Donne in tv: poche fanno notizia ma crescono le imprese femminili della comunicazione
È questo il quadro emerso ad Ancona durante il seminario “Rappresentanza e rappresentazione delle donne nell’informazione locale”, promosso dal Corecom Marche insieme ad Agcom e all’Ordine delle giornaliste e dei giornalisti regionale
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Le donne compaiono nel 31% delle notizie trasmesse dalle televisioni locali marchigiane ma sono utilizzate come esperte nel 61% dei casi. È il dato principale emerso dalla ricerca realizzata nell’ambito del Glocal Media Monitoring Project e presentata dall’Osservatorio di Pavia durante il seminario “Rappresentanza e rappresentazione delle donne nell’informazione locale“, promosso dal Corecom Marche insieme ad Agcom e all’Ordine delle giornaliste e dei giornalisti delle Marche.
L’indagine ha preso in esame, in una singola giornata campione – il 6 maggio scorso – i notiziari di otto emittenti televisive locali. Sono state analizzate 183 notizie che hanno coinvolto complessivamente 382 persone, delle quali soltanto 118 donne.
Donne e informazione
Numeri che confermano come la presenza femminile nell’informazione continui a essere inferiore rispetto a quella maschile e che aprono una riflessione non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità della rappresentazione delle donne nei media. Molte invece le donne alla conduzione, cosa che crea l’effetto vetrina.
«L’immagine della donna rimane ancora tanto legata a vecchi stereotipi – ha osservato la presidente del Corecom Marche, Cinzia Grucci –. Anziché parlare di contrapposizione, parliamo di valorizzazione dell’essere umano, sia uomo sia donna, in tutte le sue sfaccettature e ricchezze».
Le imprese femminili della comunicazione crescono
Sul fronte economico, il seminario ha evidenziato anche alcuni segnali interessanti legati all’imprenditoria femminile nel settore della comunicazione. Come ha sottolineato Daniela Zepponi, presidente di Cna Impresa Donna Marche e consigliera della Camera di Commercio delle Marche, oggi la comunicazione non rappresenta più un semplice strumento a supporto dell’economia, ma ne costituisce una componente essenziale.
Nelle Marche le imprese femminili sono 33.746 e rappresentano il 23,2% del totale regionale, una quota superiore alla media nazionale del 22,3%. Tuttavia, tra il 2018 e il 2025 le imprese femminili attive sono diminuite del 12,1%, contro l’1,8% registrato a livello nazionale.

In questo scenario emerge però un dato in controtendenza: il settore della comunicazione, dove le imprese femminili sono passate da 583 nel 2018 a 643 nel 2024, segnando una crescita del 10,3%, superiore a Toscana (7,5%), Veneto (8,2%) ed Emilia-Romagna (9,8%). Oggi nelle Marche operano 638 imprese femminili nei servizi di comunicazione e informazione, di cui 421 attive nell’elaborazione dati, hosting e servizi informativi e 119 nella programmazione e consulenza informatica.
Zepponi ha inoltre evidenziato come l’imprenditoria femminile stia diventando sempre più strutturata: nel 2025 crescono dello 0,5% le imprese con 10-49 addetti, dell’1,3% quelle con 50-249 addetti, del 3,8% quelle oltre i 250 addetti e del 2,6% le società di capitale guidate da donne. Un’evoluzione che conferma il ruolo strategico delle competenze femminili nella trasformazione digitale e nella capacità dei territori di raccontare e valorizzare il proprio potenziale economico.
Linguaggio e stereotipi
Per l’Ordine delle giornaliste e dei giornalisti delle Marche, la vicepresidente Alessandra Pierini ha proposto un excursus attraverso alcune delle notizie pubblicate nelle ultime settimane, analizzando il linguaggio utilizzato e rintracciando stereotipi e modalità narrative che ancora oggi influenzano il racconto delle donne nell’informazione.
Il vicepresidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Nicola Sansalone, ha invece richiamato l’attenzione sulla crescente e pericolosa rincorsa dell’informazione professionale ai linguaggi e alle dinamiche dei social network, illustrando anche il lavoro svolto dall’Agcom sulle linee guida dedicate agli influencer e alla comunicazione digitale.
Nel dibattito è intervenuta anche la presidente della Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, Roberta Leri, che ha invitato a superare una lettura separata dei mondi maschile e femminile, promuovendo una visione integrata della società e dell’informazione.
Una posizione condivisa dal presidente dell’Ordine delle giornaliste e dei giornalisti delle Marche, Franco Elisei, che ha sottolineato l’importanza di evitare contrapposizioni ed estremizzazioni, favorendo invece una cultura dell’inclusione e della rappresentazione equilibrata. Ha anche sottolineato che cinque tv regionali sono dirette da donne.
Il seminario si inserisce nel percorso di monitoraggio avviato dal Corecom Marche sulla presenza femminile nei media regionali. Dopo l’analisi realizzata lo scorso anno su stampa e Tgr, l’attenzione si è concentrata quest’anno sulle televisioni locali, con l’obiettivo di comprendere quanto spazio venga dato alle donne e in che modo vengano raccontate all’interno dell’informazione quotidiana.
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