“Quel genere di passione”: a Camerino donne e ragazze raccontano la loro strada nella scienza
In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, l’Università di Camerino ha scelto di mettere al centro le voci di chi la scienza la studia, la immagina e la costruisce ogni giorno. Lo ha fatto con l’incontro “Quel genere di passione. Progettare, immaginare, costruire”, promosso nell’ambito della Settimana Stem dal Prorettorato a persona, benessere e opportunità e dall’Area Comunicazione e Public Engagement, in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia.
Un titolo che gioca con le parole e con i significati: quel “genere” richiama infatti sia l’identità di genere, sia il tipo di passione che spinge a scegliere percorsi ancora oggi segnati da stereotipi e squilibri. come ha evidenziato nell’intervista a Donnemente l’erpetologa Noemi Pollonara.
La scienza nelle testimonianze
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del rettore Graziano Leoni, della presidente del Cug Giulia D’Agnone e del dirigente scolastico Francesco Rosati, per l’I.C. Ugo Betti e l’I.I.S. Varano–Antinori. A seguire, l’intervento della delegata alla parità di genere Maria Paola Mantovani ha richiamato l’importanza di costruire ambienti accademici inclusivi, capaci di valorizzare talenti e aspirazioni senza condizionamenti.

Il cuore dell’iniziativa è stato però dedicato alle testimonianze. Protagoniste, innanzitutto, le studentesse delle scuole del territorio, che hanno raccontato i propri interessi e le proprie prospettive future. Angelica Cespi, Elettra Di Giuseppe e Giorgia Orazi, della classe 3ªB della scuola secondaria di primo grado “Boccati”, hanno presentato un contributo tra biologia e progettazione architettonica, dimostrando come la curiosità scientifica possa nascere e consolidarsi già in età precoce.

Dal Liceo Scientifico sono intervenute Chiara Miconi e Margherita Falsi, che hanno approfondito il tema della biologia, mentre Chiara Malasisi ed Emanuela Tole hanno condiviso esperienze e aspirazioni legate all’ingegneria, ambito in cui il divario di genere resta ancora significativo. Caterina Rossi ha invece raccontato il proprio interesse per il settore medico, sottolineando il valore della ricerca e della cura.
Giovani studiose nel mondo della ricerca
Accanto a loro, giovani studiose dell’Università di Camerino già attive nel mondo della ricerca: Claudia Vitturini, dottoranda in Scienze mediche veterinarie; Francesca Triggiani, dottoressa di ricerca in Fisica; Federica Sardisco, post-doc in Architettura e Design. Le loro testimonianze hanno restituito la complessità, ma anche la ricchezza, dei percorsi scientifici: studio, dedizione, ostacoli da superare, ma soprattutto entusiasmo e consapevolezza del proprio contributo.

Il dibattito finale, aperto a studentesse, studenti e docenti, ha messo al centro un elemento chiave: la passione come motore delle scelte formative e professionali. Una passione che non ha genere, ma che troppo spesso è stata raccontata come se lo avesse.







