La lotta contro bullismo e pregiudizi di Teresa Manes, mamma oltre la morte
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Ha deciso di lottare contro bullismo e cyberbullismo Teresa Manes. Lo fa da anni, da quando ha deciso che bisognava agire per evitare che si ripetesse quello che è successo a suo figlio Andrea Spezzacatena.
Lei lo considera vittima di bullismo, ma anche di inconsapevolezza. Nel suo libro “Andrea, oltre il ragazzo dai pantaloni rosa”, edito di recente da Fabbri, passa in rassegna soprattutto il suo dolore, il percorso che ha fatto dal momento in cui ha saputo che Andrea era morto fino ad oggi, alla ricerca di sé, di un suo equilibrio, ma anche di una spiegazione al suicidio di suo figlio «perché si continua ad essere genitori anche dopo la morte, anche se non hai più il corpo di tuo figlio».

A chi le chiede consigli, risponde: «Come posso dare consigli io che non mi sono accorta del dolore di mio figlio e di tutto quello che stava passando?». Ma l’esperienza tragica, dolorosa e che ha lasciato in lei e nella sua famiglia segni profondissimi, vale tanto nella sua capacità, possibilità e sensibilità nel dare consigli, anche molto concreti, nel riuscire a leggere le situazioni dopo anni che incontra genitori, va nelle scuole e guarda in faccia studenti e studentesse.
Lo ha fatto anche domenica e lunedì a Fabriano, nel corso di due incontri, dedicati alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, promossi dall’Associazione 4 Maggio 2008 di Cerreto d’Esi in collaborazione con la Conferenza San Vincenzo de’ Paoli.
Tra bullismo e cyberbullismo
«Andrea è stato un caso nazionale perché è stato considerato il primo caso di cyberbullismo in Italia, visto che c’era una pagina Facebook che parlava di lui ma in realtà era solo quello l’elemento digitale, oltre alle chat». La vicenda giudiziaria, portata avanti per due anni, non ha però portato al riconoscimento di un legame tra bullismo e il suo suicidio: «Dopo due anni non sono voluta andare avanti, ho deciso di chiudere quel capitolo e di concentrarmi invece su altri percorsi».
Teresa Manes ha fondato l’Associazione italiana prevenzione bullismo e ha seguito l’approvazione della prima legge contro il cyberbullismo, pubblicata nel 2017. Nel 2022 ha ricevuto la nomina di Cavaliere della Repubblica dalle mani del presidente Sergio Mattarella.
La storia di Andrea Spezzacatena è diventato un film che sta entrando in tutte le scuole e da pochissimo viene rappresentata anche in un musical. «La prima del film è stata uno dei giorni più belli della mia vita. Ho capito che ero riuscita a far rivivere Andrea».
Una testimonianza che interroga la responsabilità degli adulti
L’iniziativa a Fabriano si è articolata in due momenti distinti ma complementari: un incontro pubblico al Cinema Montini, organizzato in occasione della Giornata internazionale della donna, e un secondo appuntamento rivolto a oltre 400 studenti e studentesse nell’auditorium dell’IIS Morea‑Vivarelli. Due spazi diversi – la cittadinanza e la scuola – uniti dall’obiettivo comune di promuovere consapevolezza su un fenomeno che continua a interrogare famiglie, educatori e istituzioni.
Ad aprire l’incontro al cinema sono stati i saluti del presidente dell’associazione Alvaro Galdelli, del segretario Valerio Cofani e dell’assessore del Comune di Fabriano Maurizio Serafini, che ha ricordato alcune iniziative promosse dall’amministrazione comunale per il benessere e il sostegno dei giovani.

La parola è poi passata a Teresa Manes, che attraverso il racconto della propria storia personale ha invitato il pubblico a riflettere sulle responsabilità collettive nella prevenzione della violenza tra pari.
«Il pregiudizio è un fenomeno che riguarda tutti e tutte», ha spiegato, sottolineando quanto il contrasto al bullismo richieda prima di tutto una presa di coscienza condivisa. E ha aggiunto una frase che ha colpito profondamente il pubblico: «Non si smette mai di essere genitori, si continua ad esserlo oltre la morte».
Moderato dalla giornalista Alessandra Pierini, l’incontro ha dato spazio anche al racconto del percorso che ha portato Manes a impegnarsi nella sensibilizzazione su questi temi.
«Andrea parlava tanto, ha raccontato a due suoi amici lo stato in cui si trovava, ma non è stato capito. Io mi preoccupavo dell’andamento scolastico, ma c’era altro», ha ricordato. Da qui l’invito a rafforzare l’alleanza educativa tra famiglie e scuola: «I genitori devono recuperare il rapporto con la scuola. È fondamentale che i giovani non perdano la fiducia nell’adulto».
L’incontro con oltre 400 studenti e studentesse
La seconda giornata si è svolta nell’auditorium dell’IIS Morea‑Vivarelli, dove Teresa Manes ha dialogato con più di 400 studenti e studentesse insieme alla docente Maria Cristina Corvo.

Anche in questo contesto la testimonianza ha suscitato grande attenzione e partecipazione. Nell’auditorium gremito, Manes è riuscita a instaurare un dialogo diretto con i ragazzi e le ragazze, che hanno condiviso esperienze, difficoltà e riflessioni sul peso delle parole, sull’inclusione e sulla responsabilità individuale nelle relazioni tra pari.
Tra i consigli più concreti rivolti ai giovani, uno in particolare ha risuonato con forza: «Se in un gruppo ci sono persone che ridono di voi, allontanatevi da quel gruppo». E ancora: «Se avete un sogno, inseguitelo, senza lasciarvi influenzare dal giudizio degli altri».
Prevenzione e comunità educante
«L’unica arma di contrasto al bullismo è la prevenzione», ha ribadito Manes nel corso degli incontri. Prevenzione che significa educare al rispetto, promuovere relazioni basate sulla gentilezza e costruire contesti in cui nessuno si senta escluso.

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