Una scena dello spettacolo Iceberg
"Iceberg" (Foto Luca Cruciani)

Violenza di genere allo scoperto, la prima di Iceberg è un successo

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Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Può un bicchiere di vino essere una red flag? Può il cantare in pubblico diventare atto di ricostruzione di se stesse? E soprattutto, si può tornare a sorridere anche quando si è vissuto l’inenarrabile?

Sono tante le domande che lo spettacolo “Iceberg”, andato in scena in prima nazionale a Mogliano il 7 marzo ci fa porre, e piano piano nel corso della narrazione ci aiuta a trovare le risposte. Risposte che forse non sono le stesse per tutte e tutti, ma che valgono come prezioso momento di riflessione.

“Iceberg” il progetto di Met – Marche Eventi Teatro e Casa delle Donne di Jesi

Il progetto teatrale, prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e Casa delle Donne di Jesi, andato in scena al Teatro Apollo ha visto protagonista il bellissimo testo di Elisabetta Tulli (allo stesso tempo autrice e interprete) insieme alla intelligente e sensibile regia di Roberto Rossetti.

Una scena di Iceberg
(Foto Luca Cruciani)

Sul palco gli attori e le attrici, straordinariamente affiatati, riescono a trovare la strada non solo del cuore pubblico, spesso profondamente commosso, ma anche la via della consapevolezza.

I vari quadri che si susseguono mettono in scena in maniera concreta, realistica e dolorosa quanto accade davvero nelle relazioni abusanti e riesce a darci alla perfezione il senso del titolo dello spettacolo. Infatti all’inizio, nelle parole delle protagoniste, l’abuso è solo un lontano sentore, qualcosa che possiamo immaginare, ma che non conosciamo finché non iniziamo a scavare nelle loro vite.

Il racconto si dipana mostrandoci come purtroppo chiunque può diventare vittima e che esistono tante e differenti forme di violenza, ma ci mostra anche come la lotta alla violenza di genere non è una guerra tra maschi e femmine. Accanto all’immagine di un uomo abusante c’è un esempio di uomo dalla straordinaria (che dovrebbe essere ordinaria) capacità di accoglienza, empatia e supporto.

Un cast prezioso e di valore

Il cast si è dimostrato all’altezza in ogni sfumatura narrativa, dalle più gentili alle più cattive e drammatiche. Rosetta Martellini offre un’interpretazione che cresce e si fa centrale in uno dei momenti più emozionanti della serata, mentre Francesco Properzi mai eccessivo porta sul palco una figura profondamente reale.

I saluti finali dello spettacolo
(Foto Luca Cruciani)

Enrico Verdicchio costruisce la sua parte con un evoluzione altrettanto realistica, mentre le protagoniste Elisabetta Tulli e Chiara Bonfrisco guidano lo spettatore con autenticità attraverso i frammenti di vita raccontati in scena, arricchendo lo spettacolo anche con momenti musicali cantati dal vivo che amplificano l’intensità emotiva del racconto.

Ottimo il lavoro fatto anche dal resto: Benedetta Morichetti ed Elena Galassi alternano con efficacia momenti di forte intensità a passaggi più leggeri, mentre David Scocco, Alessandro Torquati e Victoria Pompei completano il tutto in maniera impeccabile.

L’importanza di fare rete

Al di là dell’onda emotiva suscitata dallo spettacolo, e dagli indubbi meriti di tutte e tutti, c’è un punto da sottolineare: la scelta di collaborare con la Casa delle Donne di Jesi, di essere formati e avere accesso a storie reali.

Lo spettacolo Iceberg, i saluti finali
(Foto Luca Cruciani)

Questa decisione rende lo spettacolo uno straordinario strumento di sensibilizzazione e per questo sostenuto anche dalla preziosa rete costruita dalla produttrice Roberta Nuzzaci. Infatti a sostenere l’evento sono intervenuti il Banco Marchigiano, Cna Impresa Donna Marche, la cooperativa il Faro e le Sorelle Feleppa.

I prossimi appuntamenti saranno infine abbinati a momenti formativi con esperti ed esperte del tema.


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Scrittrice, blogger digital strategist. Laureata in Scienze della Comunicazione, è fondatrice del blog “C'era una mamma”, dove racconta con ironia e autenticità il mondo della maternità e della crescita personale. Autrice di libri come “C’era una mamma – Una vita quasi da favola” e “La mia amica Guty” (favola ecologica per bambini) e formatrice, ha ideato progetti educativi su cittadinanza digitale e lotta al bullismo e parità di genere. Oltre alla scrittura, è un’attivista che ricopre il ruolo di presidente di CNA Impresa Donna Marche e Macerata, impegnata nella promozione dell’imprenditoria femminile e nell’empowerment delle donne italiane.

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