Paola Maugeri in India con la Fondazione

Dagli slum di Calcutta alle donne dell’Assam, otto giorni in India con Paola Maugeri

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Per i 20 anni del Sostegno a distanza di Fondazione L’Albero della Vita, il volto storico di tv e radio, attivista e madrina d’eccezione, ha partecipato ad una missione che racconta con grande emozione


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Da oltre due decenni, il programma di Sostegno a distanza di Fondazione L’Albero della Vita opera nel cuore delle comunità più fragili dell’India. L’intervento si concentra in aree estremamente disagiate, come gli slum di Calcutta e le comunità rurali dell’Assam, e si articola su tre pilastri fondamentali: istruzione, alimentazione e salute.

Per celebrare l’anniversario di questa iniziativa e verificare sul campo l’impatto dei progetti, la Fondazione ha aperto le porte delle sue missioni a Paola Maugeri, volto storico di tv e radio, attivista e madrina d’eccezione, che ha vissuto otto giorni di totale immersione tra gli slum e le aree rurali del Paese.

«Questo viaggio mi ha cambiata – racconta la testimone al suo rientro – Entrare nello slum di Calcutta, sedermi in meditazione con i bambini, tenere tra le mani i tessuti delle mamme dell’Assam… Sono momenti che non si dimenticano. Ho visto con i miei occhi cosa significa il cambiamento quando qualcuno decide di investire su una persona».

Il reportage: dalle ferite di Calcutta alla rinascita dell’Assam

La missione ha preso il via nel cuore degli slum di Calcutta, contesti segnati da una povertà estrema, spazi ridotti e una totale mancanza di servizi essenziali. Qui, Paola Maugeri ha incontrato i bambini e le bambine coinvolti nei progetti educativi della Fondazione, rimanendo colpita dalla loro energia, dalla voglia di apprendere e dalla luce dei loro sorrisi, capaci di contrastare la durezza dell’ambiente circostante. «All’inizio è stato difficile trattenere le lacrime ma poi ho visto qualcosa di diverso: la possibilità, la speranza, un cambiamento reale negli occhi dei bambini» ha raccontato la madrina.

Paola Maugeri durante la meditazione in India
Paola Maugeri durante la meditazione in India

Il percorso è poi proseguito verso il Day Care Center di Baruipur, una struttura che accoglie oltre 150 bambini con disabilità e le loro madri e che offre loro supporto sanitario, educativo e percorsi di autonomia attraverso corsi di sartoria ed estetica. In questo centro Maugeri ha incrociato la storia di Shanu, un bambino che ha riscoperto la forza e la determinazione grazie a una protesi fornita dal progetto.

La missione ha toccato anche i centri di apprendimento pomeridiano, dove l’istruzione formale si unisce a pratiche di benessere come la meditazione, per poi spingersi fino alla regione rurale dell’Assam, nel nord-est del Paese. In questo territorio, la Fondazione sostiene intere comunità attraverso formazione e assistenza sanitaria, offrendo alle donne opportunità di microcredito. Grazie alla distribuzione di telai e alla formazione nella lavorazione del cotone, nascono alternative economiche concrete che permettono alle famiglie di affrontare con dignità anche i periodi più difficili dell’anno.

Chi sostiene il progetto crea una relazione con il bambino aiutato

In India, secondo i dati Unicef del 2025, circa 206 milioni di bambini subiscono ancora almeno una forma di deprivazione legata a nutrizione, salute, istruzione, alloggio o servizi igienici, e un terzo di loro si trova ad affrontarne due o più contemporaneamente.

Paola Maugeri in India

È in questo scenario che, dal 2005, si inserisce l’operato di Fondazione L’Albero della Vita. In oltre due decenni, il programma di Sostegno a Distanza ha costruito una rete di supporto strutturata che garantisce l’accesso all’istruzione, fornisce assistenza medica periodica nei villaggi più remoti e sostiene il welfare familiare attraverso interventi economici mirati per l’indipendenza delle madri.

Paola Maugeri durante la meditazione in India

Chi decide di dare sostegno, durante l’anno resterà in contatto con il bambino aiutato: potrà vederlo crescere attraverso le fotografie, collezionare i disegni che farà, ricevere la sua pagella alla fine dell’anno scolastico e scambiare con lui delle lettere. Sebbene in questi anni le famiglie e i bambini sostenuti siano stati migliaia, negli slum di Calcutta e nelle aree rurali del West Bengal molti altri attendono ancora la loro opportunità.


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Gaia Bonomelli

Gaia Bonomelli

Giornalista |  Altri articoli

Giornalista professionista, con la passione per le storie fin da bambina. Oggi racconta quelle degli altri, con uno sguardo attento su attualità, cronaca e temi sociali. Laureata in media, comunicazione digitale ed editoria all’Università degli Studi di Bergamo, nella sua tesi ha indagato le forme di medialità nella ricerca dei bambini scomparsi, dagli anni ’80 a oggi. Prima ancora, ha conseguito una laurea in sociologia all’Università di Milano-Bicocca, approfondendo la risposta femminile alla violenza maschile attraverso l’esperienza alla Casa delle Donne di Treviglio, associazione dove è volontaria da anni e dalla cui esperienza è nato il suo primo libro, "E vissero tutte felici e vincenti", edito da Gruppo Albatros Il Filo. E' relatrice in numerosi seminari sul tema della violenza di genere, in scuole, aziende e manifestazioni culturali.

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