Enrica Schettino, titolare di Diem Servizi Idraulici, a Falconara Marittima. Ha aiutato una ragazza vessata dal padre.
Enrica Schettino, titolare di Diem Servizi Idraulici, a Falconara Marittima. Ha aiutato una ragazza vessata dal padre.

Vessata dal padre. chiede aiuto sui social e trova il sostegno di Enrica Schettino

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È accaduto a Falconara. La ragazza è stata soccorsa dalla titolare della Diem, termoidraulica riconosciuta come punto viola

Tempo di lettura stimato: 6 minuti


«Sei mia sorella, non sei più sola» queste le parole con cui Enrica Schettino, titolare della Diem Servizi Idraulici, a Falconara Marittima, ha accolto una giovane donna che aveva bisogno di aiuto. La ragazza, vessata dal padre, ha lanciato il suo messaggio su Facebook. Così le hanno girato il contatto di Enrica, che nella sua azienda gestisce anche un punto viola e che è diventata, nel suo territorio, un riferimento. Enrica è intervenuta senza pensarci due volte, riuscendo a mettere al sicuro la giovane.

Una richiesta d’aiuto arrivata dai social

Enrica, può raccontarci l’accaduto?

«La ragazza, attraverso un profilo Facebook falso, ha chiesto aiuto tramite il gruppo Facebook
“La sai l’ultima a Falconara Marittima?” Così alcune persone l’hanno indirizzata a me, perché sono anche referente di un punto viola. Le ho scritto sotto un commento di contattarmi e così è stato.

Mi ha chiesto aiuto, dicendomi che era vessata dal padre, perché si sarebbe dovuta sposare e che non era attualmente al sicuro, quindi impossibilitata a denunciare. Quando le ho chiesto il motivo, lei mi ha detto: “Perché non posso uscire da questa casa”.

Siamo sorelle

A quel punto le ho chiesto di inviarmi la posizione e che sarei andata a prenderla, per andare insieme a denunciare. Però a un certo punto lei ha smesso di rispondermi. Per cui mi sono preoccupata, sono andata dai carabinieri, che mi hanno detto: “Se interveniamo ora, tu perdi la sua fiducia, aspettiamo fino alle 16, se non risponde interveniamo”.

Quando sono arrivata quasi sotto casa mia, mi arriva un messaggio da questa ragazza, con la sua posizione. Allerto immediatamente i carabinieri, che sono arrivati prima di me, ma la ragazza voleva parlare solo con me. Quando sono arrivata, lei tremava, mi ha abbracciato forte e io le ho detto che ero sua sorella adesso, che non doveva più temere, che non era più sola. Lei mi ha detto “portami via”.

Siamo saliti nella mia macchina e siamo andati dai carabinieri. Una volta dentro, per tutto il tempo lei ha guardato la porta, perché aveva paura che arrivasse da un momento all’altro il padre. Io le ho detto che si trovava in un posto sicuro. I carabinieri sono stati gentilissimi sia con me che con la ragazza, dimostrandosi delle persone straordinarie.

Adesso lei si trova in una località sicura, anche se avrebbe voluto vivere con me, però, le ho spiegato, che per motivi di sicurezza questo non era possibile».

Cosa l’ha spinta a mettersi immediatamente in moto?

«Perché non avrei dovuto farlo?».

Come ci si comporta in questi momenti?

«Prima di tutto, non bisogna mai farsi prendere dal panico. È molto importante mantenere sempre la calma. Poi dobbiamo ascoltare, fondamentale è l’ascolto empatico e attivo. Noi dobbiamo avere ben presente che di fronte a noi, abbiamo una persona che ha bisogno di aiuto e che ha paura di denunciare. Dobbiamo quindi prendere in mano la situazione, empatizzando con questa persona, questa è una cosa molto importante».

Ma lei ha paura di ripercussioni?

«Io non ho paura. Prima di tutto ho preso delle misure preventive a mia cautela e poi, se venissero si troverebbero nella tana del lupo. Io li combatto ogni giorno, li aspetto al varco tutti quanti eventualmente».

Lei ha detto che la ragazza l’ha contattata tramite social, questo dimostra l’importanza di questi strumenti?

«Assolutamente si. Tutti quanti dicono sempre di andare a denunciare da polizia e carabinieri, ma qualora non ci fosse modo, perché magari si è bloccati in casa e controllate, usare i social è una mossa intelligente. I social utilizzati in maniera corretta sono ideali per uscire da questo tipo di situazioni di disagio. La maggior parte delle richieste di aiuto che ho ricevuto io, le ho ricevute tramite social».

Ha avuto altre richieste simili quindi?

«Si, questo purtroppo non è un caso isolato. Ma io sono diventata un po’ il punto di riferimento contro la violenza nella mia città».

L’importanza dei punti viola

Cosa l’ha spinta a creare il punto viola nella sua termoidraulica?

«Un’esperienza personale di quando ero ragazzina mi ha portato a fare mio il tema della violenza di genere. Ora sto studiando per diventare counselor, una figura professionale che aiuta le persone a guarire qui ed ora. Trattando problematiche come: lutti, dipendenze, crisi di coppia. In questo tipo di approccio, si cura il problema momentaneo».

Perché i punti viola sono importanti?

«Una persona che non può andare dalle forze dell’ordine, non ha un’avvocato, può vedere un viso amico. Se lo facessero farmacie e centri commerciali, una donna può dire “quella persona è una farmacista, ma può anche aiutarmi in questa situazione che ho a casa”. Si tratta di un viso amico. Non dimentichiamoci che spesso tra commercianti e clienti, si possono instaurare rapporti bellissimi e anche di aiuto.

Dimostrare alle persone, che non sono sole.

Come può ognuno di noi aiutare in questo genere di situazioni?

«Io penso che ci sono guerre invisibili, che noi non vediamo e che le persone stanno attraversando. La prima cosa da fare quindi è essere gentili. Poi pensare che noi non sappiamo cosa succede nelle persone, dobbiamo aiutarle dimostrando che non sono sole. Dobbiamo cercare di essere più umani. A me chiedono sempre “ma chi te lo fa fare” e io rispondo sempre, perché non farlo».


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Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

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