Da un gruppo di amiche all’onda rosa della Pink Parade: San Severino Marche cammina per la ricerca
Oltre 23mila persone ieri nelle piazze di tutta Italia per l’iniziativa. Donnemente presente nel borgo marchigiano dove in più di duecento hanno colorato le vie e le piazze. Parola d’ordine prevenzione
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Oltre 23mila persone hanno unito tutta Italia con il filo rosa della Pink Parade, la camminata non competitiva nata per raccogliere fondi per la ricerca.
A raccontare la forza dell’edizione 2026 sono anche i numeri delle iscrizioni: il sold out online, arrivato già nei primi giorni di ottobre, conferma la capacità della PittaRosso Pink Parade di mobilitare ogni anno una community sempre più ampia e di trasformare un gesto semplice come camminare insieme in un contributo concreto alla ricerca scientifica.
Nuovi trattamenti per i tumori femminili
La quota di iscrizione all’evento, al netto dei costi di gestione e spedizione, sarà interamente devoluta a Fondazione Veronesi per sostenere la ricerca scientifica sui tumori femminili. Anche i fondi raccolti attraverso la tredicesima edizione avranno una destinazione precisa: contribuiranno all’avviamento di un nuovo progetto clinico all’interno della piattaforma di Fondazione dedicata al tumore al seno.
Si tratta di uno studio clinico di fase 3, ossia una sperimentazione condotta su un ampio numero di pazienti per confermare l’efficacia e la sicurezza di nuovi trattamenti e favorirne l’introduzione nella pratica clinica. Lo studio valuterà il trastuzumab deruxtecan, un farmaco innovativo appartenente alla classe degli anticorpi coniugati (Antibody–Drug Conjugates, ADC) che consente un trattamento mirato.
Un gruppo di 220 amiche
Noi di Donnemente abbiamo deciso di partecipare alla Pink Parade di San Severino Marche che aderisce all’iniziativa per il terzo anno. L’iniziativa è nata da un gruppo di amiche capitanate da Sara Cannillo e viene portata avanti con grande determinazione in collaborazione con la locale pro loco e il patrocinio del Comune di San Severino Marche.
Qui sono state 220 le partecipanti e sono stati donati, complessivamente, oltre 4mila euro.

La sindaca Rosa Piermattei, oltre a camminare per tutta la durata dell’iniziativa, ha incoraggiato le tante presenti e le ha accompagnate anche moralmente lungo il percorso.
La mattinata ha preso il via da piazza del Popolo, raffinata piazza ellittica della città, poi l’onda rosa si è propagata dalle vie del centro verso il Castello a Monte e la Torre degli Smeducci, tra le bellezze dello storico e l’abbraccio di un ambiente naturale incantevole. Il tutto in una giornata baciata da un sole luminosissimo e dal cielo di un azzurro avvolgente.
Tre livelli di prevenzione
Poi la sosta informativa. L’oncologa Benedetta Ferretti ha presentato un excursus storico: «Il cancro è stato identificato come malattia già nel 1600 e il suo nome Cancro viene dal fatto che già i medici di allora ne avevano identificata la forma che tende a diffondersi proprio come un granchio».
L’oncologa ha parlato dell’importanza della prevenzione: «Ne abbiamo tre livelli. Il primo spetta ad ognuna di noi e si fa seguendo stili di vita sani. La secondaria invece è la prevenzione che si fa attraverso analisi e controlli, come la mammografia, screening previsto per le donne da 45 a 74 anni. Anche se il tumore della mammella è diffuso anche in più tarda età, per cui è consigliabile proseguire con lo screening anche dopo. La prevenzione terziaria invece, riguarda quelle donne che hanno avuto un tumore e sono guarite e che possono mettere in atto una serie di azioni per evitare recidive».
Dieta variata e attività fisica, preziosi alleati
Il nutrizionista oncologico Francesco Serbassi ha invitato a mangiare di tutto, in modo equilibrato e a non escludere cibi solo in virtù di pregiudizi diffusi. Cibi assolutamente da evitare? «Piuttosto direi di limitare gli alcolici. Nessuno onesto potrà dirvi che il vino fa bene. Però è vero che un paio di bicchieri a settimana possono tranquillamente far parte della dieta».

A ricordare l’importanza dell’attività fisica e dello sport è stato l’ortopedico Leonardo Pasotti, primario all’ospedale di Camerino: «Chi fuma ma fa attività fisica , ha meno probabilità di ammalarsi di chi conduce una vita sedentaria ma senza fumare. Fare sport è molto importante, possono bastare 10mila passi al giorno ma è importante trovare lo spazio e il tempo da dedicarsi».
Un massaggio collettivo per prendersi cura di sé e degli altri
Il percorso si è concluso ai Giardini Coletti con un momento di stretching e meditazione guidata da Marco Cetoretta. Non un momento intimo ma una condivisione collettiva, un abbraccio dei partecipanti e delle partecipanti che si sono presi cura gli uni degli altri con un massaggio reciproco in un clima di profonda armonia.

Così l’onda rosa ha creato un vero legame lasciando il segno di una significativa mattinata fianco a fianco per la ricerca.
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







