Violenza di genere allo scoperto, la prima di Iceberg è un successo
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Può un bicchiere di vino essere una red flag? Può il cantare in pubblico diventare atto di ricostruzione di se stesse? E soprattutto, si può tornare a sorridere anche quando si è vissuto l’inenarrabile?
Sono tante le domande che lo spettacolo “Iceberg”, andato in scena in prima nazionale a Mogliano il 7 marzo ci fa porre, e piano piano nel corso della narrazione ci aiuta a trovare le risposte. Risposte che forse non sono le stesse per tutte e tutti, ma che valgono come prezioso momento di riflessione.
“Iceberg” il progetto di Met – Marche Eventi Teatro e Casa delle Donne di Jesi
Il progetto teatrale, prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e Casa delle Donne di Jesi, andato in scena al Teatro Apollo ha visto protagonista il bellissimo testo di Elisabetta Tulli (allo stesso tempo autrice e interprete) insieme alla intelligente e sensibile regia di Roberto Rossetti.

Sul palco gli attori e le attrici, straordinariamente affiatati, riescono a trovare la strada non solo del cuore pubblico, spesso profondamente commosso, ma anche la via della consapevolezza.
I vari quadri che si susseguono mettono in scena in maniera concreta, realistica e dolorosa quanto accade davvero nelle relazioni abusanti e riesce a darci alla perfezione il senso del titolo dello spettacolo. Infatti all’inizio, nelle parole delle protagoniste, l’abuso è solo un lontano sentore, qualcosa che possiamo immaginare, ma che non conosciamo finché non iniziamo a scavare nelle loro vite.
Il racconto si dipana mostrandoci come purtroppo chiunque può diventare vittima e che esistono tante e differenti forme di violenza, ma ci mostra anche come la lotta alla violenza di genere non è una guerra tra maschi e femmine. Accanto all’immagine di un uomo abusante c’è un esempio di uomo dalla straordinaria (che dovrebbe essere ordinaria) capacità di accoglienza, empatia e supporto.
Un cast prezioso e di valore
Il cast si è dimostrato all’altezza in ogni sfumatura narrativa, dalle più gentili alle più cattive e drammatiche. Rosetta Martellini offre un’interpretazione che cresce e si fa centrale in uno dei momenti più emozionanti della serata, mentre Francesco Properzi mai eccessivo porta sul palco una figura profondamente reale.

Enrico Verdicchio costruisce la sua parte con un evoluzione altrettanto realistica, mentre le protagoniste Elisabetta Tulli e Chiara Bonfrisco guidano lo spettatore con autenticità attraverso i frammenti di vita raccontati in scena, arricchendo lo spettacolo anche con momenti musicali cantati dal vivo che amplificano l’intensità emotiva del racconto.
Ottimo il lavoro fatto anche dal resto: Benedetta Morichetti ed Elena Galassi alternano con efficacia momenti di forte intensità a passaggi più leggeri, mentre David Scocco, Alessandro Torquati e Victoria Pompei completano il tutto in maniera impeccabile.
L’importanza di fare rete
Al di là dell’onda emotiva suscitata dallo spettacolo, e dagli indubbi meriti di tutte e tutti, c’è un punto da sottolineare: la scelta di collaborare con la Casa delle Donne di Jesi, di essere formati e avere accesso a storie reali.

Questa decisione rende lo spettacolo uno straordinario strumento di sensibilizzazione e per questo sostenuto anche dalla preziosa rete costruita dalla produttrice Roberta Nuzzaci. Infatti a sostenere l’evento sono intervenuti il Banco Marchigiano, Cna Impresa Donna Marche, la cooperativa il Faro e le Sorelle Feleppa.
I prossimi appuntamenti saranno infine abbinati a momenti formativi con esperti ed esperte del tema.
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Scrittrice, blogger digital strategist. Laureata in Scienze della Comunicazione, è fondatrice del blog “C'era una mamma”, dove racconta con ironia e autenticità il mondo della maternità e della crescita personale. Autrice di libri come “C’era una mamma – Una vita quasi da favola” e “La mia amica Guty” (favola ecologica per bambini) e formatrice, ha ideato progetti educativi su cittadinanza digitale e lotta al bullismo e parità di genere. Oltre alla scrittura, è un’attivista che ricopre il ruolo di presidente di CNA Impresa Donna Marche e Macerata, impegnata nella promozione dell’imprenditoria femminile e nell’empowerment delle donne italiane.







