Dal triathlon all’ice swimming, Chiara Giorgetti sfida i limiti: «Non mi sento un’eccezione»
Import manager di Civitanova, racconta come lo sport l’abbia aiutata a superare paure e limiti, riflettendo anche sulle difficoltà che ancora oggi molte donne incontrano nel conciliare allenamenti, lavoro e vita familiare. Un percorso di coraggio e consapevolezza che la sta portando verso il suo primo Ironman
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Non è un’atleta professionista, ma una donna che ha scelto di mettersi continuamente alla prova, trasformando lo sport in uno strumento di crescita personale, benessere e consapevolezza. È la storia di Chiara Giorgetti di Civitanova, import manager in un’azienda del settore ceramico, che attraverso la corsa, il triathlon e persino il nuoto in acque gelide ha scoperto nuove risorse dentro di sé.
La corsa per affrontare le difficoltà
«Intorno ai 35 anni, in un periodo personale non semplice, ho iniziato a correre e la corsa mi ha aiutata molto ad affrontare la vita con tutte le sue difficoltà», racconta. Da una serie di gare cittadine di 10 chilometri è passata alle mezze maratone fino a conquistare, nel 2018, la sua prima maratona a Venezia.

Due anni fa la decisione di affrontare una nuova sfida: il triathlon. «Ho sentito l’esigenza di mettermi alla prova e di affrontare le mie paure». Da quel momento si è aperto un mondo fatto di nuove amicizie, esperienze e traguardi che oggi la vede impegnata nella preparazione del suo primo Ironman, in programma il 19 settembre a Cervia.
«Mi alleno tutti i giorni, nel week end anche doppio allenamento», spiega. Un impegno importante che richiede costanza e organizzazione, soprattutto per una donna che lavora a tempo pieno. «Nel triathlon le donne sono circa il 20%. Credo che dipenda anche dall’impegno richiesto: sono allenamenti che coinvolgono tre sport diversi. C’è sempre un latente senso di colpa in una donna che lascia a casa la famiglia, mentre a un uomo viene più facilmente perdonata l’assenza».
L’ice swimming, una nuova dimensione
Ma è soprattutto l’acqua ad averle regalato una nuova dimensione. «È cambiato il mio modo di vivere e approcciare allo sport. Ad esempio il nuoto e il contatto con la natura sono vitali. Mi alleno in piscina, ma il nuoto in acque libere mi porta proprio in un’altra dimensione. La fascinazione per il nuoto mi ha messo in contatto con l’ice swimming».
Una disciplina estrema che consiste nel nuotare senza muta in acque comprese tra 1 e 5 gradi. «Mi sono unita a un gruppo che già esisteva e ho iniziato a immergermi a dicembre, un paio di anni fa. All’inizio qualche bracciata, poi sono arrivata ai Campionati Europei disputati a Molveno con acqua a 1,3 gradi». Un’esperienza che definisce soprattutto mentale: «Gestire l’impatto mentale con il corpo è stata una lezione di vita. Dopo hai un benessere prolungato che ti spinge a continuare».
Nel mondo dell’ice swimming la presenza femminile è sorprendentemente elevata. «Ci sono tante donne, forse per una particolare predisposizione ad affrontare questo tipo di esperienza. È uno sport estremo, ma molto controllato».
Lo sport endurance è una palestra di vita
Per Chiara Giorgetti, lo sport endurance è diventato una palestra di vita. «Ho imparato a gestire i problemi. E il bello non è solo il traguardo: è il viaggio che ti porta a qualsiasi esperienza, gli amici, la gente che ho conosciuto lungo il cammino».

Un messaggio che vuole condividere con tutte le donne. «Credo che nulla sia impossibile. Ogni donna che ho incontrato mi ha insegnato qualcosa. Ogni donna può fare tutto, in ogni ambito, però ognuna dovrebbe trovare il coraggio di cercare e seguire la propria strada».
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







