Silvia Alessi, foto della mostra
Le parrucchiere afghane nella foto di Silvia Alessi, in mostra al Fotografica Festival di Bergamo

Donne invisibili

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Quante sono le donne invisibili per ogni donna che invece ha un ruolo ben definito, riconoscibile e di potere nella società? Quante di queste donne invisibili stanno portando avanti progetti impensabili, idee, fatiche quotidiane, passioni che vorrebbero far diventare un lavoro?

Me lo sono chiesta tante volte in questi giorni. Da quando una musicista, Ilenia Stella, (non anticipo nulla, della sua storia parleremo presto) ha inviato una mail alla nostra redazione. «Un’amica mi ha fatto conoscere il vostro bellissimo progetto sulle donne invisibili» ci ha scritto per poi presentarci il lavoro che sta facendo.

Leggere queste poche righe mi ha emozionato e in un attimo mi ha fatto capire quanto davvero ci fosse bisogno di Donnemente. Dare voce a tutte quelle donne, tante donne, che si sentono invisibili, che lavorano a testa bassa e portano avanti progetti straordinari senza fama, celebrità, potere.

In poco più di un mese online di Donnemente, Ilenia non è stata la sola a scriverci. Sono altre le donne che ci hanno proposto la loro storia la loro “straordinaria” quotidianità e a tutte loro daremo voce per renderle meno invisibili.

La parola invisibile è poi tornata a farsi viva nell’intervista a Silvia Alessi che ci ha raccontato The Cut, il suo emozionante progetto sulle parrucchiere afghane, diventate invisibili da quando i talebani hanno chiuso tutti i saloni di bellezza, togliendo loro lavoro e socialità.

Silvia le ha ritirate fuori dalla loro invisibilità e le ha rese protagoniste. Protagoniste convinte perché hanno scelto di essere fotografate e raccontate.

E sono invisibili anche se pesano moltissimo quel milione e trecentomila imprenditrici che guidano le loro aziende in Italia secondo il report di Unioncamere, realizzato con il supporto del Centro Studi Tagliacarne e Sicamera.

Il sindaco di New York Zohra Mamdani
Il sindaco di New York Zohra Mamdani

Lontana dai riflettori e quasi invisibile fino ell’elezione a sindaco di New York di Zohran Mamdani, è stata Rama Duwaji, 28 anni, sua moglie. Molti la definiscono la vera forza dietro al successo inatteso del candidato socialista. Della sua corsa ha scelto i colori, il font usato per le scritte e ha programmato e rafforzato la sua presenza social.

Dall’invisibilità alla massima esposizione di cinque donne. Si tratta di Elana Leopold, delle ex vice sindache Maria Torres-Springer e Melanie Hartzog, di Lina Khanex presidente della Federal Trade Commission e Grace Bonilla, presidente e Ceo di United Way.

Il nuovo primo cittadino della Grande Mela le ha scelte per il suo team di transizione e per la loro notevole esperienza di servizio pubblico.

Il nostro augurio per queste cinque professioniste è che svolgano il compito che sono chiamate a svolgere, non alla maniera degli uomini, ma “donnemente”.

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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