Cinzia Canneri illustra le foto della sua mostra “Women’s bodies as Battlefields”
Cinzia Canneri illustra le foto della sua mostra “Women’s bodies as Battlefields”

A Impressum corpi di donne come campo di battaglia e di libertà

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La sessione autunnale dell’Appennino Foto Festival ospita due mostre sulla figura femminile. Una raccoglie le opere di 14 fotografe e le porta nelle ex celle delle suore di clausura. Cinzia Canneri, invece, documenta le condizioni di donne eritree e tigrine

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

L’arte visiva come strumento di riappropriazione, denuncia e guarigione. In occasione del weekend inaugurale di Impressum, la sessione autunnale dell’Appennino Foto Festival che si è svolta nel fine settimana tra Tolentino e Belforte del Chienti, la figura femminile ha conquistato uno spazio centrale ed estremamente profondo.

L’evento, integrato nella rete dei sei Comuni del territorio (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona e Tolentino), ha affiancato alle sue proposte espositive – come “Umanità in cammino” di Alessandro Bergamini, “Tante piccole solitudini post scriptum” di Vanessa Illi e l’esposizione del concorso Impressum Photo Award – una attenzione viva e viscerale verso il mondo delle donne.

Foto di corpi femminili nelle ex celle delle suore di clausura

A fare da cornice a questo percorso sono state due mostre di altissimo valore artistico e umano, capaci di scavare nell’identità femminile e di dare voce a storie di fragilità, resistenza e rinascita. Allestita all’ex Monastero di San Lorenzo a Belforte del Chienti, la mostra “Il corpo – Lo sguardo delle donne”, curata dalla Fototeca Comunale di Morrovalle, trova una sua naturale e potente risonanza nello spazio che la ospita: le ex celle delle suore di clausura.

la mostra “Il corpo - Lo sguardo delle donne”
L’inaugurazione della mostra “Il corpo – Lo sguardo delle donne” nelle ex celle delle suore di clausura a Belforte del Chienti

Un luogo storicamente al femminile che torna a farsi culla di una narrazione visiva intensa, dove quattordici fotografe scelgono di riappropriarsi del corpo femminile attraverso lo sguardo, trasformandolo da oggetto a soggetto. Il corpo delle donne è da sempre guardato, giudicato, modellato, controllato. In questo percorso espositivo, il corpo non è mai neutro.

È corpo-oggetto, ridotto a bambola, manichino, modello irraggiungibile di perfezione; frammentato, mercificato, svuotato della propria umanità. È corpo ferito, attraversato dalla malattia, segnato e messo alla prova dalla cura e dal dolore. È corpo come memoria, che racconta il tempo che passa, le tracce dell’età e le storie incise sulla pelle.

La mostra ad Impressum

È, infine, corpo che si fa soggetto consapevole e creativo, nel movimento della danza, nel dialogo con l’arte e nello specchio che rimanda uno sguardo interrogativo su se stesse. La mostra non offre un’unica definizione del corpo femminile, ma ne restituisce tutta la complessità, la fragilità e la forza, lasciando che ogni immagine sia una vera e propria presa di parola.

I corpi delle donne nei conflitti armati

Di straordinario impatto la mostra della fotografa Cinzia Canneri, “Women’s bodies as Battlefields”, già vincitrice del World Press Photo 2025, affiancata da un emozionante talk di approfondimento moderato dalla giornalista Giulia Sancricca.

Il suo lavoro documenta una drammatica realtà globale: la presa di mira sistematica dei corpi delle donne durante i conflitti armati come precisa strategia di dominio e violenza di genere. Il progetto esplora la condizione delle donne eritree e tigrine fuggite oltre i confini di tre paesi geopoliticamente intrecciati: Eritrea, Etiopia e Sudan. In questi territori, le donne hanno continuato a subire violenze sui propri corpi, vittime dei mutamenti socio-politici e dei conflitti etnici, nonostante il trattato di pace tra Eritrea ed Etiopia del 2018.

Il taglio del nastro ad Impressum
Il taglio del nastro per la mostra di Cinzia Canneri

L’obiettivo iniziale del lavoro era documentare la fuga delle donne eritree da uno dei regimi più repressivi al mondo tra il 2017 e il 2019. Dopo l’invasione del Tigray nel novembre 2020, la ricerca si è ampliata per includere le donne tigrine costrette a fuggire verso Addis Abeba e i campi profughi in Sudan.

I loro corpi sono diventati veri e propri campi di battaglia senza schieramenti, sottoposti a stupri, schiavitù sessuale, mutilazioni e torture perpetrate dalle varie forze in campo e denunciate anche da esperti delle Nazioni Unite e Amnesty International. Eppure, in mezzo a un silenzio spesso imposto e negato dalle istituzioni, le donne hanno trovato la forza di unirsi.

Il talk show condotto dalal giornalista Giulia Sancricca
Il talk show condotto dalal giornalista Giulia Sancricca



Raccogliendo prove, testimonianze e documenti per far emergere la verità, hanno trasformato la vergogna in resistenza, la paura in solidarietà e la ferita in parola. Da vittime di guerra si sono fatte testimoni e custodi della memoria e della giustizia.

Info utili per la visita

Le mostre di Impressum dell’Appennino Foto Festival resteranno aperte al pubblico fino all’11 ottobre. Le biglietterie ufficiali si trovano a Palazzo Sangallo a Tolentino e all’Ex Monastero di Belforte del Chienti. È prevista una riduzione sul costo del biglietto per tutte le residenti e i residenti dei sei Comuni: Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Serrapetrona e Tolentino.


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