Ottant’anni dopo il voto alle donne, una Repubblica di tanti cavalieri e poche cavaliere
Le donne insignite delle onorificenze al merito sono state 440, il 21,5% del totale. Finora si è parlato tanto delle prime elezioni a suffragio universale e sono state celebrate con tante iniziative le madri costituenti. Ma nella realtà e nell’oggi, qual è il riscontro?
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Ottant’anni di voto alle donne. Sono mesi che in tutta Italia vengono organizzate iniziative per celebrare questo anniversario per ricordare il valore, non scontato, di un diritto che appare acquisito ma che va difeso ogni giorno. Un anniversario che è stato anche il fil rouge delle celebrazioni fatte nelle piazze di tutta Italia.
Un muro di cravatte
Noi, questa mattina, eravamo a Macerata, in piazza della Libertà. Girando lo sguardo verso il gruppo dei premiati con le Onorificenze al Merito della Repubblica, non abbiamo potuto che notare, con stupore e una punta di amarezza, che tra loro non c’era neanche una donna. La scena che ci si è presentata è quella del “muro di cravatte” di cui ha parlato di recente la giornalista de La Stampa Maria Laura Rodotà.

Tra i premiati anche un uomo per essere intervenuto a difendere una donna vittima di violenza. Un intervento da sottolineare e sicuramente meritevole di riconoscimento. Forse magari andava premiata anche lei, ma è vero che se dovessimo premiare tutte le donne vittime di violenza, violenza domestica, molestie, stalking e così via non basterebbero le piazze per ospitarle.
Una maggioranza trattata da minoranza
Come ribadito più volte, non vogliamo metterci in concorrenza: di sicuro i premiati hanno ricevuto il titolo di Cavalieri per merito ma possibile che in una intera provincia non ci sia neanche una donna meritevole?
È anche vero che non saranno certo i premi e le medaglie a ridurre il gap di genere, ma possibile che le donne, pur rappresentando la maggioranza della popolazione, continuino ad essere trattate come una minoranza?
Le donne premiate sono il 21,5%
Non ci è bastato. Abbiamo voluto approfondire e capire se la provincia di Macerata rappresenta una eccezione. Per cui abbiamo analizzato il documento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, contente tutti i nomi delle persone a cui è stata riconosciuta l’onorificenza.
Bene. Sono state 2.051 le persone premiate: di queste 1.611 uomini e 440 donne. Lo scarto è evidente. Andiamo a vedere cosa vuol dire in termini percentuali: donne 21,5%, uomini 78,5%.
Se poi si vanno a vedere i gradi più elevati la presenza femminile cresce in percentuale, ma i numeri assoluti restano molto bassi: soltanto 11 donne hanno ricevuto il titolo di Grande Ufficiale o Cavaliere di Gran Croce.
Ancor più nel dettaglio:
| Cavaliere di Gran Croce | 2 | 6 | 33,3% |
| Grande Ufficiale | 9 | 22 | 40,9% |
| Commendatore | 27 | 66 | 40,9% |
| Ufficiale | 56 | 178 | 31,5% |
| Cavaliere | 346 | 1.779 | 19,4% |
Se anche voi volete approfondire, potete farlo qui sotto nel documento ufficiale.
Come si diventa Cavalieri e Cavaliere
Inevitabile domandarsi come vengano scelte le persone che meritano di diventare Cavaliere, Ufficiale, Commendatore, Grande Ufficiale e Cavaliere di Gran Croce.
Le proposte arrivano da ministeri, prefetture, enti pubblici, forze armate, associazioni e amministrazioni dello Stato. Anche cittadinanza e organizzazioni possono segnalare persone meritevoli, ma la candidatura deve essere istruita e valutata dagli uffici competenti.
Le proposte vengono poi esaminate dal Consiglio dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, organismo consultivo che opera presso la Presidenza della Repubblica.

Primo fra gli Ordini nazionali, ad essere stato istituito, è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”.
Il Presidente della Repubblica è il Capo dell’Ordine. L’onorificenza viene infine conferita con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio.
Dati e interrogativi
Nessuna norma prevede quote di genere o meccanismi di equilibrio tra uomini e donne. Per questo il dato sulla rappresentanza femminile solleva alcune domande: quante candidature riguardano donne? Quante vengono effettivamente accolte? E in che misura i processi di selezione riescono a valorizzare il contributo femminile alla vita del Paese?
Eppure la composizione del Consiglio dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” fa ben sperare: il Cancelliere è il generale Roberto Corsini. Questi i componenti del Consiglio: prefetto Gianfelice Bellesini, professor Vincenzo Cerulli Irelli, avvocata Carla Colelli, dottoressa Manuela Di Centa, onorevole Lella Golfo, ambasciatore Francesco Maria Greco, dottor Francesco Mutti e le dottoresse Lucia Pagano, Daria Perrotta e Mariolina Sattanino. Su dieci componenti ci sono ben sei donne, quindi la maggioranza.
Da capire quante sono le candidature femminili che arrivano alla selezione finale.
Le donne di oggi
Visti i numeri, un’altra è la questione che resta in sospeso. Perché sottolineare con tanto vigore gli ottant’anni del voto alle donne (senza dimenticare che, come dice Amalia Ercoli Finzi, che non ci stanchiamo mai di citare, “le donne laureate hanno votato per la prima volta quarant’anni dopo gli uomini analfabeti”) o ricordare le madri costituenti, quando poi non vengono valorizzate, sostenute e incentivate le donne di oggi?
Per concludere, ripetere che i premi non ci interessano potrebbe un po’ ricordare la favola della volpe e l’uva, quindi diciamo che i premi ci interessano eccome! Soprattutto laddove sono un modo per valorizzare e riconoscere il valore di quante ogni giorno, al pari degli uomini e magari facendosi anche carico, senza alcun sostegno, del welfare delle loro famiglie, fanno grandi cose. E ci interessano perché il semplice parlare di donne, non può essere uno specchietto per le allodole, al quale poi non corrisponde un riconoscimento reale e concreto.
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







