Racconta la tua donna invisibile: le prime candidature
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Donne invisibili ma che fanno nel mondo tanto rumore. Sono queste le storie che Donnemente ha deciso di raccontare e di valorizzare.
Le figure femminili nei secoli sono scomparse dai libri di storia, di letteratura, di musica. Oltre a ritrovare chi ha segnato la storia del passato, è necessario valorizzare l’attualità di quante, nei loro ambiti, si danno da fare per cambiare il mondo e la storia.
Per questo abbiamo lanciato il contest “Racconta la tua donna invisibile“. Una giuria qualificata sceglierà tra tutte le vostre candidature e autocandidature dieci donne da raccontare in un podcast.
La scadenza per la presentazione delle candidate è l’8 marzo ma vogliamo tenervi aggiornate passo passo sull’evoluzione del contest. Iniziamo quindi a presentarvi le prime cinque donne invisibili, tutte molto diverse tra loro, e le loro storie che meritano attenzione.
Zijada Karić, le ferite della guerra trasformate in bene
Zijada Karić è fuggita dall’assedio di Sarajevo durante la guerra in Bosnia per salvare i suoi figli, trovando prima rifugio in Croazia e poi, grazie a un’accoglienza fatta di umanità e solidarietà, ad Ancona e infine ad Arcevia, dove vive da oltre trent’anni.

Accolta senza documenti ma con grande comprensione, ha costruito lì una nuova vita: ha lavorato, cresciuto due figli che oggi sono adulti, sposati e con figli, e intrecciato legami profondi con la comunità. Nonostante le ferite della guerra, Zijada ha scelto di coltivare il bene, trasformandolo in gesti concreti di cura, creatività e vicinanza, attraverso l’arte, il volontariato e la partecipazione alla vita sociale e culturale del paese.
Il suo sorriso, la sua generosità e la sua capacità di creare ponti tra culture e fedi diverse hanno reso Arcevia una comunità più ricca, dimostrando come accoglienza, rispetto e solidarietà possano cambiare le vite, di chi arriva e di chi accoglie.
Mara Violani trasforma la malattia in un cambio di sguardo sulla vita
Fisioterapista dal 1995, Mara Violani di Bergamo ha scelto di raccontare pubblicamente la propria storia dopo la diagnosi di sclerosi multipla a ricadute e remissioni arrivata nel 2018, iniziando dal 2024 a “metterci la faccia” come persona comune, professionista sanitaria e paziente.

Attraverso interviste, articoli, testimonianze televisive e sui social, Mara condivide un percorso fatto di ostacoli, consapevolezza e resilienza, trasformando la malattia in un cambio di sguardo sulla vita e sul lavoro di cura.
La sua voce, autentica e competente, porta un messaggio di speranza, fiducia nella ricerca medica e nel futuro, offrendo luce a chi riceve una diagnosi che inizialmente toglie il respiro ma non cancella i sogni, né la possibilità di continuare a essere protagonisti della propria esistenza.
Caterina Calderoni e il successo che nasce dalla “normalità”
Caterina Calderoni è una consulente del lavoro di Bellaria – Igea Marina che ha costruito il proprio percorso professionale partendo da zero, senza reti di sostegno né eredità professionali, affidandosi esclusivamente allo studio, alla determinazione e alla tenacia.

La sua storia rende visibile una forma di successo spesso ignorata: quella che nasce dalla “normalità” e da una fatica quotidiana silenziosa, intrecciando indipendenza economica, carriera e genitorialità.
Tra pratiche seguite con un neonato in braccio e notti passate a studiare dopo aver messo a letto il figlio, Caterina ha rifiutato l’idea che l’ambizione professionale debba essere sacrificata alla maternità, affrontando un equilibrio precario e spesso estenuante. La sua testimonianza dà voce a tante donne che, lontano dai riflettori, costruiscono lavoro e famiglia con le sole proprie forze, trasformando la perseveranza e la competenza in una forza concreta e inarrestabile.
Sara Sangermano tra cura, comunicazione e un thriller in corsia
Sara Sangermano di Fiano Romano è infermiera da trent’anni, ha lavorato nel cuore dell’ospedale imparando ogni giorno a stare accanto alla fragilità e al dolore, trasformando l’esperienza di cura in una vocazione profonda.

Nel tempo è diventata formatrice e coach, creando percorsi dedicati agli operatori sanitari per migliorare la comunicazione, ritrovare il respiro nelle difficoltà e preservare l’umanità dentro ritmi spesso disumani.
A 54 anni ha conseguito una seconda laurea in comunicazione, dimostrando che il desiderio di crescere e di comprendere non ha età, e ha dato voce alla sua esperienza anche attraverso la scrittura, pubblicando il romanzo Nulla da sentire, un thriller psicologico ambientato tra corsie e vite silenziose.
Per anni invisibile nell’essere ma essenziale nel fare, Sara incarna la forza delle donne che tengono insieme lavoro, studio, famiglia e cura, lasciando segni profondi e duraturi proprio perché autentici e quotidiani.
Laura e Sabina, due vite parallele
Laura Gasparini e Sabina Cabrini sono due amiche di Milano e Brianza unite da un incontro speciale avvenuto durante un viaggio spirituale a Lourdes nell’ottobre 2023, da cui è nata un’amicizia profonda e autentica. Le loro vite, segnate da fragilità importanti, sono cambiate radicalmente, rendendo il quotidiano più complesso ma anche più consapevole: Laura ha perso la vista a 16 anni a seguito di un intervento chirurgico ed è affetta da una patologia rara, mentre Sabina convive con il dolore cronico e la fibromialgia.

La scrittura è diventata per entrambe uno spazio di resistenza e verità: il 9 dicembre 2024 hanno creato il canale WhatsApp “Due vite parallele”, dove condividono emozioni, sogni, speranze e frammenti di vita. Da questo percorso è nato anche il desiderio di dare voce agli altri, raccontando su YouTube storie ricevute da chi sente il bisogno di essere ascoltato, perché tutti meritano ascolto e tutti meritano di essere visti. Il loro sogno è racchiuso in un libro che sperano un giorno di pubblicare, per trasformare la fragilità in parola e la parola in possibilità.
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







