Infinitæ, due dragonesse in Nazionale e la capitana tedofora per Milano-Cortina
Cinquanta dragonesse, un team nato dalla volontà di sostenersi a vicenda nella riabilitazione psico-fisica post-tumore al seno, unendo sport, benessere e amicizia. È questo il senso di Infinitæ OdV, associazione fermana che apre il 2026 con con un doppio riconoscimento e tante emozioni.
Due dragonesse delle Infinitæ, infatti, sono state convocate in Nazionale e la capitana è stata scelta come tedofora per le Olimpiadi di Milano-Cortina.
Il 2026 delle Infinitæ
L’associazione di volontariato Infinitæ, organizzazione fermana di donne per le donne che affrontano una diagnosi di carcinoma mammario, anche grazie all’attività sportiva di dragon boat e altre iniziative di sostegno e condivisione, sta festeggiando le due belle notizie.

Proprio in questi ultimi giorni dell’anno è arrivata la convocazione della Federazione nazionale dragon boat per Silvia Giannini, coach del dragon boat team Infinitæ, e per Eleonora Ciaralli, vicepresidente dell’Odv e atleta della squadra.
Entrambe avevano partecipato a novembre a Milano alle selezioni per la formazione della nuova squadra nazionale italiana BCP, ottenendo tempi e prestazioni tali da guadagnare la maglia azzurra. Grande la commozione delle atlete convocate e di tutta la squadra, che si è stretta intorno alle proprie compagne pronte per questa nuova avventura, che proietta la realtà fermana oltre i confini regionali fino a Monaco.
Da Fermo a Milano-Cortina
Inoltre, la capitana del dragon boat team Infinitae Barbara Ferroni è stata scelta come tedofora delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e sarà tra i protagonisti del passaggio della torcia olimpica nelle Marche. La capitana del dragon boat team Infinitae correrà i suoi 300 metri il 4 gennaio alle 17 a Macerata.

Una presenza importante, sia a livello personale che di squadra, perché onora quei valori di solidarietà, amicizia, rispetto, inclusione e condivisione che sono alla base del progetto sportivo (e non solo) dell’Odv Infinitæ fin dalla nascita e che perfettamente sposano la mission del “Movimento delle donne in rosa”.
Il dragon boat come metafora della vita
Il dragon boat è la disciplina che tiene unite le donne Infinitæ. In cosa consiste? Si pratica su imbarcazioni con testa e coda a forma di drago, che possono ospitare 10 o 20 atleti, oltre a un tamburino (a prua), che scandisce il ritmo della pagaiata, e un timoniere (a poppa), che governa la direzione.
«Sulle acque, pagaiata dopo pagaiata – spiegano le Infinitæ – oltrepassiamo traguardi, miglioriamo noi stesse e dimostriamo che il cancro non definisce chi siamo. Il Dragon Boat è la nostra metafora di vita: serve ritmo, resistenza, fiducia nella squadra e la capacità di guardare sempre l’ “acqua buona avanti”.
Negli anni ‘90, studi medici condotti presso l’Università della British Columbia in Canada hanno dimostrato che il gesto atletico del Dragon Boat favorisce la riabilitazione delle donne operate al seno, migliorando la mobilità, gli effetti del linfedema dovuto alla dissezione ascellare per intervento di carcinoma mammario e il benessere psicologico in generale.
Pagaiare insieme significa sentirsi parte di un gruppo, condividere il viaggio, ritrovare fiducia nel proprio corpo e riscoprire la gioia dello sport».
Le squadre di Dragon Boat “in rosa”, formate da donne che hanno affrontato la malattia e da supporter sono ormai diffuse in tutto il mondo. Si pagaia fianco a fianco, sentendosi tutte “sulla stessa barca”, sostenendosi a vicenda in ogni colpo di pagaia.
Infinitæ OdV è ufficialmente iscritta alla International Breast Cancer Paddlers Commission, l’organismo che riunisce le squadre di Dragon Boat in rosa a livello internazionale e alla FIDB – Federazione Italiana Dragon Boat.
Sono circa 50 le dragonesse che ad oggi compongono la squadra fermana, una crescita costante dalla sua fondazione che testimonia l’importanza di spazi di confronto e supporto per le donne operate al seno ma anche la forza e la determinazione di quante, dovendo affrontare un profondo cambiamento della propria vita, hanno trovato nello sport uno strumento di condivisione e cura.

Progetti Infinitæ, tra passato e futuro
Tra gli impegni in calendario per questo 2026 c’è anche la Vogalonga di Venezia che quest’anno a maggio segna la 50esima edizione. Una grande sfida per le atlete di dragon boat che pagaieranno per circa trenta chilometri assieme a decine di altre imbarcazioni tra i canali e nel mare aperto della splendida laguna.
Tante le iniziative nel 2025, tra cui la mostra fotografica INFINITÆ – femminile singolare plurale che ha raccontato nove storie di rinascita dopo il tumore.







