Rahma Tabbl dedica la laurea alla Palestina
Rahma Tall durante la cerimonia di consegna

Oltre gli stereotipi: la neo ingegnera Rahma Tabbal dedica la sua laurea alla Palestina

Condividi:

Se sei donna non puoi fare Ingegneria. Se non conosci bene la lingua, non potrai mai laurearti. Quante volte gli stereotipi dicono cosa possiamo o non possiamo fare? Luoghi comuni che a volte bloccano le iniziative e i veri desideri.

Rahma Tabbal dimostra che è possibile superare questi luoghi comuni e a 23 anni ha deciso di tornare In Italia dalla Tunisia per frequentare la triennale di Ingegneria informatica e dell’automazione all’Università Politecnica delle Marche dove ha dedicato la sua laurea alla Palestina. «Il mio sogno? Continuare gli studi a Bologna e lavorare come ingegnera informatica».

La storia di Rahma Tabbal dimostra che «essere una donna araba e musulmana, non è un limite». poi racconta: «Vengo da Mahdia, una città ricca di storia e cultura. Io sono una donna araba e musulmana cresciuta con valori profondi legati alla mia patria. Parlo quattro lingue, italiano, arabo, francese e inglese».

Rahma Tabbl e Gianluca Gregori durante la laurea a Univpm
Rahma Tabbal con il rettore di Univpm Gianluca Gregori

L’infanzia in Tunisia

Quando è arrivata in Italia? 
«Sono arrivata in Italia da piccola, insieme alla mia famiglia. I miei genitori vivono qui da oltre 30 anni,  i miei fratelli sono nati in Italia, ma io sono nata in Tunisia. Qui in Italia ho frequentato tre anni di asilo poi sono tornata in Tunisia per imparare l’arabo e connettermi con le mie radici. Sono rimasta in Tunisia vivendo insieme a mia nonna perché i miei genitori si trovavano in Italia. Dopo la maturità sono rientrata e ho deciso di iscrivermi all’Università di Ancona, ad Ingegneria informatica e dell’automazione. È stata una scelta di cuore e di ragione. Avevo bisogno di un cambiamento e volevo crescere attraverso una nuova sfida».

Ha ricevuto supporto dalla sua famiglia?
«La mia famiglia ha sempre creduto nell’importanza dello studio. Io sento sempre i miei parenti in Tunisia. I miei genitori mi hanno sostenuto quando sono tornata. Dopo tanti anni trascorsi in Tunisia con mia nonna, tornare in Italia è stato per me un momento molto intenso emotivamente, non è stato facile cambiare tutto, a cominciare dalla lingua. Anche i miei fratelli mi hanno sostenuto con amore, incoraggiandomi a non mollare anche quando le difficoltà erano tante. Questo percorso racconta la mia determinazione ma anche il sostegno silenzioso di chi mi ha supportato».

Oltre alla lingua, quali sono state le difficoltà che si è trovata ad affrontare?
«Innanzitutto lo choc culturale. In Italia è tutto diverso rispetto al mio Paese. Un esempio sono gli esami, noi avevamo solo lo scritto non avevamo anche l’orale, che fin dall’inizio è sempre stato un mio problema. Questo perché l’orale comporta anche tutta la teoria da imparare in una lingua che non padroneggiavo perfettamente. 

Venni bocciata due volte all’esame di geometria, quando dissi alla docente che l’esame orale non mi aiutava lei mi rispose che potevo fare l’esame in inglese o tornare nel mio Paese. Da quel momento mi sono detta devo imparare l’Italiano e prendere il diploma di laurea. Nonostante le difficoltà, piano piano ho preso forza e mi sono detta, se vuoi puoi.

La pazienza è stata la chiave del successo. Il mio motto è andare sempre in avanti, se si cade bisogna rialzarsi. Con il tempo, sono riuscita anche in Italia a trovare la mia zona di confort. L’Italia è dolce. La gente è gentile. Come paese mi è piaciuto molto, qui ho molti amici. Sono stata anche in Francia in Erasmus, ma a Parigi ho visto tanto razzismo, rispetto all’Italia».

Rahma Tabbl con la sua tesi ad Ancona

Un futuro da costruire

Su cosa ha scritto la tesi?
«La mia tesi era incentrata sullo sviluppo di un software che controllasse le traiettorie di un robot collaborativo.
Ho svolto questo progetto all’interno di un’azienda nella quale ero andata per svolgere il tirocinio curriculare. Quest’esperienza mi ha permesso di unire competenze tecniche acquisite nello studio con il mondo del lavoro reale.


Il tema che riguarda la collaborazione uomo macchina mi ha appassionato molto e riflette anche il mio impegno personale nel costruire qualcosa che abbia un impatto sulla società. Oltretutto è stato anche il modo per dimostrare che una donna giovane araba e musulmana può portare innovazione all’interno di un mondo dominato dagli uomini».

Quali sono adesso i suoi progetti per il futuro?
«I miei programmi sono approfondire gli studi, imparare da altre aziende. Sono giovane: voglio imparare e non voglio fermarmi. Vorrei continuare i miei studi a Bologna, continuando lì la magistrale.

Quello che mi piacerebbe è riuscire a creare il mio business, avere una stabilità economica e dedicarmi al volontariato, offrire supporto tempo ed energia a chi ne ha bisogno, vorrei riuscire a viaggiare in Sud Africa e in Palestina. Amo l’avventura, creare connessioni umane, aiutare gli altri, costruire ponti e fare la differenza nel mio piccolo».

La tesi di laurea di Rahma Tabbl
La sua tesi in italiano e in arabo

La dedica alla Palestina

Lei viene dalla Tunisia, cosa l’ha spinta a dedicare la sua laurea alla Palestina?
«È vero il mio paese è la Tunisia ma fin da piccola siamo cresciuti con la questione palestinese nel cuore. Un qualcosa che va oltre i confini, parliamo di lotta per la libertà.


Io sono tunisina ma il mio sangue è palestinese, i palestinesi sono molto coraggiosi. Dedicare la laurea a questo popolo non è solo un gesto simbolico ma un atto di amore e responsabilità. La Palestina rappresenta una causa umana e collettiva e ogni mio traguardo rappresenta tutte coloro e tutti coloro che non hanno avuto le mie stesse opportunità e non hanno potuto avere il mio stesso percorso di studio a causa della guerra. È un modo per dire non vi dimentichiamo, anche da lontano possiamo far sentire la vostra voce, voglio far sentire il mio sostegno.

Anche i colori del vestito che ho indossato alla laurea rappresentano la bandiera della Palestina.
Seguo con apprensione tutte le notizie dei molti giornalisti palestinesi che raccontano con coraggio ciò che vivono ogni giorno.

Mi fa molto male che nel 2025 ci siano ancora bambini e bambine che muoiono anche di fame. Credo che ascoltare le loro voci sia fondamentale per comprendere e, anche se non li conosco personalmente, sento un legame umano con quello che stanno vivendo. Cerco quindi di non rimanere indifferente.


Io credo che la libertà debba essere per tutto il mondo non solo per la Palestina, attualmente anche in Sud Africa, Pakistan, Sudan e in tanti altri paesi ci sono guerre, per questo io parlo di libertà per tutto il mondo. Dobbiamo pensare ad un altro modo per affrontare i problemi».

Rahma Tabbl sotto al palco

Si sente in qualche modo una privilegiata?
«Si, io mi sento una privilegiata, so di avere avuto delle opportunità che molti altri ragazzi e ragazze non hanno potuto avere. Studiare, viaggiare non è scontato, per questo sento una grande responsabilità. Questo mi ispira a sostenere e aprire strade per chi non ha possibilità. Il mio privilegio e qualcosa che può costruire qualcosa di grande più di me e di te».

Qual è il suo rapporto con la religione?
«Spesso mi fanno domande sulla mia religione o sul perché porto il velo. Durante la laurea, io ero l’unica tra tutte le mie compagne di Università che indossava il velo e sento un forte orgoglio, sono fiera di me stessa.

Essere donna, araba e musulmana non è un limite ma una forza che porto con orgoglio. Tante donne musulmane hanno paura a studiare per via del razzismo, tante volte si percepiscono gli sguardi addosso, ma a me non importa, io ho deciso da sola, ho studiato sia il Corano, che la Bibbia e il Vangelo. Ho molti amici sia cristiani che musulmani e, quando avevo qualche domanda chiedevo anche a loro. Ala fine ho scelto la religione islamica».

la cerimonia di consegna delle lauree ad Univpm
La cerimonia di consegna delle lauree ad Ancona

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

Condividi:

Forse ti interessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *