Le illusioni al Ginesio Fest: la visione femminile attraversa la scena
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Dal 25 al 30 agosto San Ginesio torna a essere il centro di una comunità teatrale che riunisce artiste e artisti, grandi maestri e nuove generazioni, nel segno delle “Illusioni”, tema della settima edizione del Ginesio Fest, diretto per il quinto anno consecutivo da Leonardo Lidi.
Un festival che, anche quest’anno, mette in campo una presenza femminile di particolare rilievo, attraversando generazioni, linguaggi e ruoli diversi: dalla scena alla drammaturgia, dalla regia alla progettazione culturale.
Le donne del Ginesio Fest
Nell’edizione 2026 il Ginesio Fest presenta infatti nomi femminili di prestigio che compongono una geografia plurale della scena contemporanea italiana.
Una presenza che non si limita alla dimensione della rappresentazione, ma attraversa l’intero progetto artistico del festival: Iaia Forte, Manuela Mandracchia, Francesca Merloni e Maria Paiato fanno parte della nuova geografia del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”; Carolina Balucani firma il testo di Bubaro dei Bubari, affidato alla regia di Antonio Latella; Valeria Raimondi è tra le fondatrici di Babilonia Teatri; Giulia Scotti porta al festival Quello che non c’è; Evelina Rosselli e Caterina Rossi sono le fondatrici del Gruppo Uror.

Sono presenze differenti per storia, formazione e linguaggio, ma accomunate dalla capacità di abitare il teatro come luogo di ricerca, pensiero e trasformazione. A partire da Maria Paiato, vincitrice 2026 del Premio Remo Girone “All’Arte dell’Attore”, fino alle artiste che attraversano la programmazione con scritture, regie, performance e percorsi di ricerca, il festival restituisce così un’immagine articolata della scena contemporanea, nella quale le esperienze femminili occupano uno spazio significativo e autorevole.
Una intuizione femminile che lascia il segno
Ma parlare delle donne del Ginesio Fest significa soprattutto parlare di Isabella Parrucci, perché il festival nasce da una visione femminile, da un’intuizione diventata negli anni un progetto culturale riconoscibile a livello nazionale.
Il Ginesio Fest deve infatti la sua esistenza alla sua ideatrice e fondatrice, Isabella Parrucci. Nel 2020, all’origine del festival, c’era il desiderio di costruire un progetto capace di durare nel tempo, di lasciare un segno culturale e di creare un legame autentico tra teatro, territorio e persone. Oggi, alla settima edizione, quella che era un’intuizione è diventata una realtà viva, capace di andare oltre i confini stessi della manifestazione.

È anche attraverso questa storia che si può leggere la particolare identità del Ginesio Fest: la scelta di mettere al centro la qualità delle relazioni prima ancora dei numeri, di costruire una comunità culturale prima ancora che un grande evento, di tenere insieme ricerca e accessibilità, profondità e accoglienza, nuove generazioni e grandi maestri della scena.
E forse è proprio questa la più concreta delle “illusioni” del Ginesio Fest 2026: immaginare che il teatro possa ancora essere un luogo capace di generare comunità, visione e futuro. Un’illusione che, a San Ginesio, dal 25 al 30 agosto, continua ostinatamente a prendere forma.
Cos’è il Ginesio Fest
Il Ginesio Fest è un progetto ad alto valore culturale legato all’arte del teatro che permette alla comunità di San Ginesio di lasciarsi alle spalle anni complicati e di poter reinventare il proprio futuro in un luogo dove il teatro è sempre esistito e che lega il proprio nome a colui che è conosciuto come il santo patrono degli attori e di tutte le maestranze collegate al mondo dello spettacolo dal vivo.
L’obiettivo del progetto è quello di far diventare l’intero Borgo un punto di riferimento stabile per tutti i professionisti del mondo dello spettacolo, non soltanto per sottolineare il legame con il nome di questo luogo ma anche per offrire opportunità di sviluppo a quanti vivono i territori delle aree interne.

Il Ginesio Fest, organizzato nel mese di agosto, è un festival diffuso e originale in cui spettacoli, residenze artistiche, seminari e laboratori per professionisti, bambini, adolescenti e adulti si intrecciano in diversi spazi del Borgo, rivitalizzandoli e rifunzionalizzandoli. Punta di diamante dell’intero programma è il Premio Nazionale San Ginesio “All’arte dell’Attore”, ideato dal grande Remo Girone per celebrare ogni anno un attore e un’attrice che si sono distinti nel corso delle loro carriere.
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