Uno di Punti Viola Coop 3.0

Punti Viola in 39 supermercati, ecco dove chiedere aiuto

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Ci sono luoghi che fanno parte della nostra quotidianità: il supermercato sotto casa, dove passiamo in fretta tra una corsa e l’altra, dove la normalità scorre tra scaffali e luci al neon.
E poi ci sono momenti in cui quella normalità si spezza, e una donna si trova senza fiato, senza un posto sicuro dove andare, senza una mano a cui affidarsi.

È per quei momenti che trentanove supermercati di Coop Alleanza 3.0 diventano oggi Punti Viola, luoghi in cui una donna può entrare e dire, anche solo con lo sguardo: “Aiutatemi”. E qualcuno c’è. Preparato, presente, pronto a tendere una mano.

Seicento persone formate per accogliere

Non è un aiuto improvvisato: 600 addetti e addette hanno ricevuto formazione da psicologhe e legali dell’associazione DonneXStrada, donne che ogni giorno ascoltano storie difficili e conoscono la delicatezza necessaria per non spezzare ancora di più ciò che è già fragile.

Queste persone ora sanno come accogliere una richiesta d’aiuto senza far rumore, senza creare imbarazzo; dare la prima informazione utile, dal 1522 ai servizi territoriali; diventare un ponte, una protezione, un primo passo verso la salvezza.

Una rete di sicurezza che attraversa sei regioni

Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche (dove la Cna sta portando avanti una campagna di promozione del progetto Punti Viola con l’imprenditrice di Falconara Enrica Schettino), Abruzzo e Puglia: sei territori dove la geografia della spesa quotidiana si intreccia con la geografia della cura.

In ogni regione sono previste iniziative territoriali per sensibilizzare e informare sulla violenza di genere.

Quando il lavoro diventa un alleato

Coop Alleanza 3.0 non guarda solo alle clienti, ma anche alle proprie lavoratrici.
E lo fa con scelte coraggiose: fino a tre anni di aspettativa retribuita per chi deve ricostruire la propria vita; 90 giorni di permesso retribuito in più dedicati al percorso di protezione; la possibilità di essere trasferita in un altro punto vendita quando restare diventa pericoloso.

Educare per prevenire: il progetto con la Fondazione Cecchettin

Grazie a un protocollo firmato con la Fondazione Cecchettin, 150 dipendenti partecipano a un percorso di educazione alle relazioni. Perché la violenza non nasce all’improvviso: inizia da parole sbagliate, da modelli tossici, da ciò che non abbiamo imparato a riconoscere.

Una borsa che racconta una storia: il sorriso di Giulia

Da oggi, nelle corsie dei supermercati, c’è anche una borsa semplice, di stoffa.
Si chiama “Una borsa, una vita” e porta un disegno di Giulia Cecchettin, una giovane donna che non c’è più ma che continua a parlare, a insegnare, a muovere coscienze.

Per ogni shopper venduta, 50 centesimi sosterranno la Fondazione che porta il suo nome, affinché altre donne possano scrivere un destino diverso dal suo.

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