Bianca Hirata - Co fondatrice di Donnexstrada
Bianca Hirata, co fondatrice di Donnexstrada

Donnexstrada, aiuti concreti ideati da un gruppo di amiche

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Donnexstrada oggi consta su Instagram 249 mila follower e 600 Punti Viola in tutta Italia
Come ha fatto una realtà nata da un gruppo di ragazze venticinquenni di Roma a diventare un’associazione consolidata, punto di riferimento per il contrasto alla violenza di genere?

«Una cosa che conosciamo bene, sono le strade non sicure». Così Bianca Hirata, co fondatrice e direttrice creativa di Donnexstrada, mercoledì 25 novembre, al Polo Pantaleoni di Macerata, durante l’incontro promosso da Officina Univesitaria, visibilmente commossa, ha raccontato l’Associazione. Una realtà nata nel 2021, in piena pandemia. dopo l’omicidio di Sarah Everard.

Tutte noi siamo Sarah Everard

Sarah Everard, era una ragazza che faceva la cameriera a Londra, il 3 marzo 2021, è stata seguita, stuprata e uccisa da un poliziotto.
«Sarah faceva la cameriera, un lavoro che ti fa tornare a casa anche molto tardi la sera, ti crea orari sballati ed è anche molto faticoso, anche perché spesso ti confronti con uomini che sono maschilisti. Tutte noi sappiamo cosa voglia dire stare in quegli ambienti, tutte noi siamo state Sarah, colpita dalla cultura patriarcale. Allo stesso tempo Sarah ci ha ricordato che la strada non è sicura.

«Noi da sempre eravamo attente al tema, soprattutto durante la pandemia, dove a causa della quarantena c’è stato un acuirsi di casi legati alla violenza domestica».
È stata la volontà di voler contrastare la violenza di genere, che ha fatto muovere Hirata e le sue amiche.

Dalle parole ai fatti su Instagram

Così dalle parole si passa ai fatti, viene creata una pagina Instagram, con l’intento di tenere compagnia a tutte quelle persone che non si sentivano sicure di camminare in giro per strada da sole la sera. Chiunque avesse voluto, avrebbe potuto contattare una delle ragazze.

«Quante volte, girando per strada da sole – precisa – abbiamo chiesto ad una nostra amica, nostra madre, zia, fidanzato di tenerci compagnia. Spesso però farlo con persone che conosci può portare ad un giudizio negativo, ti dicono che sei esagerata, farlo con delle sconosciute evita lo stigma».

I primi quattro giorni la pagina é deserta, ma dopo pochissimo si anima, e in breve tempo L’Instagram di Donnexstrada esplode e arriva a 100mila follower: «Ci arrivavano 80 chiamate al giorno, molte non credevano che questo servizio esistesse veramente».

La sicurezza viaggia su un app



Così una volta stabilita la presenza social la pagina Instagram offre #diretteperstrada
«tutte le donne in giro per l’Italia erano collegate tramite una diretta, per tenersi compagnia a vicenda. Un evento unico. Purtroppo però per problemi relativi ai dati e alla privacy non abbiamo potuto continuare questo servizio su Instagram, ma tutto questo é diventato una start up, Viola walk home.

Non sono mancati i commenti negativi, «soprattutto da parte dei maschi che minimizzavano il problema dicendo cose del tipo “vabbè dai ma mica vi mandano in guerra”
Non capivano che il problema è la percezione che noi abbiamo della strada, quegli sguardi che ti puntano, non si ha idea di quanto ti possano spogliare. Lo scopo della pagina era semplice, volevamo dare la la possibilità a chi voleva di poter parlare con una di noi».

Poster della campagna di donnexstrada dei Punti viola
Poster dei Punti Viola

L’idea “spagnola” dei Punti Viola

«Dopo un anno di progetto, siamo riuscite ad ottenere dal governo Conte, dei fondi del Pnrr, fondi grazie ai quali abbiamo potuto vivere un sogno. – Non era scontato che delle ragazze di 25 anni, avviassero un progetto del genere, raggiungendo in così poco tempo questi traguardi importanti – Grazie a questi fondi abbiamo cominciato a fare dei week-end in giro per l’Europa, per studiare come veniva fatto il femminismo praticato nelle altre città. A Barcellona ci si è illuminato il cuore, vediamo dei manifesti con su scritto “se non ti senti al sicuro, chiedi aiuto al barista o al proprietario del bar.” Questi sono i punti viola, composti da persone attente, che possono aiutare».

Ma oltre alle persone attente servono anche persone che siano formate, per gestire una richiesta di aiuto: «Chiedere aiuto va bene, ma se questa persona non è formata, rischia di fare più danni che altro».

Formazione e sensibilità fanno la differenza

«L’idea allora fu quella di applicare ciò che avevamo visto in Spagna, ma dare una base di formazione. Questo non è scontato perché questo processo richiede tempo, empatia e ascolto. Lavoriamo sulla sensibilità».

Il progetto di formazione parte, così l’associazione apre i suoi primi cento Punti Viola.
«Abbiamo ricevuto moltissimi messaggi di solidarietà, ma allo stesso tempo anche molti commenti negativi sull’iniziativa, molti si chiedevano a cosa servissero questi spazi. Semplice, sono persone che hanno fatto un corso di formazione e anche se nessuna donna gli chiedesse aiuto, possono applicare queste conoscenze nella vita di tutti i giorni. Prendiamo ad esempio il ragazzo, cameriere, che ha fatto il corso di formazione, la sera si ritrova a parlare con la ragazza, magari sa come comportarsi. Questo non è assolutamente scontato».

Dopo qualche tempo, arrivano altre soddisfazioni, dopo l’apertura dei primi Punti Viola, arriva l’interessamento anche delle aziende, che pagano altri Punti Viola, arrivando così a circa 600 in tutta Italia, tra cui di recente troviamo anche l’Alleanza Coop 3.0.

«Noi abbiamo creato tutto questo tra amiche, in un bar, – prosegue Hirata – ma non perché siamo speciali, ma perché siamo partite da ciò di cui avevamo bisogno. Purtroppo molte donne vivono situazioni molto violente, alcune donne di trenta o quarant’anni non sanno nemmeno scrivere un curriculum, perché sposate da adolescenti, sono stata relegata a fare figli e basta. Dipendono così economicamente dal marito. Spesso ci confrontiamo anche con soggetti maschili che ci accusano di prenderci spazi che non sono nostri, ma gli spazi sono di tutte e di tutti».

Bianca Hirata, co fondatrice di Donnexstrada, durante la conferenza di ieri condotta da Officina Universitaria.
La conferenza condotta da Officina Universitaria

Donnexstrada oggi

Oggi Donnexstrada offre un aiuto concreto a tutte le donne che hanno bisogno, grazie al loro supporto psicologico, legale, nutrizionale, ginecologico e anche lavorativo.
Una realtà sempre più solida e radicata che dal 2021 aiuta moltissime donne, ma che allo stesso tempo fa anche riflettere sui rapporti umani. «Un consiglio, quando siamo fuori nel mondo e vediamo le persone, salutiamole. Anche un semplice buongiorno al barista che magari ci ha fatto un caffè, può avere un impatto notevole. Essere gentili muove veramente tanto».

L’incontro che ha visto protagonista Bianca Hirata, dal titolo La sera voglio uscire da sola”, è stato organizzato da Officina Universitaria. L’evento era ultimo appuntamento del ciclo di conferenze
“Le forme della violenza di genere” organizzate dall’Associazione studentesca in collaborazione con l’Alleanza coop 3.0.

Laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Macerata, ha collaborato con l’ufficio stampa di ateneo. Attualmente collabora con Cronache Junior e modera eventi.
Da tempo si dedica a studi e approfondimenti sulle questioni di genere perché crede che l’equità e la giustizia per tutte e tutti siano una conquista necessaria, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto e cortesia. Crede fermamente che attraverso la gentilezza si possano raggiungere grandi obbiettivi. E’ appassionato di cinema, scrittura e letteratura.

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