Barbara Strappato, questore e poliziotta per passione: «La sicurezza è una responsabilità condivisa»
È la prima donna a dirigere la Questura di Macerata. Dall’esperienza nella Squadra Mobile alle indagini per il caso Elisa Claps, passando per un libro di Geronimo Stilton, la sua parola d’ordine è prevenzione. Sulla violenza di genere: «Le donne denunciano ancora poco, noi pronti ad ascoltare»
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Appassionata. È la prima parola che viene in mente ascoltando Barbara Strappato, da oggi la prima donna a guidare la Questura di Macerata.
All’esordio nel ruolo di questore è un fiume in piena e con grande entusiasmo, senza alcuna rigidità che ii pregiudizi legati al ruolo farebbero immaginare, parla di sé e di come ogni esperienza abbia lasciato in lei non solo un segno, ma anche una passione professionale.
Dall’amore per la Squadra Mobile all’intuizione della trasformazione, anche digitale dei reati, dall’attenzione ai minori e alle fasce protette, in particolare donne e non più giovani (così definisce gli anziani manifestando anche grande sensibilità per il linguaggio, come confermerà sottolineando l’inadeguatezza del termine revenge porn per definire il reato che rappresenta). In ogni cosa che ha fatto, evidentemente non lasciandola scivolare come un incarico qualsiasi, la questore Strappato ha trovato una di quelle che lei definisce “le mie passioni da poliziotta”.
Dalla Squadra Mobile al Caso Elisa Claps
Originaria di Lauria, in provincia di Potenza, Barbara Strappato è entrata nella Polizia di Stato dopo
aver lavorato al Tribunale di Roma come cancelliere e immaginato una carriera nella magistratura: «Mi piaceva tantissimo il lavoro degli agenti che vedevo ogni giorno in Tribunale, così al primo concorso per la Polizia ho partecipato» Nel corso della sua carriera ha ricopertodiversi incarichi nelle Squadre Mobili della Calabria, di Bari, Potenza e, a Napoli, nella Squadra Catturandi, nell’Antidroga e nella Sezione per i reati contro la Pubblica Amministrazione.
A Potenza, ha partecipato anche alle indagini per il caso di Elisa Claps, sedicenne scomparsa nel 1993, il cui corpo è stato ritrovato in una chiesa nel 2010.

«Il caso Claps fu emotivamente impegnativo e sono ancora in contatto con i suoi familiari. Fu anche la prima volta in cui mi resi conto che tutto si stava spostando sul web. Intercettammo per la prima volta Danilo Restivo, omicida di Elisa, su Skype e analizzammo il suo blog. Ho capito l’importanza di internet».
Per lei è stato un vero e proprio «colpo di fulmine», tanto da scegliere di lasciare la Squadra Mobile per dedicarsi alla Polizia Postale.
Prevenzione e violenza di genere tra le priorità
Prevenzione è la parola d’ordine della questore Strappato.
«Ho passioni da poliziotta», racconta Barbara Strappato, spiegando che tra queste ci sono soprattutto la tutela dei minori, delle donne e delle persone anziane. Una sensibilità che nasce dalle esperienze vissute durante la carriera e dalla consapevolezza che il lavoro della Polizia non può esaurirsi nell’intervento successivo a un reato, ma deve cominciare molto prima, attraverso l’ascolto, l’informazione e la costruzione di rapporti di fiducia.
Particolarmente forte è la sua attenzione alla violenza di genere, un fenomeno rispetto al quale ritiene indispensabile continuare a lavorare sulla prevenzione e sull’emersione delle situazioni di abuso. «Le donne denunciano ancora troppo poco quello che accade», osserva, individuando proprio nella difficoltà di chiedere aiuto uno degli ostacoli da affrontare.
Per questo ha intenzione di coinvolgere le associazioni e le realtà che operano a sostegno delle persone più fragili, creando occasioni di confronto e sensibilizzazione. Sta già pensando a iniziative da organizzare nella settimana del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un appuntamento che intende valorizzare per rafforzare la consapevolezza e avvicinare ulteriormente le istituzioni alla cittadinanza.
«Le persone devono sapere che siamo sempre pronti ad ascoltare», sottolinea. Un messaggio che assume un significato particolare proprio quando si parla di violenza domestica e di genere, perché trovare il coraggio di raccontare ciò che accade e sapere a chi rivolgersi può rappresentare il primo passo per uscire da una situazione di pericolo.
La vicinanza delle istituzioni, però, non può essere soltanto dichiarata. «La nostra vicinanza va costruita pezzo per pezzo», spiega Strappato, convinta che la fiducia si conquisti attraverso una presenza costante e una relazione autentica con le persone.
La tutela dei bambini e delle bambine, una battaglia imprescindibile
Alla Polizia Postale Barbara Strappato ha trovato un settore in continua trasformazione, che l’ha portata a confrontarsi con alcuni dei fenomeni più delicati legati all’utilizzo delle tecnologie digitali. Tra questi, in particolare, la pedopornografia online, un ambito nel quale ha lavorato a lungo e che ha rafforzato la sua attenzione verso la protezione dell’infanzia.
«I bambini non hanno facoltà di scegliere», sottolinea, spiegando perché considera la loro tutela una responsabilità fondamentale degli adulti e delle istituzioni.
La protezione dei minori, nella sua visione, passa anche attraverso l’educazione digitale, la conoscenza dei rischi e un utilizzo consapevole degli smartphone e dei social network. Temi sui quali ha lavorato moltissimo e che intende continuare a portare avanti anche nel nuovo incarico. «I bambini e le bambine ricevono gli smartphone come regalo per la Comunione, le famiglie devono capire che il telefonino non è una buona babysitter».
Nel suo percorso c’è stata anche un’esperienza editoriale legata a Geronimo Stilton, pensata per avvicinare i più piccoli ai temi della sicurezza e della prevenzione attraverso un linguaggio accessibile.
Accanto alla tutela dell’infanzia, l’attività alla Polizia Postale l’ha vista impegnata anche nel contrasto alle truffe informatiche, un fenomeno che coinvolge persone di tutte le età ma che può avere conseguenze particolarmente pesanti per quelle più anziane.
Anche per questo, tra le sue intenzioni c’è quella di valorizzare la collaborazione tra i diversi uffici della Questura e le competenze specialistiche della Polizia Postale, affinché l’esperienza maturata nella sicurezza digitale possa diventare una risorsa trasversale.
«La sicurezza è una responsabilità collettiva»
Quello di Macerata è il suo primo incarico da questore. Strappato non nasconde le difficoltà organizzative che ha trovato al suo arrivo. La sede della Questura è interessata da lavori e il personale a disposizione è numericamente limitato. Ma anche su questo fronte prevale la volontà di valorizzare le risorse presenti: le persone che lavorano nella struttura, assicura, sono pronte a «farsi in tre» per rispondere alle esigenze della cittadinanza.
Ciò che le interessa maggiormente, tuttavia, è costruire un modello di sicurezza partecipata, nel quale la Polizia non sia percepita come un’istituzione distante, alla quale rivolgersi soltanto quando si verifica un’emergenza, ma come un punto di riferimento quotidiano.
«La Polizia c’è sempre», ricorda, sottolineando quanto sia importante far arrivare questo messaggio soprattutto a chi si trova in una condizione di fragilità.
Per riuscirci, secondo Strappato, è necessario coinvolgere tutte le realtà che possono contribuire alla prevenzione: associazioni, scuole, istituzioni e cittadinanza. Perché la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alle forze dell’ordine, ma richiede una assunzione collettiva di responsabilità, soprattutto nei confronti delle categorie più vulnerabili.
«Le persone sono i primi veri poliziotti di sé stessi», osserva, richiamando l’importanza della consapevolezza, dell’informazione e della capacità di riconoscere i rischi.
È questa la direzione nella quale intende muoversi a Macerata, portando con sé le competenze investigative e la sensibilità maturate nel corso di una carriera che l’ha messa a contatto tanto con la criminalità quanto con le sue vittime.
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.






