne sono stati istituiti altri nelle varie regioni italiane. Non sempre si parla di Consigli delle donne, ci sono anche delle Commissioni o Consigli per le pari opportunità. Non si tratta di un organismo istituito dalla legge ma vive sulla sensibilità delle singole realtà.

Consiglio delle donne, luogo di partecipazione

Qual è il ruolo del Consiglio delle donne? iniziamo col prevenire i commenti di chi dirà che non serve perché esistono già organi politici in cui le donne sono rappresentate e che allora dovremmo fondare anche un Consiglio degli uomini.

Non ci stancheremo di ripetere che al momento le donne sono una maggioranza trattata da minoranza, soprattutto in ambito politico, e pertanto hanno necessità di avere dei contesti di maggiore attenzione, confronto e sensibilità.

Abbiamo ancora ben presente la situazione che ci siamo trovate davanti quando abbiamo convocato i candidati sindaci del Comune di Macerata per conoscere i loro programmi relativi a questioni femminili. Purtroppo la sgradevole sensazione è stata che per loro la disparità di genere non è mai esistita. Affrontata il più delle volte dalle amministratrici donne, spesso non arriva proprio agli uomini che sono nella maggioranza dei casi nei ruoli apicali.

Il Consiglio delle Donne è un organismo di partecipazione civica e istituzionale istituito per promuovere la parità di genere, i diritti femminili e la presenza delle donne nella vita pubblica. Ne fanno parte di solito le donne elette in Giunta e Consiglio ma anche rappresentanti delle partecipate, delle associazioni e degli enti oltre a componenti integrate dalla società civile.

Un pungolo sulla parità

Il Consiglio delle Donne ha ruolo di stimolo delle attività cittadine in merito alla vasta tematica della “parità“, dell’uguaglianza di accesso a servizi e opportunità da parte di qualunque persona con particolare riferimento alle discriminazioni che avvengono sulla base della differenza di genere.

Prepara programmi e proposte da sottoporre alla Giunta o al Consiglio comunale per migliorare le politiche locali sulla qualità della vita e la condizione femminile, può promuovere ricerche e indagini per individuare e contrastare disparità di trattamento o disuguaglianze nel territorio.

Organizza convegni, seminari, conferenze e pubblicazioni per favorire l’informazione e la cittadinanza attiva sui temi di genere. Sostiene e promuove iniziative e interventi concreti contro ogni forma di abuso, esclusione e violenza sulle donne. Valorizza il ruolo e la cultura delle donne nella società, favorendo il loro accesso ai ruoli di responsabilità e alle istituzioni.

Anche qui l’obiezione sarà “ma ci sono già altri e altre che lo fanno”: benissimo, meglio essere in più che in meno a svolgere funzioni che si dimostrano ogni giorno assolutamente necessarie. Oltre al fatto che è uno spazio di riflessione e pensiero e che deve essere un luogo di transito di idee da poi condividere e far capire a tutto il resto della cittadinanza.

Crediamo sia proprio questa la sfida: far capire a tutte e tutti che i problemi delle donne sono problemi della comunità perché della comunità le donne sono componente essenziale, welfare silenzioso e straordinariamente efficiente , serbatoio infinito di conoscenze, e competenza.

«Una città migliore per tutti per i suoi cittadini attraverso la sensibilità delle donne»

Così ieri pomeriggio a Macerata, in un clima di grande collaborazione e con la partecipazione del presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani, il Consiglio delle donne ha eletto la presidente Alessandra Procaccioli, dirigente di banca, e la vice presidente Silvia Cicconi, ematologa. Sono entrambi volti nuovi della politica maceratese e fanno sperare in una maggiore impegno femminile nella politica.

Alessandra Procaccioli è stata eletta presidente del Consiglio di Macerata, al suo fianco la vice Silvia Cicconi
Alessandra Procaccioli è stata eletta presidente del Consiglio di Macerata, al suo fianco la vice Silvia Cicconi

«Credo che il valore del Consiglio delle Donne stia in sintesi soprattutto in una parola: partecipazione». Lo ha detto Procaccioli nel suo discorso di insediamento per poi continuare: «Essere qui non significa semplicemente parlare delle donne, ma significa portare nella vita
amministrativa della nostra città lo sguardo, l’esperienza e la voce delle donne.

Vorrei che questo Consiglio fosse sempre più un luogo di ascolto, un luogo dal quale possano nascere proposte concrete e iniziative volte a far conoscere e agevolare la donna sia nella vita quotidiana, sia nel lavoro che non è necessariamente quello che viene fatto fuori casa, sia le donne di ogni età perché dal confronto e dall’esperienza si possa trarre esempio.

Dovremo adoperarci per rappresentare problematiche che le donne devono affrontare ogni giorno nei loro ruoli all’interno della società e nella famiglia, nella conoscenza delle opportunità che il nostro territorio offre. Si dovrà affrontare l’annoso problema della violenza soprattutto creando una rete di prevenzione e di crescita delle nuove generazioni nella consapevolezza del rispetto dell’altro.

Non da ultimo dovremo adoperarci per raccontare maggiormente le donne di Macerata che, nel lavoro, nella cultura, nell’impresa, nella scuola, nel volontariato e nelle istituzioni e nella famiglia hanno contribuito alla crescita della nostra comunità. Perché conoscere queste storie significa offrire alle giovani donne dei modelli, delle possibilità, delle strade.

Però non vorrei un Consiglio delle Donne che parlasse soltanto delle donne. Vorrei un Consiglio delle Donne che contribuisse a costruire una città migliore per tutti per i suoi cittadini attraverso la sensibilità delle donne».

Oltre la politica

La presidente Procaccioli ha invitato le altre consigliere a superare appartenenze e idee personali: «Perché sulle grandi questioni che riguardano la dignità, la sicurezza, il lavoro e il futuro delle persone, la collaborazione deve venire prima della contrapposizione. Il Consiglio delle donne è per questa motivazione espressione delle donne tutte che siedono in consiglio comunale e nell’amministrazione comunale.

Se riusciremo a trasformare l’ascolto in proposte e le proposte in azioni concrete, allora questo Consiglio avrà davvero dato qualcosa alla nostra città. Abbiamo una grande opportunità che spero sapremo sfruttare tutte insieme».

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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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