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Congedo di maternità e paternità: anche con la partita Iva è un diritto

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Per troppo tempo si è pensato che il congedo di maternità o paternità fosse un privilegio riservato solo ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti. In realtà, la legge prevede tutele anche per chi lavora in autonomia e ha una partita Iva, compresi coloro che operano in regime forfettario.

Vediamo insieme requisiti, importi e modalità per non perdere questo importante sostegno. Puoi trovare ulteriori informazioni sul sito dell’Inps che ha reso noto nei giorni scorsi tutto ciò che serve per accedere alla misura.

Chi può richiederlo?

Il congedo di maternità spetta a:

Lavoratrici dipendenti assicurate all’Inps.

Lavoratrici disoccupate o sospese, in particolari condizioni.

Lavoratrici domestiche, agricole o a domicilio.

Professioniste e lavoratrici autonome con partita Iva, anche in regime forfettario.

Il congedo di paternità “alternativo” spetta invece ai papà quando la madre non può fruirne (per motivi di salute, rinuncia, abbandono o decesso).

Requisiti per le partite Iva

Per accedere all’indennità di maternità/paternità, occorre:

Aver versato i contributi nella propria gestione previdenziale.

Aver versato almeno 1 mese di contributi nei 12 mesi precedenti.

Presentare domanda entro i tempi previsti, allegando i documenti richiesti.

Se non si rispettano i requisiti reddituali o contributivi, purtroppo l’indennità non viene riconosciuta.

Inps

L’indennità

L’indennità corrisponde in genere all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata sul reddito dichiarato.

Per i dipendenti, l’anticipo lo fa il datore di lavoro, con successivo conguaglio Inps.

Per le partite Iva, l’Inps o la cassa previdenziale eroga direttamente l’importo.

Durata del congedo

Maternità: 5 mesi complessivi, di cui 2 prima e 3 dopo il parto (salvo flessibilità o motivi medici).

Paternità alternativo: per il periodo non fruito dalla madre, nei casi previsti.

Se il neonato viene ricoverato, la madre può sospendere l’astensione e riprenderla al momento della dimissione.

Come e quando fare domanda

Prima dell’inizio del congedo (o entro i termini per le autonome).

Tramite portale Inps, patronato o cassa previdenziale di riferimento.

Allegando certificati medici e documenti richiesti.

Attenzione: la domanda si prescrive entro un anno dalla fine del periodo indennizzabile.

Consigli pratici

Controlla sempre il tuo estratto conto contributivo.

Valuta con il commercialista o un patronato la tua posizione (partita Iva, gestione Inps, reddito annuo).

Muoviti per tempo: la burocrazia non è amica delle neomamme e dei neopapà.

Perché è importante

La maternità e la paternità non sono “pause dal lavoro”, ma diritti fondamentali per tutelare la salute, la crescita del bambino e la serenità della famiglia.

Anche chi lavora in autonomia, con sacrifici e spesso senza garanzie, deve poter contare su questa protezione.

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