Humanities Festival, il rettoreJohn McCourt con Elena Miles e Gino Cecchettin collegato da remoto
Humanities Festival, il rettoreJohn McCourt con Elena Miles e Gino Cecchettin collegato da remoto

Gino Cecchettin attraverso il dolore: «Continuate a sognare, ma con i piedi radicati a terra»

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È possibile essere lucidi nel dolore? «Ho cercato di razionalizzare il dolore, separandolo dalla sofferenza e, combattendo tutti i sentimenti negativi che è umano avere in queste situazioni. Mi sono detto che posso cambiare le cose da qui in avanti».

Il teatro della Filarmonica gremito per Humanities Festival e Gino Cecchettin
Il teatro della Filarmonica gremito per Humanities Festival e Gino Cecchettin

Così Gino Cecchettin, papà di Giulia, vittima del femminicidio che ha scosso l’intera nazione. Il suo intervento ieri sera , a poche ore dal terribile femminicidio di Pamela Genini a Milano, uccisa dall’ex compagno nel balcone di casa.

Membro fondatore della Fondazione Giulia Cecchetin, si è collegato da Vienna per sopraggiunti impegni, è intervenuto ieri sera al Teatro della Filarmonica di Macerata per il Macerata Humanities Festival, con un incontro dal titolo “Trasformare il dolore per rinnovare la vita comune”.

L’appuntamento è stato aperto con i saluti iniziali del presidente della Federcasse Lorenzo Augusto dell’Erba. A dialogare con lui sul palco, il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt assieme alla prorettrice alle politiche di equità e diversità dell’Università di Trento Barbara Poggio. L’evento è stato accompagnato dalle musiche di Elena Mil, vincitrice della passata edizione di Musicultura.

La violenza è un fallimento per la società

«Questo festival punta sulla forza del dialogo – spiega il rettore McCourt – Dialogo che inizia con l’ascolto, la comprensione e il rispetto dell’altro. Mi ricordo quell’11 novembre 2023, giorno del femminicidio di Giulia e nei giorni seguenti, tante studentesse e tanti studenti hanno voluto dare un segnale al dolore che sentivano da Macerata»,.

Così il rettore parla ad un teatro colmo di ragazze e ragazzi, un’occasione per riflettere su quello che è successo, ma soprattutto per evidenziare che la violenza non porta a nulla.

«La violenza non è solo un fatto privato, ma un fallimento di tutta la società» afferma Cecchettin.

Il libro di Gino Cecchettin

Attraversare il dolore ed uscirne più forti

Il libro scritto da Gino Cecchettin, Cara Giulia, è un esempio evidente di come si attraversa il dolore. «un manifesto civile» così l’ha definito il Rettore McCourt.

«Durante la scrittura – ha proseguito Cecchettin – ho attraversato tanti sentimenti, felicità, gioia e dolore anche molto intenso, ma attraversando questo dolore sei più forte. ogni volta mi chiudevo nella stanza di Giulia cercando un ricordo e soffrendo anche terribilmente, questo però ti mette in possesso di una forza mai avuta, che ti fa entrare in connessione con la persona che ti manca».

Humanities Festival alla Filarmonica
Humanities Festival alla Filarmonica

Creare una cultura della formazione

È necessaria una cultura della formazione e della cooperazione, un femminicidio non è un evento isolato, ma il sintomo che all’interno della società qualcosa non funziona. «La violenza è un fenomeno strutturato radicato nella storia. Non è solo un retaggio del passato, ma un fenomeno che si evolve con il tempo» spiega Barbara Poggio, per questo motivo per contrastarla è necessaria la cooperazione di tutti i soggetti che hanno a che fare con la crescita, a partire dalla famiglia, fino a passare per la scuola.

«Serve una cultura della formazione – dichiara Cecchettin – È necessario lavorare sulle nuove generazioni, lavorare sul futuro. Non bisogna avere timore di parlare con i propri figli e le proprie figlie di argomenti anche considerati tabù. Se non lo facciamo noi in famiglia, lo si farà nel modo sbagliato, ricercando le risposte attraverso i siti, il dialogo deve essere ricercato e voluto».

Il libro Cara Giulia è stato scritto da Cecchettin

Un messaggio di speranza alle ragazze e ai ragazzi

Gino Cecchettin conclude la serata con un messaggio di speranza per i giovani e le giovani,: «Continuate a sognare, non con la testa tra le nuvole, ma con i piedi ben radicati a terra. Mettete nel sacco tanti progetti e sogni e, cercate di realizzarli tutti, senza porsi motivazioni limitanti».

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

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