Le nuove banconote europee: che sia la volta buona per le donne
La Banca centrale europea ha aperto il sondaggio per scegliere il futuro design. Tra i progetti finalisti, quello dedicato alla “Cultura europea” porterebbe per la prima volta sull’euro tre volti di donne e tre di uomini che hanno segnato la storia del continente. Una scelta che va oltre la grafica e riguarda memoria, rappresentazione e…
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Dopo più di vent’anni con ponti immaginari, finestre gotiche e portali senza tempo, l’euro potrebbe finalmente avere un volto, anzi sei, tre di donne e tre di uomini.
Il 23 luglio Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha presentato i dieci progetti finalisti per la nuova serie di banconote, aprendo un sondaggio pubblico rivolto a tutta la cittadinanza europea: si può votare fino al 21 settembre.
I risultati, insieme a quelli di un’indagine parallela condotta da un istituto indipendente, contribuiranno alla decisione finale del Consiglio direttivo della BCE, attesa entro fine anno.
In gara ci sono due temi molto diversi: “Cultura europea” e “Fiumi e uccelli”. Una scelta che, dietro l’apparenza grafica, dice molto su come l’Europa vuole raccontarsi.
Due visioni d’Europa
Il primo tema “Cultura Europea” porta sulle banconote sei personaggi storici, tre donne e tre uomini, che hanno attraversato confini e generazioni: la soprano Maria Callas, la scienziata Marie Curie, la pacifista Bertha von Suttner, il compositore Ludwig van Beethoven, Leonardo da Vinci e lo scrittore Miguel de Cervantes.

Il secondo tema “Fiumi e Uccelli” è più simbolico: ogni taglio racconta un tratto di fiume immaginario, dalla montagna al mare, accompagnato da un uccello diverso, dal picchio muraiolo al martin pescatore, dalla cicogna bianca alla sula bassana, con le istituzioni europee sul retro.
Sono due strade opposte per rispondere alla stessa domanda: cosa tiene insieme l’Europa?
La sua storia culturale condivisa o il suo territorio naturale comune?
Secondo la BCE la riprogettazione delle banconote permetterà di riflettere meglio l’identità, i valori dell’Europa, di essere sempre un passo avanti rispetto alle tecniche di falsificazione, di migliorare l’inclusione, l’accessibilità e la sostenibilità ambientale.
Perché per vent’anni non ci sono stati volti
Quando fu disegnata la prima serie di banconote in euro, entrata in circolazione nel 2002, si pensò inizialmente a ritratti di uomini e donne comuni, ispirati a opere d’arte europee. L’idea fu abbandonata: anche la minima somiglianza con una persona reale avrebbe potuto essere letta come una preferenza verso un paese, in una moneta che doveva mettere d’accordo tutti i Paesi. Si scelsero così ponti e finestre inventati, senza riferimenti a luoghi o volti specifici, per evitare pregiudizi nazionali e di genere.
Il risultato è stato paradossale: evitando di scegliere qualcuno, l’euro ha finito per non rappresentare nessuno e in un continente in cui le donne sono già poco presenti nell’iconografia ufficiale, questa “neutralità” ha significato la loro totale assenza dal portafoglio di centinaia di milioni di persone per oltre vent’anni.

A dire il vero il volto di una donna è presente nelle banconote dell’Euro dal 2013 (seconda serie), si tratta di “Europa”. Questa figura della mitologia greca, inserita come ologramma e nella filigrana, era stata scelta perché presenta una chiara associazione con il nostro continente e al tempo stesso arricchisce le banconote con l’immagine di un volto. Il ritratto di Europa è ripreso da un vaso custodito al Louvre di Parigi.
Un vuoto che viene da lontano
Guardando alle valute nazionali pre-euro, il quadro non era comunque incoraggiante. In Italia, in tutta la storia della lira una sola donna ha avuto l’onore di una banconota: Maria Montessori, ritratta sulle 1.000 lire, caso isolato, spesso confusa persino con Rita Levi-Montalcini, che sulle banconote non è mai apparsa.

La Francia, prima dell’euro, aveva dedicato una banconota da 500 franchi a Marie Curie, ma non da sola: accanto a lei il marito Pierre. Nel mondo, gli esempi di donne reali sulle banconote restano rari e sparsi.
Ci sono valute dove una figura femminile compare spesso, come la sterlina con la Regina Elisabetta, e paesi dove nessuna donna è mai stata raffigurata né su moneta né su banconota.
Chi sono le tre donne in corsa
Due nomi sono familiari: Maria Callas, che ha ridefinito l’opera lirica del Novecento e Marie Curie, prima persona a vincere due premi Nobel in discipline diverse in Fisica nel 1903 insieme al marito Pierre Curie e ad Antoine Henri Becquerel per gli studi sulla radioattività e in Chimica nel 1911 da sola per aver scoperto il radio e il polonio, il cui nome è stato scelto proprio in onore della sua terra natale.
La terza figura femminile, Bertha von Suttner, è probabilmente la meno conosciuta. Scrittrice e attivista austriaca, autrice del romanzo pacifista “Giù le armi!“, nel 1905 diventa la prima donna a ricevere il Nobel per la Pace; si dice sia stata proprio lei a spingere Alfred Nobel a istituire quel premio.
Tre donne, tre ambiti diversi, arte, scienza, impegno civile a bilanciare Beethoven, Leonardo e Cervantes: un trittico che, se dovesse prevalere rispetto al tema dei Fiumi e Uccelli, cambierebbe per la prima volta il modo in cui l’euro racconta l’Europa, non più con architetture anonime ma con i volti di chi l’ha costruita davvero.
Non solo banconote
Lo squilibrio non riguarda solo le banconote: secondo “European data journalism” nei 21 capoluoghi di regione italiani, su oltre 24mila strade intitolate a persone, solo il 6,6% porta un nome femminile, meno del 4% se si escludono madonne e sante. A Milano appena 127 vie su 2.500 sono dedicate a donne; a Roma poco più di 500 su quasi 7.900. Non solo un problema italiano: in Francia e Spagna si è fermi intorno al 5%.
Più che il numero, colpisce la qualità della rappresentazione. Come denuncia Maria Pia Ercolini, presidente di Toponomastica femminile, quando una donna compare nello spazio pubblico è quasi sempre come figura religiosa o mitologica, mentre resta minimo lo spazio per le “protagoniste laiche”.
È lo stesso meccanismo delle banconote: la donna viene ammessa solo se santificata o se ha raggiunto un traguardo eccezionale (un Nobel, una corona) quasi mai come persona che ha semplicemente vissuto, lavorato, insegnato, amministrato, come capita a innumerevoli uomini.
Qualcosa si muove: associazioni come Toponomastica femminile spingono da anni i Comuni a intitolare vie a figure femminili “normali”, accanto a quelle già celebrate.
Ecco perché la partita delle nuove banconote vale più della semplice grafica di un portafoglio: è un segnale su come le donne possono essere ricordate, non solo come sante o vincitrici di un Nobel, ma come parte ordinaria della storia che l’Europa racconta di sé sulle banconote, nelle strade e nei monumenti di ogni giorno.
Perché vale la pena votare e scegliere il progetto “Cultura Europea”
Il sondaggio della BCE è dunque un’occasione rara per decidere collettivamente chi merita di essere ricordato ogni volta che si tira fuori il portafoglio. In pochi giorni i voti hanno già superato i sei milioni, segno che il tema tocca una corda sensibile in tutta Europa. Se “Cultura europea” dovesse prevalere, con i volti di Maria Callas, Marie Curie e Bertha von Suttner, sarebbe la prima volta nella storia dell’euro che le donne compaiono, alla pari degli uomini, sul simbolo economico più diffuso del continente. Non è un dettaglio da poco.
Informazioni di servizio: sono presenti 10 proposte di design, dal Disegno A al Disegno J (5 relative alla tematica “Cultura Europea” e 5 relative alla tematica “Fiumi e Uccelli”)
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Cinzia Borgiani
Cinzia Borgiani è commercialista e consulente senior presso Omnia & Partners, dove è responsabile dell’area Modelli organizzativi.
Da oltre vent’anni supporta imprese e organizzazioni nell’implementazione di sistemi di gestione, modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, percorsi di sostenibilità e rendicontazione ESG.Si occupa di governance, responsabilità sociale, parità di genere, DE&I e conformità ai principali standard nazionali e internazionali.
Dal 2026 è componente della Commissione pari opportunità dell’Ordine dei dottori commercialisti di Macerata-Camerino, già componente della Commissione ESG fino al 2025. E’ attivamente impegnata nella diffusione della cultura della sostenibilità e dell’innovazione organizzativa.







