Lucia Mascino
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Screening mammografico, Lucia Mascino: «Se è gratuito non vuol dire che non vale»

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La nota attrice marchigiana è la testimonial della campagna nazionale di Andos (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno)

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«Dobbiamo smettere di pensare che se è gratuito non vale». È un messaggio semplice, ma importante, quello affidato a Lucia Mascino, attrice marchigiana tra i volti più conosciuti del cinema e della televisione italiana, scelta da Andos (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) come testimonial della nuova campagna nazionale per promuovere l’adesione allo screening mammografico pubblico.

Un invito a prendersi cura della propria salute, ma anche a riconoscere il valore di un servizio gratuito, accessibile attraverso il Servizio sanitario nazionale, che può fare la differenza nella diagnosi precoce del tumore al seno.

La campagna, realizzata in collaborazione con Anec-Agis Lazio, arriverà anche sul grande schermo: da venerdì 23 ottobre lo spot sarà proiettato in 76 cinema del Lazio, 39 a Roma e 37 nelle altre province della regione.

Lucia Mascino: «La prevenzione è un gesto di cura»

«Sono onorata di partecipare alla campagna nazionale dell’Andos a sostegno dell’adesione allo screening mammografico pubblico perché credo, come donna e come cittadina, che la prevenzione sia un gesto importante di cura», ha dichiarato Lucia Mascino.

L’attrice ha voluto richiamare l’attenzione anche su un pregiudizio che può condizionare il rapporto con la sanità pubblica: l’idea che un servizio gratuito sia meno affidabile di uno a pagamento.

«Dobbiamo smettere di pensare che se è gratuito non vale: lo screening mammografico organizzato è il più sicuro e di qualità e prevenire vuol dire giocare d’anticipo».

Lo screening organizzato non consiste soltanto nell’esecuzione di una mammografia, ma è un percorso strutturato che prevede controlli periodici, standard di qualità, la valutazione degli esami e gli eventuali approfondimenti diagnostici necessari.

Screening mammografico, in Italia l’adesione è in calo

A rendere ancora più urgente il messaggio della campagna sono i dati diffusi da Eurostat il 2 ottobre 2026. Nel 2024, in Italia, il tasso di adesione ai programmi di screening mammografico nella fascia tra i 50 e i 69 anni si è fermato al 53,8%, contro il 60,7% del 2019.

Una diminuzione di 6,9 punti percentuali che colloca l’Italia tra gli undici Paesi dell’Unione Europea nei quali si è registrato un calo rispetto al periodo precedente alla pandemia.

Significa che la partecipazione ai programmi di prevenzione resta insufficiente e che molte donne non usufruiscono di un’opportunità importante per individuare precocemente eventuali tumori, quando le possibilità di trattamento sono generalmente migliori e le terapie possono essere meno invasive.

Le ragioni della mancata adesione possono essere diverse, dalla difficoltà di conciliare gli appuntamenti con gli impegni lavorativi e familiari alla paura dell’esame o del suo risultato, fino alla scarsa conoscenza dei servizi disponibili.

Cinquant’anni di Andos, la presidente Flori Degrassi: «Aiutiamo le donne a superare gli ostacoli»

La campagna arriva in un anno significativo per Andos, che celebra cinquant’anni di attività al fianco delle donne e oggi può contare su 52 comitati locali impegnati nella prevenzione, nel sostegno e nell’accompagnamento delle donne che affrontano un tumore al seno.

«Promuovere la prevenzione e la diagnosi precoce è parte integrante del nostro impegno al fianco delle donne, per consentire, a quelle diagnosticate, un percorso terapeutico meno invasivo, un aumento della possibilità di guarigione e per ridurre la percentuale di donne metastatiche alla diagnosi», spiega la presidente nazionale Flori Degrassi.

L’obiettivo dello spot è raggiungere anche chi normalmente non entra in contatto con le associazioni o con le iniziative di sensibilizzazione sanitaria.

«Il lavoro delle associazioni è fondamentale per aiutare le donne a trovare risposte ai loro dubbi. Abbiamo il dovere di aiutarle a superare gli ostacoli alla partecipazione a un programma di salute che è gratuito, sicuro e garantisce alti standard di qualità», sottolinea Degrassi.

La presidente ricorda inoltre che la fascia d’età interessata dallo screening pubblico si sta progressivamente ampliando, dai 45 ai 74 anni, secondo modalità e tempi che variano da regione a regione.

Il cinema diventa uno spazio per parlare di salute

Portare uno spot dedicato alla prevenzione nelle sale cinematografiche significa raggiungere le persone in un contesto diverso da quello sanitario, trasformando anche un momento di intrattenimento in un’occasione di informazione.

«La sala cinematografica è oggi più che mai luogo di incontro e connessione con tematiche importanti. È dove avviene la trasmissione della coscienza sociale», osserva Leandro Pesci, presidente di Anec Lazio, sottolineando il ruolo che il cinema può svolgere nel sensibilizzare il pubblico.

La scelta di Lucia Mascino, il coinvolgimento degli esercenti cinematografici e l’impegno delle associazioni concorrono così a diffondere un messaggio che riguarda non soltanto la salute individuale, ma anche il diritto delle donne a ricevere informazioni chiare e ad accedere a servizi sanitari di qualità.

Perché la prevenzione non dovrebbe dipendere dalla disponibilità economica, dalla capacità di orientarsi nel sistema sanitario o dal luogo in cui si vive.

L’invito di Andos è quello di informarsi sui programmi di screening mammografico attivi nel proprio territorio e di aderire agli appuntamenti proposti dal Servizio sanitario.


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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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