Semplicemente Donna: così il coraggio è diventato evento di comunità
C’è un teatro pieno, un silenzio che pesa e poi un applauso che scuote. La 13ª edizione del Premio Internazionale Semplicemente Donna – Harmony Award ha trasformato il Teatro Mario Spina di Castiglion Fiorentino in un luogo in cui le emozioni non si limitano a passare: restano, mettono radici e invitano a guardare la realtà con occhi nuovi.
La serata si è aperta con le note delicate della cantautrice Novella, un’introduzione morbida prima dell’impatto con una delle verità più brutali del nostro presente: le donne uccise: 90 nel 2024, 76 nei primi mesi del 2025, numeri che non sono statistiche ma assenze. Da lì in avanti, i conduttori Guido Albucci e Giacomo Marinelli Andreoli hanno guidato il pubblico in un percorso fatto di testimonianze, vulnerabilità, consapevolezza e speranza.
Le voci che cambiano le coscienze
Sul palco sono salite donne che hanno attraversato la violenza, l’hanno riconosciuta troppo tardi o l’hanno anticipata prima che esplodesse.
Le storie di Alessandra Accardo e Linda Moberg hanno lasciato una traccia profonda: un monito lucido e necessario. La prevenzione, hanno ricordato, non nasce davanti ai titoli di cronaca nera, ma nell’educazione e nel riconoscimento dei segnali prima che tutto precipiti.
Il teatro, con Accardo, si è trasformato in un unico grande respiro che esplode in un urlo liberatorio, un gesto collettivo in cui dolore e forza si intrecciano.
L’orgoglio delle eccellenze femminili
Applausi lunghi e convinti hanno celebrato figure che, ciascuna nel proprio ambito, stanno riscrivendo modelli e possibilità:
Donatella Cinelli Colombini, pioniera del Brunello, dell’enoturismo e dell’imprenditoria femminile.
Adriana Santanocito, innovatrice della moda sostenibile, che dimostra come bellezza e responsabilità possano convivere.
Le ospiti internazionali Alganesh Fessaha, Aminatou Haidar e Latifa Ibn-Ziaten, simboli di lotte che attraversano continenti, unite da una convinzione semplice e rivoluzionaria: la pace si costruisce educando.
Il teatro ha abbracciato anche figure istituzionali e sportive: la poliziotta Ilva Sapora, la colonnello Emma Palombi, la regista Francesca Cavallo e l’allenatrice Alessandra Campedelli, che dopo Iran e Pakistan guarda all’Africa per continuare la sua missione di sport e parità.

Quando la paura diventa favola
Tra i momenti più commoventi, la testimonianza della giornalista Federica Angeli, sotto scorta da dodici anni per le sue inchieste sulla mafia di Ostia.
Per proteggere i suoi bambini, un giorno decise di trasformare la paura in poesia: «La mamma ha scritto un articolo bellissimo e quindi ora abbiamo gli autisti». Erano gli uomini della scorta.
Una frase che ha riecheggiato nel Teatro Spina con l’intensità tenera de La vita è bella: il tentativo struggente di fare da scudo ai più piccoli, anche quando la vita chiede troppo.
La voce che non si piega: don Maurizio Patriciello
A chiudere la serata, il sacerdote simbolo della lotta nella Terra dei Fuochi, don Maurizio Patriciello.
Ha raccontato la sua battaglia contro i clan, l’incontro con un boss, le piazze che da poche decine sono diventate centomila persone. E, quasi con ironia, la sua “storia di miracoli”: il messaggio alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ignorato una prima volta, considerato una seconda e poi trasformato in una visita reale a Caivano.
Storie così, quando risuonano in un teatro pieno, smettono di essere episodi personali e diventano patrimonio comune.
Un premio che è una comunità
Lo ha ricordato il sindaco Mario Agnelli: da sette anni Castiglion Fiorentino fa partire storie difficili, ma anche messaggi luminosi, rivolti soprattutto ai più giovani. E lo hanno ribadito con forza gli organizzatori Chiara Fatai e Angelo Morelli: «Il Semplicemente Donna è una grande famiglia».
Perché il vero cuore del premio non batte solo sul palco, ma nelle scuole. 2.500 studenti, 20 istituti, centinaia di domande, confronti, occhi che si aprono. È lì che nasce davvero la cultura del rispetto.







