Nicoletta Grifoni
Nicoletta Grifoni

Nicoletta Grifoni, la prima voce femminile del calcio in radio: «Non sapevo di fare la storia»

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«Attenzione, scusate intervengo da Cento, l’Ancona è passato in vantaggio al decimo della ripresa, Centese 0 – Ancona 1, gol di De Martino». Sono queste le parole pronunciate dalla giornalista Rai Nicoletta Grifoni (intorno al 18° minuto) in quella storica puntata di Tutto il Calcio Minuto per Minuto in cui il tempio del calcio è stato “profanato”, o almeno così molti pensarono, dalla voce di una donna.

Una picconata al soffitto di cristallo del calcio

Era il 29 maggio 1988 e dalle frequenze di Radio Rai, la voce di Grifoni riuscì in pochi secondi a rompere il tabù del calcio riservato esclusivamente agli uomini e commentato solamente da giornalisti. Lo fece inconsapevolmente ma con grande forza.

«Non fu il mio unico primato – spiega – fui anche la prima giornalista ad essere iscritta all’Ordine attraverso la pratica in una radio privata. Si trattava di Radio Arancia, dove ho iniziato a lavorare. Poi entrai in Rai a Tutto il Calcio Minuto per Minuto che era negli anni Ottanta una trasmissione quasi sacra.

È stato per me un privilegio far parte di quel gruppo che ha dato una prima picconata al soffitto di cristallo del calcio tabù per le donne. Non ero consapevole di cosa stesse accadendo perché nelle radio private seguivo già lo sport e facevo i collegamenti. Quella era stata la mia palestra. Ma non avrei mai pensato che sarebbe successo il finimondo quella domenica, non avevo previsto con la mia voce in quel contesto di produrre uno choc nazionale».

Gli effetti di un atto coraggioso

Gli effetti di quell’atto “rivoluzionario” (l’Ancona vinse 2 a 0 sulla Centese e fu quindi richiesto un secondo intervento in diretta di Grifoni e poi la chiusura) si fecero però sentire. «Mario Giobbe, capo del pool sportivo, è stato allora molto coraggioso. Ne ho incontrati di uomini che rischiamo per darti una possibilità. Lui mi ha poi raccontato di aver ricevuto le chiamate di altri componenti del pool sportivo terrorizzati ma lui mi ha difeso, rischiando la sua carriera.

Se in un primo momento, non ho capito cosa stava accedendo, poi ho capito di essere sotto osservazione pesante e ho sentito il peso di dover fare bene perché non si tornasse indietro».

L'articolo in prima pagina su La Stampa
L’articolo in prima pagina su La Stampa

L’eco di quella prima radiocronaca al femminile, non si spense. Basti pensare che se ne parlava ancora a distanza di mesi. Il 14 novembre 1988 La Stampa le dedicò un articolo in prima pagina in cui, a onore del vero, il cronista era tutt’altro che contento dell’apertura al femminile.

La conclusione dell'articolo su La Stampa
La conclusione dell’articolo su La Stampa

Con onestà però, riportava i commenti di alcuni intervistati tra cui una insegnante che commentò: «Era ora che ci fosse una donna nella radio calcistica. Perché stupirsi? Basta con la società patriarcale». Ma anche un pittore astratto e uno studente universitario si schierarono dalla sua parte.

Dal calcio al volley dei fenomeni

Oggi Nicoletta Grifoni è in pensione dopo essere stata dal 2020 caposervizio alla Tgr delle Marche da allora la sua carriera è proseguita alla grande. Non dai campi da calcio ma dai palasport per il volley. «Ho seguito negli anni Novanta la nazionale dei fenomeni che, guidata da Julio Velasco, vinse tutto, Mondiali, World League ed Europei. Per la Rai ho seguito la pallavolo in tutto il mondo e mi faceva sentire proprio bene».

Ha inventato Pallavolando, ha commentato, in compagnia di Bruno Pizzul, le partite delle Olimpiadi di Barcellona ’92 e di Atlanta ’96 ed è riuscita a portare ai suoi microfoni anche Michel Platini.

Alla giornalista inviata (come ai colleghi uomini)è richiesto di stare bene ed è fisicamente impegnativo. Nicoletta Grifoni ha dovuto fare i conti con un brutto infortunio che la tenne fuori dal lavoro per un paio di anni. Poi il rientro a lavoro, prima come vice caporedattrice alla rai di Ancona, a fianco di Maurizio Blasi.

Il Covid e la sua nuova sfida

Poi nel 2020 la nuova sfida: «La Rai mi propose di diventare capo servizio, non ero convinta perché ero consapevole del cambio di vita che mi si richiedeva, ma non avrei mai pensato di dover fare i conti, a distanza di pochi giorni dal mio insediamento, con una pandemia mondiale.

Oggi trattiamo il Covid come se non fosse accaduto, ma io continuo ad avere dei flash di quel periodo. Non eravamo preparati, avevamo una mascherina ogni tre giorni. Sentivo una responsabilità schiacciante ogni volta che dovevo decidere di inviare un collega o una collega a fare un servizio.

Avevamo organizzato tre redazioni diverse che non si incontravano mai per poter garantire il servizio in ogni eventualità. In un anno abbiamo fatto 3mila servizi di carattere sanitario, una vera rivoluzione copernicana di temi che ha richiesto lo sforzo gigantesco della redazione».

Figure che non fanno bene allo sport e all’universo femminile

Tornando allo sport, Nicoletta Grifoni lo definisce «carta moschicida che resta attaccata al giornalista, ma per fare giornalismo sportivo devi sapere tanto, ci vuole una grande competenza e conoscenza.

Apprezzo poco il ruolo della commentatrice sportiva in tv, border line tra showgirl e informazione. Non credo facciano bene all’universo femminile».

Parlando di sport, non si può non fare un riferimento alle ultime Olimpiadi e, per forza di cose, alla telecronaca della cerimonia inaugurale fatta dall’allora direttore di Rai Sport Paolo Petrecca: «Credo che sia stato un momento mortificante per tanti bravi professionisti e brave professioniste.

Avendo seguito le Olimpiadi, so che c’è una prova generale, in cui si conosce ogni dettaglio, a cui vengono inviati i commentatori ma anche dei colleghi come potenziali sostituti. nella vita bisogna prepararsi per fare bene le cose. L’umiltà di prepararsi è fondamentale in goni ambito».

Donne e media: una duplice ritrosia

Calcio a parte, le donne sono sempre più presenti nei media ma meno nel ruolo di esperte. «Le donne stanno raggiungendo diversi obiettivi – spiega Grifoni – ma non basta. In Rai abbiamo attivato la campagna europea “No women, no panel”. Questo può aiutare a superare un meccanismo automatico di duplice ritrosia, da una parte quella di coinvolgere una donna e dall’altra quella delle donne di sentirsi all’altezza».

Nicoletta Grifoni e Barbara Marini
Nicoletta Grifoni e Barbara Marini

Da fine osservatrice della realtà, qual è secondo Nicoletta Grifoni il più grande problema per le donne? «È la difficoltà a conciliare, il peccato più grande è quando una donna arriva in un ruolo o in una posizione importante ma deve rinunciare perché il nuovo ruolo la costringerebbe a mettere in discussione tutta la sua vita in una società che non aiuta e non sostiene.

Il ruolo di assistenza affidato alle donne è di grande generosità ma non può essere a scapito della propria realizzazione professionale. L’evoluzione femminile va aiutata con delle reti sociali».

Da parte sua Nicoletta Grifoni è nota nell’ambiente giornalistico per il sostegno alle colleghe e ai colleghi più giovani e in un ideale passaggio di sorellanza, a prendere il suo posto come caporedattrice della Tgr Marche è la collega e amica Barbara Marini che, di certo, la troverà dalla sua parte.


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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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