Conciliazione vita lavoro

Conciliazione vita-lavoro: 7,5 milioni per le imprese

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Contributi fino a 12mila euro per la certificazione. Dal 21 settembre si potranno presentare le domande per accedere agli incentivi destinati alle aziende che vogliono ottenere la certificazione UNI/PdR 192:2026. Previsti assistenza specialistica e contributi per abbattere i costi della certificazione. Il 60% delle risorse è riservato alle micro, piccole e medie imprese

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Favorire un’organizzazione del lavoro più attenta alla conciliazione tra vita familiare e professionale, sostenendo le imprese che decidono di introdurre strumenti e politiche aziendali rivolti alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura. È l’obiettivo dell’avviso che mette a disposizione 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende verso la certificazione UNI/PdR 192:2026, il “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie”.

Le domande potranno essere presentate dalle 10 del 21 settembre 2026 alle 16 del 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La procedura è a sportello e l’istruttoria seguirà l’ordine cronologico di presentazione.

Una certificazione per conciliare lavoro e responsabilità familiari

La UNI/PdR 192:2026, pubblicata nell’aprile di quest’anno, definisce i requisiti per le organizzazioni che adottano misure capaci di favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro. Il sistema prevede anche specifici indicatori di performance (KPI) attraverso i quali valutare le politiche aziendali, con un’attenzione particolare a maternità, paternità e carichi di cura familiare.

L’intervento si inserisce in un quadro più ampio che comprende il Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, che tra i propri obiettivi individua una distribuzione più equa dei compiti di cura e la diffusione nelle imprese di misure di welfare e sostegno alla genitorialità.

7,5 milioni, il 60% riservato alle Mpmi

La dotazione complessiva dell’avviso è di 7,5 milioni di euro: 3,25 milioni sono destinati all’assistenza tecnica e all’accompagnamento attraverso voucher, mentre 4,25 milioni finanziano i servizi di certificazione.

Una quota importante è destinata proprio alle realtà di dimensioni più contenute: il 60% delle risorse è riservato alle micro, piccole e medie imprese. È inoltre prevista una riserva del 5% per le aziende in possesso del rating di legalità.

Chi può chiedere i contributi

Per partecipare, le imprese devono avere almeno una persona dipendente, partita Iva attiva e sede legale e operativa in Italia – oppure domicilio fiscale in Italia per chi è titolare della sola partita Iva – ed essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti.

Tra gli altri requisiti figurano la regolarità rispetto agli obblighi contributivi attestata dal Durc, il rispetto delle norme sul lavoro e, dove previsto, sul collocamento mirato delle persone con disabilità. Le imprese con più di 50 dipendenti devono inoltre essere in regola con la trasmissione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile.

Prima della domanda occorre superare un test online di pre-screening, pensato per verificare se l’impresa possiede le condizioni necessarie per intraprendere il percorso di certificazione.

Fino a sei giornate di assistenza specialistica

Il sostegno non riguarda soltanto il costo finale della certificazione. Le imprese ammesse potranno usufruire di assistenza tecnica e accompagnamento specialistico, attraverso incontri con esperte ed esperti incaricati.

Il percorso può comprendere l’analisi dei processi aziendali e dei gap rispetto ai requisiti della UNI/PdR 192:2026, la predisposizione e personalizzazione della documentazione, l’implementazione del sistema di gestione, la costruzione del Piano aziendale e del Piano strategico, il monitoraggio degli indicatori e una pre-verifica della conformità.

Sono previste fino a sei giornate di assistenza, per un contributo massimo di 2.459,01 euro al netto dell’Iva, se dovuta.

Per la certificazione contributi da 1.800 a 12mila euro

Una seconda agevolazione copre i servizi necessari per ottenere la prima certificazione. L’importo dipende dal numero degli addetti equivalenti coinvolti nei processi considerati più critici nell’ambito del sistema di gestione e dal conseguente numero di giornate di audit.

Si parte da 1.800 euro per le realtà da 1 a 5 addetti equivalenti, fino ad arrivare a 12mila euro per quelle con oltre 250. Tra le altre fasce sono previsti, ad esempio, 3.600 euro per le imprese da 15,1 a 25 addetti, 6mila euro da 45,1 a 65 e 9.600 euro da 125,1 a 175.

Il contributo è riconosciuto fino a un massimo di 1.200 euro per ogni giornata di audit, al netto dell’Iva. Nei limiti dell’agevolazione concessa, l’impresa non anticipa il costo: dopo il conseguimento della certificazione, infatti, il contributo viene versato direttamente da Unioncamere all’Organismo di Certificazione. Eventuali costi eccedenti i massimali rimangono invece a carico dell’azienda.

Un incentivo anche per chi ha già la certificazione di parità di genere

L’avviso prevede inoltre una misura specifica per le aziende che hanno già intrapreso percorsi sul fronte dell’equità e della conciliazione. Le imprese che, al momento della domanda, possiedono la certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 e/o il Family Audit possono richiedere un incremento di 450 euro per coprire determinati costi di sorveglianza legati al mantenimento di queste certificazioni durante il nuovo percorso.

Come presentare la domanda dal 21 settembre

La domanda dovrà essere inviata esclusivamente online attraverso la piattaforma ReStart. Tra i documenti richiesti figurano il modulo delle dichiarazioni, il riepilogo del test di pre-screening superato e il preventivo di un Organismo di Certificazione presente nell’elenco previsto dall’avviso.

Un elemento da tenere presente è proprio la natura a sportello della misura: le domande vengono istruite secondo l’ordine cronologico di invio e la chiusura dell’avviso può essere anticipata in caso di esaurimento dei fondi.

Il percorso, una volta ottenute le agevolazioni, dovrà concludersi con il conseguimento della certificazione entro il 30 giugno 2027, salvo eventuali proroghe comunicate da Unioncamere.


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