Sicurezza urbana e prevenzione delle molestie, il potere della rete dei Punti Viola
A Jesi grande partecipazione per la presentazione dell’iniziativa promossa da DonnexStrada che trasforma negozi e attività di prossimità in luoghi riconoscibili di primo supporto per chi si sente in pericolo. Dopo l’esperienza avviata a Falconara nel 2024, CNA Impresa Donna Ancona punta ora ad ampliare il progetto
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Una sala gremita, attenta e partecipe ha accolto martedì, al Circolo Cittadino di Jesi, la presentazione di “Punti Viola, la rete che protegge”, il progetto promosso dall’associazione DonnexStrada e sposato da CNA Impresa Donna Ancona.
L’incontro ha portato a Jesi un progetto che negli ultimi anni ha costruito una rete sempre più ampia in Italia, partendo da un’idea semplice: trasformare negozi, bar, farmacie, botteghe e altre attività aperte al pubblico in luoghi riconoscibili nei quali una persona che si sente in pericolo possa entrare e trovare un primo supporto.
Dai social ai luoghi fisici: come nascono i Punti Viola
La storia dei Punti Viola è strettamente legata a quella di DonnexStrada, associazione nata nel 2021 con l’obiettivo di contrastare la violenza di genere e affrontare uno dei problemi più quotidiani e allo stesso tempo meno visibili: la paura di non sentirsi sicure mentre si cammina per strada. Il progetto era nato inizialmente anche attraverso i social, con iniziative di accompagnamento virtuale rivolte a chi aveva paura di percorrere da sola un tragitto o di tornare a casa, soprattutto nelle ore serali.
Da quella prima esperienza è maturata presto la necessità di affiancare alla dimensione digitale una rete fisica presente nei territori: luoghi reali, facilmente raggiungibili e riconoscibili, nei quali trovare persone preparate ad affrontare una situazione di difficoltà. Il progetto Punti Viola prende forma nel 2022 proprio con questa finalità. I primi eventi di raccolta fondi e sensibilizzazione erano già iniziati nel 2021, mentre nel 2022 il progetto viene strutturato e lanciato su scala nazionale.
L’obiettivo iniziale era creare una prima rete di un centinaio di attività commerciali distribuite nelle città italiane. Negli anni il progetto è cresciuto rapidamente: secondo i dati pubblicati da DonnexStrada, sono oggi 850 i Punti Viola ufficialmente formati in Italia.
Bar, ristoranti, farmacie, parrucchieri, centri estetici, negozi e altre attività che lavorano quotidianamente a contatto con il pubblico possono aderire al progetto. Non è sufficiente, però, esporre un simbolo sulla porta: il personale viene formato dal team psicologico e legale dell’associazione sui temi della violenza di genere, delle molestie e della sicurezza in strada, per la sicurezza degli altri ma anche per la propria.
Cosa succede dentro un Punto Viola
Il principio è quello di offrire un primo luogo sicuro.
Una persona inseguita o che percepisce una situazione di pericolo o che vive una situazione quotidiana di abuso, può entrare nell’attività, fermarsi e chiedere aiuto. Chi lavora nel Punto Viola viene formato per accogliere la richiesta senza improvvisarsi psicologo o operatore antiviolenza, ma sapendo quali azioni possono essere appropriate. Tra queste possono esserci la possibilità di far restare la persona all’interno del locale, contattare le forze dell’ordine quando necessario oppure indirizzarla verso un centro antiviolenza, una struttura sanitaria o altri servizi presenti sul territorio.
È proprio questa dimensione di sicurezza di prossimità a rendere particolare il progetto: utilizzare luoghi già inseriti nella vita quotidiana delle città e persone che conoscono il quartiere, trasformandoli in nodi di una rete più ampia.
I Punti Viola non sostituiscono i centri antiviolenza, le forze dell’ordine o i servizi socio-sanitari. Rappresentano piuttosto una prima porta aperta, soprattutto in quelle situazioni nelle quali trovare rapidamente un luogo nel quale sentirsi protetti può fare la differenza.
L’esperienza nelle Marche
Anche nelle Marche questa rete ha iniziato a mettere radici. Il primo Punto Viola della provincia di Ancona è stato attivato nel 2024 a Falconara Marittima, grazie all’impegno dell’imprenditrice Enrica Schettino.
Proprio dall’esperienza di Falconara parte oggi il nuovo percorso promosso da CNA Impresa Donna Ancona, che punta ad ampliare il progetto prima nel territorio jesino e successivamente nel resto della provincia.
Durante l’incontro di Jesi sono intervenute Anna Elisabetta Fenucci, presidente di CNA Impresa Donna Ancona, ed Enrica Schettino, referente del primo Punto Viola attivato in provincia. Al centro del confronto è emerso soprattutto il ruolo che possono avere le attività di prossimità. Un commerciante o un artigiano vive quotidianamente il quartiere, ne conosce le persone, gli orari e le dinamiche e spesso rappresenta già, informalmente, un punto di riferimento per chi abita nella zona.
«Chi gestisce un negozio o una bottega conosce la strada, gli orari, le persone del quartiere – ha sottolineato Anna Elisabetta Fenucci – Per molte persone è già un punto di riferimento quotidiano e, con la giusta formazione, può diventare anche un presidio di sicurezza. A Falconara abbiamo visto che funziona. Adesso chiediamo a commercianti e artigiani di Jesi e della provincia di entrare nella rete: più attività aderiscono, più la protezione arriva in ogni quartiere».
Domande e riflessioni da una sala gremita
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il funzionamento dei Punti Viola, il percorso formativo previsto e le modalità attraverso le quali le attività possono entrare nella rete. Ma la presentazione è diventata anche un’occasione per discutere più in generale di sicurezza urbana, prevenzione delle molestie e responsabilità della comunità.
La sala del Circolo Cittadino era gremita e particolarmente attenta, con una partecipazione che è proseguita anche al termine degli interventi.
L’evento si è infatti concluso con domande, osservazioni e riflessioni del pubblico, che hanno permesso di approfondire gli aspetti più concreti del progetto: come comportarsi quando una persona chiede aiuto, quali sono i confini dell’intervento di un esercente, come indirizzare correttamente chi si trova in difficoltà e, soprattutto, come costruire una rete abbastanza capillare da diventare realmente riconoscibile nella città.
È forse proprio questo il passaggio culturale più interessante dei Punti Viola: l’idea che la sicurezza non riguardi esclusivamente chi interviene dopo un episodio di violenza, ma possa essere costruita anche prima, attraverso una comunità informata, preparata e capace di non voltarsi dall’altra parte.
Da Jesi parte adesso una nuova fase del progetto, con l’obiettivo di coinvolgere progressivamente commercianti, artigiani e imprese della provincia e moltiplicare quei luoghi nei quali chi si sente in pericolo possa trovare una porta aperta e qualcuno che sappia cosa fare.
Scrittrice, blogger digital strategist. Laureata in Scienze della Comunicazione, è fondatrice del blog “C'era una mamma”, dove racconta con ironia e autenticità il mondo della maternità e della crescita personale. Autrice di libri come “C’era una mamma – Una vita quasi da favola” e “La mia amica Guty” (favola ecologica per bambini) e formatrice, ha ideato progetti educativi su cittadinanza digitale e lotta al bullismo e parità di genere. Oltre alla scrittura, è un’attivista che ricopre il ruolo di presidente di CNA Impresa Donna Marche e Macerata, impegnata nella promozione dell’imprenditoria femminile e nell’empowerment delle donne italiane.







