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Braveship, oltre il soffitto di cristallo. Francesca Moriani e il coraggio di innovare la leadership

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Un’opera a metà tra l’autobiografia e il manuale di management, scritto da una delle pochissime top manager donne italiane, a capo di una grande azienda ITC. Uno sguardo femminile che decostruisce il passato per aprirsi ad un futuro in cui la felicità delle lavoratrici e dei lavoratori diventa centrale.

Tempo di lettura: 6 minuti

La parola “Braveship” nel vocabolario di inglese non c’è, o meglio, non ancora. Si tratta infatti di un neologismo, che da il titolo ad un testo piuttosto particolare, scritto da Francesca Moriani.

Da ex studiosa di biblioteconomia ho subito pensato che scegliere la corretta classificazione e soggettazione di quest’opera deve aver generato più di un dubbio a chi si è trovato a catalogarla per la prima volta.

Braveship è infatti un ibrido, a metà fra un saggio autobiografico e un manuale di management aziendale, un racconto tecnico, ma anche una narrazione intima, un libro che è allo stesso tempo personale ma anche corale.

In poche parole, Braveship parla di innovazione e leadership diffusa, concetti che vengono spiegati dettagliatamente nel testo, ma di fatto parla soprattutto della vita di una donna alle prese con grandi sfide e del coraggio di farle fuori dal comune.

Francesca Moriani, il coraggio di innovare

Sono poche le top manager italiane donne, ancora di meno quelle a capo di aziende ITC, ambienti tradizionalmente maschili, dove il femminile è ancora visto come l’eccezione.

Francesca Moriani non solo è una di esse, ma è anche la CEO di VAR Group SPA, una delle più grandi imprese di questo settore del nostro Paese, oltre che una persona costantemente aperta alle sfide.

“Braveship, il coraggio di innovare: perché intraprendere un viaggio verso la leadership diffusa”, edito da Egea, è il libro che ha scelto di pubblicare perché probabilmente voleva essere lei stessa a raccontarsi, senza filtri, e soprattutto a raccontare quello che è riuscita a fare del suo percorso lavorativo fuori dal comune.

Il concetto di “braveship” è una sintesi di coraggio, responsabilità, autonomia e creatività e rappresenta il filo conduttore dell’intero volume.

L’autrice sostiene che le organizzazioni più innovative non siano quelle basate sul controllo, ma quelle che valorizzano la fiducia, la leadership diffusa e la capacità delle persone di prendere iniziativa.

Il messaggio è chiaro: innovare significa prima di tutto cambiare mentalità

Francesca Moriani
Francesca Moriani

Un cambio di marcia faticoso ma necessario

L’idea alla base di tutto è che il cambiamento deve essere visto come un’opportunità e non come una minaccia.

Il cambiamento però deve avere il coraggio, appunto, di muoversi su terreni poco battuti e perfino mai calpestati a partire soprattutto dall’attenzione alle persone.

La valorizzazione del “capitale umano” di un’azienda è infatti il cardine attorno al quale ruota tutto il racconto, agganciandolo alla ricerca dell’equilibrio tra performance, inclusione, autonomia e senso di responsabilità condivisa.

Ciò che rende il libro particolarmente interessante è il modo in cui questa esperienza si intreccia con uno sguardo femminile sulla gestione del potere, delle relazioni e della responsabilità.

Leadership al femminile

La Braveship di cui parla Moriani è strettamente collegata anche alla consapevolezza che essere donna comporta spesso la necessità, specialmente nel suo ambito, di impegnarsi ancora di più per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Moriani non rivendica una leadership “al femminile” come categoria separata o alternativa a quella tradizionale, ma dimostra come qualità spesso associate all’esperienza delle donne come l‘ascolto, l’empatia, la cura delle relazioni, la capacità di tenere insieme visione e concretezza, il valore della collaborazione, possano diventare leve decisive per innovare le organizzazioni.

In questo senso la “braveship” non coincide con un eroismo individuale, ma con il coraggio di creare contesti in cui le persone possano esprimere il proprio talento e assumersi responsabilità.

Uno degli aspetti più interessanti del libro è proprio la naturalezza con cui Moriani racconta il proprio percorso in ambienti storicamente caratterizzati da una forte presenza maschile.

L’autrice infatti non indulge nella denuncia, ma lascia emergere una leadership costruita attraverso competenza, credibilità e capacità di generare fiducia.

Braveship mostra dunque che i modelli di leadership più inclusivi non sono una concessione alla diversità, ma una risposta efficace alla complessità del presente.

Innovare significa anche decostruire

Il saggio di Francesca Moriani spinge anche ad una riflessione culturale più ampia: innovare davvero significa spesso anche mettere in discussione modelli consolidati, compresi quelli che per lungo tempo hanno identificato il leader con una figura autoritaria, competitiva e distante.

Moriani propone invece una leadership autorevole, non autoritaria, capace di decidere senza rinunciare all’ascolto, di perseguire risultati senza sacrificare il benessere delle persone, di esercitare il potere come responsabilità condivisa e non come affermazione personale.

Lo stile è asciutto e la narrazione alterna esperienze personali a riflessioni manageriali, con un linguaggio accessibile anche a chi non è un’addetta ai lavori, rendendo l’opera trasversale.

L’azienda di Moriani, per 4 anni consecutivi vincitrice del riconoscimento Best Place to Work può quindi vantarsi di aver portato il congedo parentale dei padri fino ad un mese, di permettere ai dipendenti di scegliersi da soli le ferie, di stipulare contratti di assunzione di tipo individuale, comprendenti 2 giorni di lavoro da remoto di media standard e molto altro, perché se si capisce che la felicità del lavoratore e della lavoratrice sono fondamentali anche per l’azienda, allora si vince davvero tutte e tutti.

Non stupisce che sia stata una donna a dare vita a tutto questo.

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Digital Strategist e Social Media Manager, formatrice certificata sull’educazione digitale e su tematiche legate a libri, lettura e scrittura; blogger, fondatrice del portale mammemarchigiane.it (Premio Alumni Università degli Studi di Macerata 2024; Premio “Donna Impresa” Camera di Commercio di Macerata 2016; Golden Media Marche 2015); autrice dei saggi “Marche Stregate, viaggio nella stregoneria popolare marchigiana” e “Sani e liberi, la maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII-XX)” ; co-autrice della guida “Le Marche con i bambini”.
Ha collaborato con l'Osservatorio di Genere e scrive anche su Vitamine Vaganti, magazine dell’associazione Toponomastica Femminile, occupandosi di storia delle donne ed equità di genere. Laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia, Laurea quadriennale in Lettere indirizzo Moderno.

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