Fabiola Giannotti è stata la direttrice del Cern
Fabiola Giannotti è stata la direttrice del Cern

Dal Cern una lezione di leadership, Fabiola Gianotti: «Tutte le idee contano»

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La scienziata ha parlato di particelle elementari, ma anche di cooperazione, dal teatro degli Arcimboldi, durante il Leadership Forum. Tanti i temi cari a Donnemente affrontati da personaggi di fama internazionale. Roi Group ha il pregio di aver rotto il muro di cravatte portando sul palco esempi di equità

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Mentre gran parte del mondo litiga per accaparrarsi la supremazia in campo delle intelligenze artificiali, l’Europa non deve dimenticare di essere leader nello studio della fisica delle particelle. Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern di Ginevra fino allo scorso gennaio, ha guidato l’organizzazione (prima donna a farlo) nel periodo successivo alla scoperta del bosone di Higgs e rivendica questo primato con un orgoglio discreto, ma con la concretezza della donna di scienza.

Della sua esperienza al Cern ma anche del ruolo fondamentale della scienza e della ricerca ha parlato martedì a Milano al teatro degli Arcimboldi dove per due giorni si è riflettuto con autorevoli ospiti e davanti a una platea qualificata di un tema affascinante: la Leadership Sapiens e il cambiamento di pensiero necessario per essere leader. La convention a cui hanno partecipato circa 1.800 persone in presenza e 2.500 persone da remoto, è organizzata da Roi Group, azienda di Macerata, leader nella formazione, guidata da Marcello Mancini e Sara Pagnanelli.

La leadership nella scienza

Fabiola Gianotti è stata chiamata a rappresentare una doppia leadership. La prima è la sua personale come donna di scienza ai vertici di una istituzione internazionale in tempi in cui si fa ancora fatica a far capire alle bambine che i loro cervelli sono adatti alle materie Stem e che per loro non ci sono limiti in questo settore. La seconda è proprio la leadership che ricerca e tecnologia possono rappresentare nel mondo.

Gianotti, figura professionale di riferimento, è salita sul palco degli Arcimboldi e si è concessa il lusso di una ironia tagliente e immediata, che può spettare solo a chi gode di infinite competenze e consapevolezza del proprio sapere.

Ha parlato di particelle elementari, protoni e bosoni di Higgs rivelando la loro enorme complessità con parole semplici e un tono divulgativo capace di arrivare diretto e accendere la passione per la scienza. Poi la descrizione di ciò che accade al Cern, di come si studiano fenomeni complessi: «Se gli acceleratori di particelle possono essere paragonati a giganteschi microscopi, i rilevatori possono essere rappresentati come macchine fotografiche straordinariamente precise.

L’Lhc del Cern è il più potente potente acceleratore di particelle al mondo, situato in un anello sotterraneo di 27 chilometri al confine tra Francia e Svizzera. Qui due fasci di protoni o ioni viaggiano in direzioni opposte dentro tubi vuoti. I fasci collidono in quattro punti principali del tunnel 40 milioni di volte al secondo, dove enormi rivelatori registrano i dati. Qui riusciamo a ricreare le stesse condizioni dei primi microsecondi dopo il Big Bang».

Questo ha consentito la scoperta del bosone di Higgs e toccò proprio a Fabiola Gianotti, il 4 luglio 2012, ad annunciarlo al mondo in un convegno al Cern, già diventato storia.

Scienza, economia e condivisione

Il fascino della scienza però non è slegato da questioni economiche: «Il partenariato – ha detto la fisica -tra Cern e l’industria è stato fondamentale. La tecnologia di cui avevamo bisogno non esisteva all’inizio per cui abbiamo costruito dei prototipi per poi coinvolgere le aziende più promettenti di Europa e farli replicare»

Gianotti ha anche ricordato come Tim Berners – Lee abbia inventato nel 1989 il World Wide Web proprio al Cern, per le comunicazioni interne, e di come sia stato messo a disposizione dell’intera comunità mondiale gratuitamente.

Ha poi ripercorso la storia del Cern, nato per riportare l’eccellenza scientifica in Europa dopo che le persecuzioni razziali aveva prodotto una grande fuga di cervelli. «All’epoca quegli scienziati hanno capito che la ripresa passava dalla ricerca e che la scienza poteva essere un collante tra gli Stati. Oggi ne fanno parte 25 stari membri più 11 stati associati ed esistono accordi con una 50ina di paesi tra cui USA e Cina. Parliamo di una comunità di 17.500 persone nel mondo di cui fanno parte anche scienziati provenienti da Paesi in rapporti non propriamente romantici»

Quindi la proposta di leadership che arriva dalla scienza è quella della cooperazione e della comunione di intenti: «Al Cern – ha concluso Gianotti – tutti possono esprimersi e tutte le idee vengono prese in considerazione. Tutti noi siamo accomunati dalla passione per la scienza e la portiamo in una struttura semplice, efficace e dai ruoli definiti. Il Cern si distingue per la collegialità, per la comunicazione continua e trasparente con le comunità, per una autentica collaborazione».

Leadership forum, tra intelligenza artificiale, emozioni e longevità

Oltre a Fabiola Gianotti, sul palco del Leadership Forum, si sono avvicendati personaggi di fama mondiale. Tra loro Yuval Noah Harari, uno dei pensatori più influenti al mondo che ha analizzato il futuro dell’intelligenza artificiale di fronte alla quale «i leader devono ritrovare il tempo per prendersi cura della propria mente, riposare e preservare la loro capacità di giudizio, una vera ricchezza, devono operare con saggezza che è un bene sempre più scarso e ricostruire la fiducia tra le persone. Insomma sviluppare una super intelligenza».

Sara Pagnanelli e Marcello Mancini con Yara Nohal Harari
Sara Pagnanelli e Marcello Mancini con Yuval Noah Harari

Emozionante e commovente Giovanni Allevi, pianista e compositore che ha ripercorso le sue riflessioni sulla leadership fatte dai letti di ospedale dove è stato per curare la sua malattia.

Giovanni Allevi e Marcello Mancini
Giovanni Allevi e Marcello Mancini

Molto interessante la riflessione sulla denatalità di Sarah Harper, fondatrice dell’Oxfort Institute of Population Ageing che ha proposto una resilienza demografica basata sulla creazione di team multigenerazionali.

Restando ai temi cari a Donnemente, Harper ha evidenziato in base agli studi fatti: «Metà delle donne in Europa tendono ad avere un figlio intorno ai 30 anni e non ne avranno altri. Nell’altra metà ci sono molte donne che, influenzate anche dalla situazione geopolitica, non vogliono avere figli. C’è poi anche un dato interessante su come la comunicazione ha avuto un ruolo nella denatalità. Il messaggio è che oggi una donna può essere una donna di success o anche senza avere figli. Così anche nei Paesi in cui il sostegno alla maternità è massimo, il crollo è significativo».

Harper indica la strada di rivedere gli stereotipi legati all’età e valorizzare la seconda parte della nostra esistenza: «Gli over 50 sono una risorsa. In gioventù abbiamo una intelligenza fluida che ha il suo massimo picco a 20 anni, poi arriva l’intelligenza cristallizzata. Bisogna promuovere la cultura dell’apprendimento continuo e favorire il lavoro flessibile che sostiene chi è genitore e chi deve seguire i propri genitori, rivedere sanità, welfare, istruzione e sanità».

Tra le indicazioni utili per la soluzione dei problemi, anche queste nel mood di Donnemente, preziose le indicazioni di Sheena Yiengar, docente di Scienze Comportamentali alla Columbia University: «Prima di tutto definire chiaramente il problema da risolvere, poi analizzare le strategie già esistenti che hanno dato prove di successo, poi s combinano intuizioni e possibili soluzioni. Questo processo permette di trovare idee nuove» .

Sheena Iyengar
Sheena Iyengar

Ancora Amy Cuddy, riferimento internazionale nella psicologia sociale, ha parlato dell’importanza della presenza fisica nel rapportarsi con gli altri e col mondo. «In questo momento storico in cui ci sentiamo giudicati, quello che vogliamo da un leader è che si senta forte, fiducioso e sicuro di sé. Una postura aperta rafforza il senso di efficacia, parlare lentamente e rallentare il respiro trasmette calma e la fiducia negli altri è fondamentale».

Amy Cuddy
Amy Cuddy

In un mondo che fa ancora tanta fatica a riconoscere il talento e le competenze femminili, il Leadership Forum ha tra i tanti meriti (tra cui organizzazione impeccabile, proposta di un networking di qualità e capacità di anticipare significativamente le tendenze di cambiamento), c’è anche quello di saper rompere il “muro di cravatte” che caratterizza anche molti eventi internazionali, valorizzando figure femminili di altissimo livello e riuscendo a stabilire, sul palco degli Arcimboldi ma anche negli uffici della Roi Group, l’equità in pratica.

A confermarlo l’annuncio della presenza, tra i super ospiti della prossima edizione, di Sanna Marin, Primo Ministro della Finlandia dal 2019 al 2023 (a 34 anni la più giovane capo di governo al mondo in quel momento) che con grande competenza ha gestito situazioni a dir poco complicate.

Lo staff di Roi Group
Lo staff di Roi Group

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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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