Afghan Women United, nazionale di calcio femminile dell'Afghanistan, è tornata in campo ieri dopo quattro anni al torneo Fifa Unites Women's Series in Marocco
Afghan Women United, nazionale di calcio femminile dell'Afghanistan, è tornata in campo ieri dopo quattro anni al torneo Fifa Unites Women's Series in Marocco (foto Fifa)

La nazionale afghana di calcio torna in campo, Carolina Morace: «Lo sport è libertà, non privilegio»

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Mai come in questo caso è giusto dire che è partecipare quello che conta. La Afghan Women United, nazionale di calcio femminile dell’Afghanistan, è tornata in campo ieri dopo quattro anni al torneo Fifa Unites Women’s Series in Marocco.

Nel loro storico debutto internazionale, le giocatrici dell’Afghan Women United hanno segnato il primo gol della partita grazie all’attaccante Manozh Noori contro il Ciad, che alla fine si è imposto per 6-1. Nella seconda partita, la Tunisia ha ottenuto una schiacciante vittoria per 16-0 contro la Libia.

Questo storico torneo a quattro squadre, un progetto innovativo promosso dalla Fifa e considerato una delle iniziative più importanti nel mondo dello sport, rafforza l’impegno della Fifa nel promuovere e tutelare il diritto di tutte le donne e ragazze di giocare a calcio, inseguire i propri sogni sportivi e crescere attraverso questo sport.

Come è nata la Afghan Women United

Si tratta di una opportunità eccezionale per le calciatrici della diaspora afghana costrette ad allontanarsi dal loro Paese nel 2021 quando il governo talebano ha vietato gli sport femminili, costringendole ad andarsene quelle donne che lo avevano praticato in passato e che temevano pesanti ripercussioni.

La squadra, allenata dalla scozzese Pauline Hamill, vede in campo 13 giocatrici che vivono in Australia, cinque nel Regno Unito, tre in Portogallo e due in Italia. La partecipazione alla competizione internazionale come nazionale è stata tutt’altro che scontata e semplice.

Le calciatrici avevano chiesto più volte il riconoscimento della nazionale afghana fuori dal Paese ma questo non era in linea con le regole della Fifa che richiedono una approvazione della federazione nazionale.

A maggio, il Consiglio della Fifa ha approvato la squadra e la partecipazione al torneo che doveva svolgersi in un primo momento negli Emirati Arabi Uniti. Ma dopo che il Paese ha negato più volte i visti alle giocatrici afghane, la Fifa ha deciso di trasferire la competizione in Marocco dove si sta svolgendo in questi giorni.

Carolina Morace
Carolina Morace

Sport come emancipazione, l’impegno di Carolina Morace


Tra le sportive che hanno sempre sostenuto il valore fondamentale dello sport per l’emancipazione femminile, c’è l’eurodeputata, nonché ex calciatrice e allenatrice Carolina Morace.

«Il ritorno alle competizioni della nazionale femminile afghana – commenta – è una bellissima notizia. In un Paese dove le donne ancora oggi affrontano barriere enormi, lo sport diventa un simbolo di libertà, di diritti, di speranza e di emancipazione. Serve un impegno attivo delle istituzioni del calcio affinché queste atlete possano tornare a rappresentare il loro Paese, non solo in esilio, ma nei campi ufficiali, senza costrizioni né discriminazioni».

«Non si tratta solo di una questione sportiva – sottolinea Morace – È una questione di civiltà. Quando le ragazze hanno il diritto di giocare, di dare forma ai propri sogni, di alzare la testa, allora tutta la società vince. Occorre promuovere programmi di protezione per le atlete vulnerabili e favorire un’azione diplomatica che accompagni la loro carriera sportiva.
Solo attraverso la corresponsabilità e il rispetto pieno dei diritti umani potremo davvero restituire all’Afghanistan una nazionale che rappresenti tutte le donne, tutte le generazioni, e dia un segnale forte al mondo: lo sport non è privilegio ma libertà, inclusione e rispetto della persona prima ancora dell’atleta».

Carolina Morace a Macerata con Roberto Cherubini
Carolina Morace a Macerata con Roberto Cherubini

In campo con Ciad, Libia e Tunisia

Le Fifa Unites Women’s Series vede scendere in campo, oltre all l’Afghanistan, il Ciad e la Libia che faranno il loro debutto nella classifica mondiale femminile Fifa/Coca-Cola al termine del torneo a girone unico che si tiene allo Stade Municipal de Berrechid in Marocco. Anche la Tunisia, attualmente al 96° posto nella classifica mondiale, parteciperà alla competizione a quattro squadre, con l’obiettivo di sollevare l’ambito trofeo sabato 1° novembre.

La partecipazione dell’Afghan Women United alla Fifa Unites Women’s Series fa parte di una strategia più ampia promossa dalla Fifa per il calcio femminile afghano, che sta consentendo alle giocatrici del Paese di tornare sulla scena internazionale femminile ed è stata riconosciuta come un’iniziativa all’avanguardia nel mondo dello sport.

Approvato dal consiglio Fifa a maggio scorso come parte della Strategia d’Azione per il calcio femminile afghano, il programma ha messo in campo risorse eccezionali: fondi significativi, strutture di alto livello e un team professionale globale, spiegano da Fifa.

Il cammino è iniziato con tre camp di selezione: il primo in Australia (Sydney), seguito da due raduni presso il celebre centro tecnico di St. George’s Park in Inghilterra. Oltre 70 giocatrici, provenienti da Australia ed Europa, sono state valutate dalla ex nazionale scozzese Pauline Hamill, ora alla guida tecnica della squadra, affiancata da uno staff tutto al femminile composto da oltre 20 professioniste, tra cui preparatrici atletiche, fisioterapiste, nutrizioniste, psicologhe e manager per la tutela.

Ma il progetto va ben oltre il gioco sul campo: la Fifa fa sapere che ha garantito alle atlete un contesto professionale e protetto, al pari delle migliori selezioni nazionali con viaggi sicuri in collaborazione con l’Unhcr, copertura assicurativa completa, supporto medico e psicologico, programmi su salute femminile e leadership, e un profilo personalizzato per il monitoraggio a lungo termine del benessere di ogni atleta.

Aghan Womeni United
Afghan Women United (foto Fifa)

Calcio afghano, la rinascita

È durata 14 anni la storia della nazionale femminile di calcio afghana. Fondata nel 2007, quando con l’invasione degli Stati Uniti, le donne afghane erano diventate finalmente libere di fare sport. Poi però nel 2021, il ritorno dei talebani ha portato una serie di limitazioni per le donne, tra cui quelle sportive.

La nazionale smise di esistere e le atlete che ne avevano fatto parte, sono state costrette a far sparire ogni traccia del loro percorso sportivo e sono scappate con le loro famiglie. Si sono quindi formate nel mondo squadre di donne rifugiate e molte di loro hanno trovato spazio nelle società calcistiche di altri Paesi.

Oggi questa nuova formazione è un momento di rinascita e di riscatto, tanto che sono state le giocatrici stesse a scegliere il nome Afghan Women United.

La rinascita di una nazionale afghana, seppur non riconosciuta dalla federazione nazionale, è comunque un potente segnale di quanto unire le forze e volere veramente fare dei passi in avanti, renda possibile anche ciò che può sembrare irrealizzabile.

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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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