Teresa Radice, Loredana Lipperini e Stefano Turconi al Montelago festival 2026 tenda tolkien Avila
Da destra verso sinistra: Stefano Turconi, Loredana Lipperini e Teresa Radice. Presentazione della graphic novel "Avila"

La “strega” Avila protagonista del fumetto per un mondo senza etichette

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La stregoneria è stata nei secoli l’espediente perfetto per giustificare tanti femminicidi. La graphic novel di Teresa Radice e Stefano Turconi fa riflettere sul peso delle parole


Tempo di lettura stimato: 6 minuti


«Molto spesso le storie nascono da piccole cose che stanno in un cassetto, che poi si incastrano con qualcos’altro, come pezzi di un puzzle». Così Teresa Radice, all’interno della Tenda Tolkien al Montelago Celtic Festival racconta insieme a Stefano Turconi la nascita di Avila la graphic novel pubblicata da Bao Publishing (2025). L’incontro, condotto da Loredana Lipperini, madrina di Montelago, ci conduce attraverso una storia che racconta incontri e soprattutto ci fa riflettere sul peso delle parole.

Il percorso di Avila

Avila è una storia ambientata nella Francia del 1600. I testi sono di Teresa, mentre Stefano cura l’aspetto grafico.

La protagonista è una ragazza sulla soglia dei 17 anni, che cerca la mamma.
La madre era un’esperta erborista, per questo etichettata come strefa e condannata al rogo.
Avila è riuscita a salvarla, ma da quel momento in poi non ha più saputo che fine avesse fatto. Così decide di mettersi alla ricerca.

Fumetto Avila di Teresa Radice e Stefano Turconi Montelago 2026
Avila, il fumetto di Stefano Turconi e Teresa Radice

Così il romanzo («Non è un reato chiamare una graphic novel romanzo» affermano Teresa e Stefano) è l’espediente per parlare di un viaggio, di incontri ma soprattutto dell’importanza delle parole. «Grazie alle parole tu hai la possibilità di scrivere il tuo destino» questo è l’insegnamento che la mamma di Avila lascia alla figlia, racconta Teresa.

Parole che cambiano il destino

Le parole sono fondamentali, «Se ti chiamano strega o erborista cambia totalmente scenario». E nella Francia del 1600 ogni scusa era buona per uccidere una donna. Bastava accusarla di stregoneria e il gioco era fatto. Un espediente perfetto per giustificare un femminicidio di donne che in realtà erano scomode per l’epoca.

Quindi anche se la mamma di Avila è un erborista e una guaritrice, altri non la pensano così, la chiamano strega e questo cambia completamente la narrazione e il destino della donna, che viene vista come un pericolo.

Ma Avila parla anche a noi, donne e uomini di oggi, si oppone alle etichette. Se attraverso le parole hai la possibilità di scrivere il tuo destino, anche il modo in cui ti etichettano ha un suo peso.

Contro le etichette

Quest’opera nasce proprio per chi oggi si sente etichettato da altri. Tutte quelle persone che hanno caratteristiche personalissime che la società fatica ad accettare: «Le streghe di oggi possono essere persone alla ricerca del proprio genere o chi si batte per l’ecologia – spiega Teresa – In generale, tutte quelle persone che si sentono etichettate in qualcosa di binario. Quando ho pensato al personaggio di Avila ho pensato a tutte quelle persone che si sentono messe all’interno di una scatola, che sono etichettate in un certo modo».

Teresa Radice alla presentazione di "Avila" il fumetto insieme a Stefano Turconi. Montelago 2026
Teresa Radice

Mentre lavorano ad Avila Teresa e Stefano pensano alla loro figlia, che ha la stessa età della protagonista: «Diciassette anni è un’età in cui si cerca di trovare la propria strada – racconta Teresa – quindi quello che ho voluto comunicare è il diritto di sentirsi libero o libera di trovare la propria strada. Il mio è anche un auspicio, che lungo il cammino si riescano a trovare persone che ti accettino così come sei, senza etichettarti, semplicemente perché sei tu».

L’importanza del racconto

Così il fumetto diventa anche un mezzo narrativo per veicolare un messaggio importante. Una storia che fa riflettere: «Noi abbiamo grande fiducia nelle storie – afferma Teresa– Ogni nostro libro finisce con un invito a raccontare. Per me da sempre le storie sono stata un’ancora di salvezza. Io ho tantissima fiducia nelle storie, perché hanno degli effetti sulle persone».

Le storie non solo fanno riflettere ma possono anche aiutare a superare dei momenti difficili a chi si immedesima completamente nei personaggi e in quelle ambientazioni: «Per me la cosa più bella è quando mi dicono che leggendo un nostro lavoro sono riusciti a superare un momento difficile. In quel momento è come se la storia rivivesse nuovamente e allo stesso tempo aiutasse anche me».

Dal fumetto alla graphic novel

Ma visto che parliamo di pregiudizi, anche il fumetto non è esente da preconcetti. «Spesso si dice che è per bambini, che si legge velocemente – racconta Stefano – ma dipende dalla mentalità di chi ci si accosta. Sicuramente è stato un bell’espediente chiamarlo graphic novel, perché la gente in questo modo pensa che sia diversa da un fumetto.

Perciò non deve nasconderla come si farebbe con una rivista pornografica. Non è qualcosa di cui ci si deve vergognare è qualcosa di diverso di più profondo. Ma in realtà sono la stessa cosa, è solo un modo diverso (più furbo) di chiamarla.  Il fumetto non è altro che un mezzo narrativo».

Alcune pagine di "Avila" graphic novel di Teresa Radice e Stefano Turconi.
Alcune tavole della graphic novel Avila di Stefano Turconi e Teresa Radice

Così Stefano ci fa riflettere sull’importanza delle parole e dell’etichettatura. A seconda di come etichetto una cosa, questo ha un effetto, positivo o negativo così come chiamare una donna, guaritrice, erborista, mamma o strega.

Stefano Turconi disegnatore di Avila
Stefano Turconi

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Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

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