Where are U e una operatrice del 112

Where Are U, la chiamata silenziosa che può salvare dalla violenza

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Chiamare i soccorsi anche quando non si può parlare. E’ una delle funzioni di Where Are U, app ufficiale del Numero Unico Emergenza Europeo 112.

L’applicazione non è nata come uno strumento antiviolenza ma lo è a tutti gli effetti. Dà inoltre la possibilità ai soccorsi di geolocalizzare chi lancia un allarme e di intervenire prontamente in ogni caso di bisogno.

Quando la geolocalizzazione è un bene



L’importanza della geolocalizzazione è stata messa in grande evidenza nei giorni scorsi a Varese, dove una giovane vittima di violenza, è stata rintracciata dalle forze dell’ordine solo perché è riuscita a dare indicazioni su ciò che vedeva dal finestrino.

Gli agenti della volante della Questura sono intervenuti dopo la segnalazione di un amico della vittima: al telefono lei gli ha raccontato l’ennesimo episodio di violenza subito dall’ex compagno.

L’amico ha così contattato la polizia e spiegato all’operatore della centrale operativa che l’amica era stata picchiata dall’ex compagno e che i due erano saliti a bordo di un pullman. Ma la ragazza non riusciva a riferire la direzione.

L’operatore della sala radio le ha quindi chiesto indicazioni su negozi ed edifici, riuscendo a intercettare il mezzo e ad intervenire prontamente. Inutile dire come sapere immediatamente dove fosse, avrebbe reso più facile l’intervento oltre a dare uno strumento in più alla vittima.

Where Are U: la schermata con i tre tasti di chiamata
Where Are U: la schermata con i tre tasti di chiamata

Come funziona Where Are U

Come può essere utile Where Are U? Innanzitutto in caso di emergenza, è sufficiente premere un tasto per essere messi in contatto con la Centrale Unica di Risposta 112 della zona in cui ci si trova e quindi con Forze di pubblica sicurezza, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario.

In questi casi è l’app che invia automaticamente la posizione all’operatore 112 che sta gestendo l’emergenza. Individuare la vittima è fondamentale per inviare i soccorsi più rapidamente e con più precisione.

Where Are U può essere particolarmente utile nel caso in cui chi lancia l’allarme non può parlare, come avviene quando si è vittime di violenza. In una situazione di pericolo in cui non è possibile parlare, sono due le opzioni che lo strumento offre. Il primo è la chiamata silenziosa che consente comunque con appositi pulsanti di segnalare il tipo di soccorso richiesto e all’operatore del 112 di ascoltare cosa sta succedendo e dare l’allarme. Il secondo è la chiamata + chat. L’operatore saprà come gestire al meglio la chiamata e ricontatterà chi ha fatto richiesta di chat.

Molto funzionale la grafica che consente di attivare la forma di richiesta utile al momento scegliendo tra tre semplici tasti.

Dalla Lombardia a sedici regioni italiane

L’app Where Are U non è una novità. È stata sviluppata una decina di anni fa dalla Regione Lombardia ed aveva avuto un record di download. Fondamentale la sua diffusione su quasi tutto il territorio nazionale. Il che ci porta a parlarne ancora come prezioso strumento a disposizione di donne e uomini.

Attualmente l’app Where Are U è disponibile in sedici regioni italiane: Lombardia, Lazio, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Sicilia, Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Umbria, Sardegna, Calabria, Abruzzo, Puglia ed Emilia Romagna.

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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