«Se c’è amore non c’è oppressione»: l’eredità ribelle di Pippi Calzelunghe alle bambine di oggi

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È stata la prima bambina della storia della tv a vivere da sola; forte, autonoma e allergica a convenzioni sociali e pregiudizi: è Pippi Calzelunghe. Questo meraviglioso personaggio è diventato un’icona femminista quando ancora la parola empowerment non esisteva e da quasi ottant’anni insegna alle bambine di tutto il mondo a essere forti, indipendenti e libere di immaginare il proprio futuro.

Con la sola compagnia del suo cavallo e di una scimmietta, Pippi mostra una forza straordinaria: una rivoluzione gentile ma caparbia, nata dalla penna di Astrid Lindgren nel 1945, un’epoca in cui le bambine non erano certo al centro di storie di ribellione.

Eppure, complice anche la fortunata serie televisiva degli anni 60, la storia di Pippi continua ancora oggi a ispirare i più piccoli, e non solo.
Per capire come questa potente eredità culturale venga custodita e trasmessa alle nuove generazioni, DonneMente ha realizzato un’intervista esclusiva con il pronipote della celebre autrice svedese: Johan Palmberg, head of content della Astrid Lindgren Company di Stoccolma, che si occupa di valorizzare l’opera letteraria e audiovisiva dell’autrice in tutto il mondo.

Astrid Lindgren è l'autrice di Pippi Calzelunghe
Astrid Lindgren è l’autrice di Pippi Calzelunghe

L’eredità educativa di Astrid Lindgren


Johan, i libri di Astrid Lindgren rappresentano un patrimonio letterario ed educativo che continua a influenzare le bambine e i bambini di tutto il mondo. In che modo l’Astrid Lindgren Company lavora per preservare e promuovere questa eredità? E perché le storie di Astrid restano così significative per i giovani lettori e le giovani lettrici?

«La nostra missione è fare in modo che il maggior numero possibile di bambini nel mondo possa conoscere le storie di Astrid Lindgren, e lo facciamo in molti modi diversi.
Oltre a garantire che i libri restino disponibili e che i teatri continuino a portarli in scena, ci impegniamo a proporre le sue opere nei luoghi in cui i bambini e le bambine di oggi trovano il loro intrattenimento.
Le nuove trasposizioni cinematografiche – come la recente serie su Ronja, la figlia del brigante – ne sono un esempio importante, ma per noi è fondamentale anche essere presenti su piattaforme come YouTube e Spotify.
Le opere di Astrid Lindgren possiedono una grande atemporalità: se apriamo un varco perché i bambini possano incontrarle, quelle storie troveranno la strada per entrare nei loro cuori».

Un patrimonio culturale globale

Le opere di Astrid Lindgren sono state tradotte in oltre cento lingue e hanno accompagnato generazioni di lettori appartenenti a culture diverse. Quali sono le principali sfide nella loro diffusione internazionale? E come garantite che i valori fondamentali restino intatti?

«Una delle sfide principali è che non possiamo verificare personalmente la qualità di tutte le traduzioni. Nei contratti specifichiamo che i testi devono essere fedeli all’originale e che non è consentito apportare modifiche senza il nostro consenso.

Astrid Lindgren stessa era molto rigorosa su questo punto: correggeva le traduzioni nelle lingue che conosceva (danese, norvegese, inglese, francese e tedesco).
Siamo fortunati ad avere partner storici nel mondo dell’editoria internazionale, molti dei quali pubblicano le sue opere da decenni e hanno avuto rapporti diretti con Astrid, comprendendone le intenzioni e la sensibilità».

Immaginazione ed empowerment femminile

Lindgren ha spesso sottolineato il ruolo dell’immaginazione, creando protagoniste forti e anticonvenzionali. In che modo questo contribuisce oggi all’empowerment delle nuove generazioni?
«Astrid Lindgren diceva: “Tutto ciò che di grande è accaduto nel mondo, prima è accaduto nell’immaginazione di qualcuno”.
È stata una delle prime a sostenere che i bambini e le bambine devono essere trattati con rispetto e come individui. Per lei, rispetto significava scrivere storie che li emozionassero e li divertissero, capaci di ampliare la loro immaginazione. Una sua citazione, che riteniamo più che mai attuale, recita:

“Un bambino, solo con il suo libro, crea dentro di sé immagini che superano ogni altra cosa… il mondo di domani dipenderà dalla forza dell’immaginazione di chi oggi impara a leggere. Ecco perché i bambini devono avere i libri”».

Pippi Calzelunghe, Johan Palmberg
Johan Palmberg

Valutare le nuove trasposizioni


Il numero di adattamenti delle opere di Lindgren è in costante aumento. Come li valutate per garantire fedeltà allo spirito originale?

«Per prima cosa, ci assicuriamo che gli autori e i creatori comprendano davvero i personaggi: se questo non accade, non ha senso andare avanti.
Inoltre, è fondamentale mantenere lo sguardo dal punto di vista del bambino, cifra distintiva delle storie di Astrid Lindgren. Se questi due criteri sono rispettati, c’è la possibilità di creare un adattamento efficace e fedele allo spirito originale».

Un messaggio alle nuove generazioni


Se Astrid Lindgren potesse parlare ai bambini, e in particolare alle bambine, di oggi, quale messaggio riterrebbe importante condividere?

«È difficile immaginare cosa direbbe oggi, ma ci piace ricordare alcune sue parole senza tempo sul senso della vita: Credo che il vero significato della vita sia l’amore. Dove c’è amore, non ci può essere violenza, abuso di potere o oppressione».

In un mondo che a volte insegna alle bambine ancora di stare a posto loro, Pippi ci ricorda che sono loro a dover scegliere il loro posto. Ecco perché far leggere il libro oggi non è solo consigliabile, è necessario.

Claudia Brattini, farmacista con specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti, laureata in Scienze della Nutrizione. È Giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione nel mondo della salute. Ha conseguito un master in Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data
Journalism organizzato dal Corriere della Sera. È autrice del libro di cucina per bambini "Gustosissimo, favole ricette ed emozioni da impastare".

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