Ancona, Community Land: nei quartieri nasce una rete che sostiene le donne
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Ad Ancona prende il via Community Land, un progetto di innovazione sociale che punta a rafforzare le reti di comunità nei quartieri del Piano San Lazzaro, Vallemiano, Archi e Stazione, coinvolgendo anche i comuni di Osimo, Falconara e Jesi. L’iniziativa è stata presentata ieri nella sede dei Salesiani ed è promossa da Salesiani per il Sociale Italia Centrale insieme a Amad Associazione Multietnica Antirazzista Donne, Terzavia Odv, Casa delle Culture Aps, Fondazione Pangea Ets e Arcopolis Aps.
Il progetto, finanziato nell’ambito del Pr Marche Fse+ 2021-2027 – Asse Inclusione sociale, mette in campo 13 interventi per un valore complessivo di quasi 800 mila euro e coinvolge già oltre 50 professionisti e operatori sociali insieme a numerosi volontari.
Comunità e solidarietà nei quartieri
Community Land nasce per rafforzare le relazioni di prossimità e contrastare fragilità sociali e povertà educativa. Tra le azioni previste ci sono la Banca del Tempo, sistema di scambio solidale in cui il tempo diventa la “moneta” con cui le persone si aiutano, e le Famiglie Mentori, pensate per sostenere nuclei familiari in difficoltà.
Il progetto prevede anche un Polo di presa in carico che offre ascolto e accompagnamento personalizzato a persone e famiglie fragili, mentre iniziative culturali e partecipative, come il podcast “Come un Marziano”, l’Orchestra di Piazza Ugo Bassi, le Officine di Comunità e il progetto di arte urbana Art in My Heart, puntano a costruire nuove narrazioni dei quartieri, valorizzandone la ricchezza sociale e culturale.
Durante la presentazione è emerso con forza come i quartieri coinvolti siano spesso raccontati solo attraverso le loro difficoltà. In realtà qui operano da anni associazioni, gruppi e cittadini che producono coesione, cultura e solidarietà. Community Land si inserisce proprio in questo tessuto già attivo, con l’obiettivo di rafforzarlo e renderlo più visibile e accessibile.
Donne al centro delle reti di comunità
Un ruolo centrale nel progetto è riconosciuto alle donne, non solo come beneficiarie di interventi di tutela ma come protagoniste di relazioni, cura e percorsi di autonomia.
Tra le azioni più significative ci sono i laboratori di auto-cambiamento e autostima promossi da Fondazione Pangea, percorsi di empowerment rivolti soprattutto a donne migranti o in condizioni di vulnerabilità. I laboratori mirano a rafforzare autostima, consapevolezza dei diritti ed educazione finanziaria, creando allo stesso tempo reti di solidarietà femminile. Per facilitare la partecipazione anche delle madri con figli piccoli, è previsto un servizio di babysitting e animazione.

Accanto a questi percorsi sarà attivato anche un servizio di supporto antiviolenza con help-chat multilingue, pensato per offrire un primo ascolto rapido e accessibile alle donne che vivono situazioni di violenza domestica, anche quando esistono barriere linguistiche o timore di esporsi.
Le donne sono inoltre tra le principali protagoniste del Polo di presa in carico gestito da Amad Associazione Multietnica Antirazzista Donne, che nei primi mesi di attività ha registrato già decine di accessi, soprattutto da parte di persone migranti. Qui è possibile ricevere supporto psicologico, legale e orientamento ai servizi, ma anche un accompagnamento concreto nelle pratiche quotidiane, dal rinnovo dei documenti all’attivazione dello Spid.
Sempre in questa direzione si inserisce il progetto “Adotta un Nipote”, che mette in relazione famiglie monoparentali, spesso guidate da madri sole, con anziani soli, creando una rete di sostegno reciproco capace di contrastare isolamento e solitudine.
Una comunità che si prende cura
Secondo l’assessore regionale al Terzo settore Tiziano Consoli, il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e Terzo settore per contrastare marginalità ed esclusione sociale.
Anche Simona Lanzoni, vicepresidente di Fondazione Pangea, ha sottolineato come partire dalle donne significhi costruire comunità più forti: percorsi di autonomia, consapevolezza e uscita dalla violenza non riguardano solo le singole persone, ma trasformano l’intero tessuto sociale.
Community Land durerà 24 mesi e punta a costruire quartieri più inclusivi, dove relazioni di fiducia, cultura e solidarietà possano diventare la base di una comunità capace di prendersi cura di tutte e tutti.
I servizi di Community Land: Banca del Tempo
È un sistema di scambio solidale: il tempo diventa la “moneta” con cui le persone si aiutano. Un’ora data equivale a un’ora ricevuta, senza scambi di denaro. Dentro la banca del tempo possono entrare attività molto concrete: ripetizioni scolastiche, supporto domestico, accompagnamenti, piccole consulenze e laboratori pratici. Il progetto prevede un registro digitale e fisico per incrociare offerte e richieste, e un’organizzazione che rende lo scambio semplice e verificabile.

Perché è importante: perché rimette in moto competenze e relazioni, riduce solitudine e isolamento, e crea fiducia tra persone che spesso vivono nello stesso quartiere senza incontrarsi davvero.
Famiglie Mentori
È un sistema di supporto educativo e relazionale per bambini, ragazzi e famiglie in difficoltà, con un patto di collaborazione tra famiglie mentori, famiglie beneficiarie e servizi del territorio. Il cuore dell’azione è la quotidianità: doposcuola, supporto compiti, attività sportive e ricreative, accompagnamento educativo e sostegno alla genitorialità.
Perché è importante: perché lavora sulla povertà educativa non con interventi spot, ma con una rete familiare e comunitaria che sostiene nel tempo.
App “Giovani Attivi”
È una piattaforma digitale pensata per favorire il protagonismo giovanile, rendendo più facile l’accesso a opportunità formative e di volontariato, con strumenti di orientamento e supporto tra pari. L’obiettivo è creare un ponte tra i giovani e ciò che il territorio già offre, spesso in modo frammentato: iniziative, percorsi, esperienze di cittadinanza attiva.
Perché è importante: perché intercetta i giovani dove già si informano (online), ma li accompagna verso esperienze reali, sociali, formative.
Polo di presa in carico
È un presidio centrato sulla persona: ascolto, orientamento e accompagnamento per chi vive fragilità. Il polo offre un ambiente sicuro dove trovare supporto emotivo, psicologico e
aiuto pratico per “muoversi” tra burocrazia, diritti, istruzione, formazione e servizi.
Il lavoro prevede colloqui individuali e la costruzione di un progetto personalizzato, con accompagnamento ai servizi e attenzione alla mediazione linguistica quando necessaria.
Perché è importante: perché riduce le distanze tra bisogni e risposte, e previene
l’abbandono: non si limita a “dare un’informazione”, ma segue il percorso.
“Come un Marziano”
Narrazioni di comunità (Podcast)
È un podcast che dà voce ai quartieri multietnici di Ancona e dei comuni limitrofi attraverso storie e interviste che raccontano prospettive diverse, con l’obiettivo di sensibilizzare su inclusione, educazione civica e incontro tra culture. La produzione è partecipata: una redazione composta anche da persone migranti, un lavoro continuativo sul campo, e un percorso che porta alla realizzazione di puntate e
Contenuti.
Perché è importante: perché cambia lo sguardo. Non parla “dei quartieri”, ma parla con i quartieri, rendendo visibili storie spesso ignorate.
Adotta un Nipote
È un servizio di supporto intergenerazionale che mette in relazione famiglie monoparentali e anziani soli, creando legami di scambio, presenza e aiuto reciproco. Prevede un percorso strutturato: raccolta bisogni e disponibilità, matching tra famiglie e anziani, monitoraggio e uno sportello dedicato.
Perché è importante: perché riduce solitudine e isolamento su entrambi i fronti e
trasforma due fragilità in una relazione di sostegno.
Laboratori di auto-cambiamento e autostima
Sono laboratori di empowerment pensati soprattutto per donne migranti e in condizioni di vulnerabilità, con l’obiettivo di costruire legami di solidarietà e mutuo aiuto e rafforzare consapevolezza, autostima e capacità di scelta. Il percorso è organizzato su territori diversi (Ancona, Falconara, Osimo) e prevede anche supporti pratici come babysitting/animazione per facilitare la partecipazione.
Perché è importante: perché l’autonomia non si dichiara: si costruisce, insieme, con strumenti concreti.
Supporto anti-violenza e help-chat multilingue
È un servizio digitale di primo ascolto e supporto per donne vittime di violenza, con attenzione alla dimensione interculturale e con la possibilità di attivare una gestione integrata dei casi. La chat rende più semplice chiedere aiuto in modo rapido, anche quando la persona vive barriere linguistiche o paura di esporsi.
Perché è importante: perché abbassa la soglia di accesso alla protezione e rende la
richiesta di aiuto più raggiungibile.
Officine di Comunità
È un’azione di attivazione comunitaria in due direzioni: una mappatura dei presìdi territoriali e degli spazi attivabili per iniziative comunitarie; un lavoro di ascolto e animazione con appuntamenti tematici costruiti sui bisogni reali degli abitanti (mercatini del baratto, passeggiate di quartiere, cene comunitarie, tandem linguistici e altro).
Perché è importante: perché mette ordine nelle risorse già presenti e crea nuove
occasioni di partecipazione, soprattutto per chi di solito resta ai margini.
Pagine in movimento
Porta libri e lettura fuori dai luoghi tradizionali: punti prestito diffusi, letture bilingue, incontri pratici di apprendimento linguistico e attività per familiarizzare con la biblioteca digitale (MLOL).
Perché è importante: perché la cultura, quando arriva vicino, diventa strumento di
inclusione e socialità, soprattutto per le fasce vulnerabili.
Art in My Heart
È un percorso che unisce ascolto e arte urbana: raccolta di storie di vita, incontri con le comunità culturali del quartiere Archi, e realizzazione di opere (murales) che rappresentano culture e vissuti degli abitanti. L’obiettivo è rafforzare il senso di appartenenza, contrastare degrado e intolleranze, e valorizzare le persone come protagoniste del quartiere.
Perché è importante: perché la cura dei luoghi passa anche dalla cura delle storie:
quando un quartiere si riconosce, cambia.
Case Aperte
È una rete di ospitalità interculturale: famiglie che aprono la propria casa per pranzi o cene condivise, e quando possibile anche con pernottamento concordato, per creare conoscenza reciproca e legami informali. L’obiettivo è costruire una rete stabile di “case aperte” e rendere l’ospitalità un’esperienza continuativa e sostenibile.
Perché è importante: perché l’inclusione, spesso, nasce attorno a un tavolo.
Orchestra di Piazza Ugo Bassi
È un ensemble musicale interculturale aperto a cittadini di origini diverse. La musica diventa lo strumento per favorire coesione sociale, dialogo e integrazione.
Il progetto prevede audizioni, laboratori e prove, e momenti pubblici in cui l’orchestra restituisce alla città il lavoro fatto, coinvolgendo la comunità non solo come pubblico, ma come parte del processo.
Perché è importante: perché crea un “noi” concreto, dove differenze e competenze si armonizzano in un’esperienza comune.
Sito: https://www.salesianiancona.it/communityland/
Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61583360308825&locale=it_IT
Instagram: https://www.instagram.com/progettocommunityland/
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