Assegno unico, Isee e famiglie reali: cosa c’è da sapere
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Sono giorni caldi per l’Isee e per chi si occupa di rilasciarlo. L’Indicatore della situazione economica equivalente, appunto Isee, è necessario per accedere a prestazioni sociali la cui erogazione dipende dalle condizioni economiche della famiglia. In particolare in questi giorni, il suo utilizzo è legato all’aggiornamento dei valori dell’Assegno Unico Universale.
Corsa all’Isee
L’Inps ha fatto sapere che i valori dell’Assegno Unico dal 2026 vengono adeguati dell’1,4% per rispondere all’inflazione registrata dall’Istat. «Questa revisione – si legge in una nota dell’istituto – non tocca solo le cifre erogate per ogni figlio, ma innalza anche le soglie Isee per l’accesso ai vari scaglioni, offrendo un doppio vantaggio: importi più alti e la possibilità di rientrare in fasce di reddito più favorevoli».
Sebbene l’erogazione di febbraio si basi ancora sul vecchio indicatore, marzo rappresenta il vero spartiacque. Per continuare a ricevere l’importo calcolato sulla propria reale situazione economica, è necessario presentare la nuova Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica). In assenza di un Isee aggiornato entro la fine di febbraio, l’Inps erogherà d’ufficio solo l’importo minimo previsto dalla legge. C’è comunque una finestra di recupero: chi presenterà la documentazione entro il 30 giugno 2026 avrà diritto al ricalcolo delle somme e alla ricezione di tutti gli arretrati maturati a partire da marzo».
Scatta quindi la corsa al rinnovo dell’Isee che, pur essendo una autocertificazione, che si può compilare direttamente nel sito dell’Inps o ottenere attraverso un Centro di assistenza fiscale, non è affatto scontato nella sua compilazione e immediato da comprendere.
Molti sono i dubbi che possono sorgere riguardo i soggetti che devono essere inseriti nel nucleo familiare e molto spesso situazioni non definite ricadono sulle donne.
Sabrina Bernacchini, operatrice fiscale da centinaia di Isee
Per questo abbiamo chiesto indicazioni a Sabrina Bernacchini, operatrice fiscale dell’Acli Service Macerata srl da 19 anni, che nel 2025 ha preparato più di 500 Isee e nel 2026, dopo aver superato le 200 compilazioni nel mese di gennaio, si avvia a fare altrettanto.

«La nostra è una missione – spiega – una sorta di vocazione con tante difficoltà. Come operatrici e operatori dobbiamo intervistare approfonditamente chi viene per l’Isee per restituire il quadro reale del nucleo familiare. Se si inseriscono informazioni sbagliate, a rimetterci è l’utente. Inoltre, se in passato l’Isee, come autocertificazione, consentiva di dichiarare in autonomia i propri dati, oggi è richiesto un corredo di documentazione notevole».
Isee, cos’è e come funziona
L’Isee serve a fornire una valutazione della situazione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio e di una scala di equivalenza che varia in base alla composizione del nucleo familiare. L’indicatore tiene conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore per i nuclei con tre o più figli o dove sono presenti persone con disabilità o non autosufficienti.
«Innanzitutto – precisa Bernacchini – l’Isee è un documento che mette al centro figli e figlie perché è a loro beneficio. Quindi nel documento si parla di genitori, non di soggetti qualunque».
Separazione legale e divorzio, cosa succede nella valutazione
Parlare di famiglia oggi è sempre più complicato e i nuclei previsti dall’interpretazione tradizionale sono sempre di meno. Per questo le situazioni da affrontare sono diverse. Partiamo dalla separazione legale e dal divorzio.
«In caso di divorzio o separazione legale, non di fatto – spiega l’operatrice – ci sono due fattispecie. La prima è quella in cui uno dei due coniugi si trasferisce: in questo caso l’Isee non terrà conto del coniuge che si è trasferito. Se invece i due coniugi continuano a convivere allora per l’Isee si terrà conto di entrambi
Non dimentichiamo che se uno dei due coniugi versa assegni di mantenimento nei confronti dell’altro, il valore che viene inserito nell’Isee è quello del mantenimento percepito che non sempre corrisponde a quello previsto dalla sentenza di separazione o divorzio. Può accadere ad esempio che per difficoltà economiche momentanee, il coniuge non riesca, magari per un periodo, a versare l’importo complessivo e, in questo caso, a fini Isee, si considera solo l’effettivo importo versato».
Coppie di fatto e il problema nucleo familiare
I matrimoni sono in diminuzione ormai da anni e sono sempre di più le coppie di fatto: «Il caso più problematico – evidenzia Bernacchini – è quello dei genitori non coniugati e non conviventi. In questo caso i redditi di entrambi vanno comunque inseriti nell’Isee. Il padre può essere esentato solo se si trova all’estero o se c’è una sentenza del tribunale che riconosce il mantenimento. Se l’affido viene dato in esclusiva alla madre, il padre viene escluso dall’isee».
Le separazioni di fatto che penalizzano le donne
Una delle situazioni che mettono maggiormente in difficoltà le donne sono le separazioni di fatto: «La separazione di fatto non consente di escludere il padre dall’Isee: nella realtà sono tante purtroppo le donne che non riescono a fare l’Isee per irreperibilità del coniuge e sono costrette a rinunciare a benefici ai quali avrebbero diritto».
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







