Valentina Cesarini
Valentina Cesarini

«Ho lasciato il posto fisso per la partita Iva»: Valentina Cesarini, Pisoliny e il coraggio di rimettersi in gioco

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Autrice e consulente strategica, si occupa di editoria e digital. Tra le sue attività, una newsletter sul sonno emotivo, corsi di formazione con tarocchi e carte Dixit e le Cene Tempestose


Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Può il gioco diventare uno strumento utile per affrontare la vita adulta? Valentina Cesarini, autrice e consulente strategica, lavora da 15 anni nel mondo del digital e della comunicazione tra scrittura, strategie social e progetti di formazione per privati e aziende. In questa intervista racconta come il gioco e l’utilizzo di strumenti non convenzionali possano influire positivamente sulla vita personale e professionale delle persone, risvegliando la creatività che spesso dimentichiamo di avere.

Lei ha un’esperienza di 15 anni nel mondo della comunicazione, in cui si occupa prevalentemente di editoria e digital, come si è sviluppato in questi anni e in cosa consiste attualmente il suo lavoro?

«Io in realtà sono laureata in Psicologia clinica, ma subito dopo l’università, siccome ero appassionata di digital, ho iniziato a lavorare a Milano nella redazione di Pig Magazine, una rivista che trattava di musica, moda, arte, cultura in generale, lifestyle, da un punto di vista indipendente. Sono entrata lì come responsabile del sito e social media manager.

Dopo questa esperienza sono passata ad occuparmi di community management con Deejay TV, il canale di Radio Deejay. E lì ho seguito per un paio d’anni due programmi per ragazzi che andavano in onda in diretta tutti i giorni. Facevo lavoro di redazione, lavoravo con gli autori e i redattori per creare ogni giorno nuove puntate.

Sono poi approdata a Mondadori, nello specifico ho lavorato a TV Sorrisi e Canzoni, come senior editor della pagina musica del sito. Dopo sei anni, avevo voglia di provare nuove avventure e quindi sono approdata a VD News, che nel 2021 era una start-up appena iniziata. Quello che ho fatto il primissimo anno è stato Head of Social. Ho formato le risorse junior sulla parte social e dato il via alla pagina TikTok, che in quel momento era ferma. Poi sono diventata Head of Content, mi sono occupata di coordinare la redazione, di coordinare il team autori sulla scelta dei servizi, come farli, come scrivere le interviste».

Aprire la partita Iva

Nel 2025 ha preso una decisione importante: passare da lavoratrice dipendente a freelance, com’è avvenuto questo passaggio?

«Una decisione importante, un bel salto nel buio. Però sentivo il bisogno di nuove energie. Era già qualche anno che mi ronzava un po’ in testa questa cosa, però da dipendente non me la sentivo di aprire la partita Iva. Lasciare il mio lavoro è stato difficile, mi trovavo in una realtà che mi è sempre piaciuta e avevo un bel rapporto con i colleghi. È stato un anno tosto, ho avuto una grande crisi personale di cui ho parlato anche nella newsletter che scrivo.

Valentina Cesarini
Valentina Cesarini

Ho fatto un approfondimento sul concetto di identità, di quanto non ci accorgiamo che l’identità lavorativa permea anche la nostra identità in generale. Quando fai un salto di questo tipo poi ti accorgi di alcune cose che prima non notavi. Da una parte perdi la ritualità che ti dà la vita lavorativa: la rete di colleghi, l’ ambiente e quindi ti senti un po’ cadere nel vuoto; dall’altra inizi ad avere dei ritmi tuoi, a decidere della tua gestione del tempo che è una cosa per niente banale».

Pisoliny, il sonno emotivo

Come ha accennato dal 2024 scrive una newsletter mensile chiamata Pisoliny nella quale esplora il mondo del sonno, tema che le è molto caro, le va di spiegarci come mai? E da cosa è nata questa idea?

«Il tema del sonno mi è sempre interessato. La cosa che mi ha fatto accendere la scintilla è stato il fatto di trovarmi spesso a parlarne con altre persone, amici ma anche sconosciuti. Ogni volta che veniva fuori un argomento legato alla qualità del sonno e dei sogni, vedevo che le persone si accendevano.

È una questione che è molto presente nella nostra vita ma di cui non si parla così tanto. Spesso sentiamo parlare di disturbi del sonno, ma in realtà anche al di fuori di essi c’è proprio il rapporto che si ha con la camera da letto, con il sonno, con i sogni, con le ore, con la qualità.

Si tratta di un tema sociale, molti dei problemi che abbiamo con il sonno sono estremamente legati a quello che succede nella società, a come sono organizzate le nostre vite, al fatto che le nostre giornate hanno una organizzazione che non è in linea con le esigenze del nostro organismo, ma con quello che la realtà ci impone. Nella mia newsletter non tratto il sonno da un punto di vista scientifico, ma da un punto di vista emotivo che mi da poi la possibilità di approfondire anche altri temi».

Il contatto con gli esseri umani

Oltre al suo lavoro nel mondo della comunicazione lei svolge anche percorsi di formazione per professionisti e team, come sono strutturati e qual è la loro finalità principale?

«Si esatto, ho fatto dei corsi di formazione in ambito di comunicazione, collaborato con vari Istituti, sia italiani che europei, e mi sono resa conto che questa era un po’ la parte mancante di quello che facevo nel mio lavoro precedente. Anche in relazione alla mia formazione in psicologia, mi mancava il contatto con gli esseri umani.

Oggi collaboro con una rete di formatori a Torino, che in realtà opera su tutto il territorio italiano. E poi sto facendo dei corsi di formazione che riguardano da una parte la scrittura creativa, quindi principalmente come rimettere in moto la creatività, e dall’altra il lato di comunicazione e digital, quindi dalle soft skills in senso generale, alla costruzione di un progetto di comunicazione».

Tarocchi e carte Dixit, la formazione creativa

Nel suo lavoro sperimenta vari strumenti, spesso “non convenzionali” e creativi, tra i quali strumenti visuali, scrittura creativa, tarocchi, carte Dixit…, ritiene che questi possano avere un riscontro maggiormente positivo sulle persone? E se sì in che modo?

«Esatto, faccio anche delle consulenze private per persone che vogliono fare dei percorsi di accompagnamento, sia sulla comunicazione in senso stretto, che su un lato più creativo, se magari hanno un blocco o un momento di stallo. In questi percorsi utilizzo tarocchi e carte Dixit che accompagno con esercizi di scrittura creativa, disegno, esercizi visuali, che hanno il fine di rimetterli un po’ in contatto con se stessi, con loro parte bambina che genera creatività.

In parallelo utilizzo questi strumenti anche nei corsi di formazione, ad esempio l’anno scorso nell’ambito di un progetto europeo ho tenuto un corso per studenti di “branding e storytelling” nel quale ho utilizzato i tarocchi per suscitare nei ragazzi e nelle ragazze delle riflessioni legate all’energia che la carta trasmetteva loro. Il mio approccio in aula è estremamente pratico e laboratoriale. C’è una parte dedicata a dei concetti chiave che è importante tenere in mente, anche per capire quello che si va a fare, però poi di fatto la maggior parte del tempo i contenuti emergono mentre si lavora».

Valentina racconta di quanto il tema del gioco sia centrale e importante nel suo lavoro. La rete di formatori con cui adesso collabora ha infatti come missione il learning by playing, che consiste nell’utilizzo strumenti ricreativi e ludici all’interno delle formazioni rivolte ad adulti, anche nei contesti aziendali.

«Devo dire che quando vedo i dipendenti di un’azienda, quindi in un contesto più formale, che si mettono a giocare sento proprio che vengono fuori tutti i lati più belli della persona. Inizialmente c’è un po’ di diffidenza, ma poi piano piano iniziano a capire il senso del gioco e a fare dei ragionamenti, alla fine diventa un’occasione per conoscersi e capire cose di sé. Quando l’attività finisce c’è sempre il momento di restituzione, in cui si spiega in maniera più esplicita il significato di ciò che si è fatto».

Curiose cene tempestose

Prima di salutarla le chiedo di dirci, se le va, tre curiosità su di lei al di fuori della sfera professionale e lavorativa

«La prima è che ho un bellissimo gatto grigio che si chiama Whiskey, che è il mio grande amore. Poi sono una grande fan di Nino Frassica, perché Indietro tutta! è stato uno dei programmi della mia infanzia preferiti e ho anche avuto la fortuna di conoscerlo grazie a TV Sorrisi e Canzoni.

Poi un’altra è che sono molto appassionata di scrittura e lettura e organizzo Cene Tempestose, un book club un po’ alternativo in cui ci si ritrova per cena in un locale e ci si scambia un libro presentandolo senza dire il titolo, e ognuno torna a casa con un libro preso a scatola chiusa. È un’esperienza che faccio da due anni e che ora si sta un po’ ingrandendo. Stiamo iniziando a collaborare con delle case editrici, ed è un progetto che mi appassiona molto perché le persone che partecipano sono sempre molto entusiaste».

Quindi lei oltre ad organizzare Cene Tempestose partecipa anche alle serate?

«Si anche noi organizzatori partecipiamo attivamente, portiamo a casa il nostro libro, facciamo amicizia con i partecipanti. Era nato come progetto che riuniva amici e amici di amici quindi sono molto contenta che ora si sia ingrandito. Questi sono i miei ambienti preferiti, in cui riesco a staccare dalla pesantezza della settimana e unirmi ad un gruppo di persone che fa lo stesso, che vuole solamente parlare di ciò che lo appassiona e che ha voglia di raccontare e ascoltare».


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Nicole Stefanini

Nicole Stefanini

Una laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi di Macerata e una magistrale in Cooperazione Internazionale presso l'Università degli Studi di Bologna, oltre a un'esperienza Overseas di sei mesi in Cile all'Universidad de Valparaiso e un Master in Editoria presso l'Accademia Treccani. Esperienze nel mondo delle ONG e della Cooperazione Internazionale, nell'Organizzazione di grandi eventi e nella stesura di progetti, articoli e documenti formali. Consulente esterna per l'IILA- Organizzazione Internazionale Italo Latinoamericana dal 2022 al 2024. Impiegata amministrativa presso la Fondazione Lega del Filo d'Oro dal 2024 al 2026. Scrittrice freelance per il magazine Donnemente. Assistente alla Direzione Organizzativa del Festival di Saggistica Passaggi della città di Fano.

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