Il Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado
Il Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado

Nobel a Maria Corina Machado, vera campionessa di pace

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Con il Premio Nobel per la pace a María Corina Machado e quello per la medicina a Mary E. Brunkow sale a 69 il numero di donne che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento dal 1903 ad oggi. Puoi scoprire chi sono tutte le altre a questo link.

Un ambito Nobel per la pace

La scelta di assegnare l’ambito Premio Nobel per la pace all’attivista venezuelana, campionessa di pace e da oltre vent’anni in lotta contro il chavismo che oggi ha il volto di Nicolas Maduro, è stata resa nota questa mattina a Oslo dal Comitato norvegese per il Nobel. A lei è stato comunicato con una telefonata a cui ha risposto, quasi incredula ma molto emozionata e commossa.

Il premio arriva a poche ore dall’accordo di tregua per Gaza ed era ambitissimo, tra gli altri anche dal presidente degli Stati Uniti Donal Trump. I promotori del Nobel gli hanno fatto sapere con un video e una comunicazione ufficiale che la scelta non viene fatta dall’oggi al domani ma si basa su valutazioni complesse e che riguardano tra l’altro l’attività posta in essere dai candidati e dalle candidate nel corso dell’anno precedente.

Chi è María Corina Machado

«Il Premio Nobel per la Pace 2025 va a una donna coraggiosa e determinata, una campionessa della pace che mantiene viva la fiamma della democrazia in mezzo a un’oscurità crescente». E’ quanto si legge nel sito ufficiale del Premio Nobel

«Riceve il Premio Nobel per la Pace – continua l’annuncio – per il suo instancabile impegno nella promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta volta a realizzare una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia».

Il suo impegno per la pace

Come leader del movimento democratico in Venezuela, María Corina Machado rappresenta uno degli esempi più straordinari di coraggio civile in America Latina negli ultimi tempi.

Nell’ultimo anno è stata costretta a vivere in clandestinità ma non ha lasciato il Paese (come hanno fatto invece 8 milioni di persone) nonostante le gravi minacce. In maniera pacifica ha continuato a far sentire la sua voce di dissenso e a lottare per i diritti.

«È stata una figura chiave e unificante – precisa il Comitato – in un’opposizione politica che un tempo era profondamente divisa, un’opposizione che ha trovato un terreno comune nella richiesta di elezioni libere e di un governo rappresentativo. Questo è precisamente il cuore della democrazia: la volontà condivisa di difendere i principi del potere popolare, anche quando non siamo d’accordo. In un’epoca in cui la democrazia è sotto minaccia, è più importante che mai difendere questo terreno comune».

La coraggiosa difesa di libertà e democrazia

Machado ha anche fondato Súmate, un’organizzazione dedicata allo sviluppo democratico e si è battuta per elezioni libere e trasparenti più di vent’anni fa. Come ha detto lei stessa: «È stata una scelta di schede contro proiettili». Ha dedicato anni alla lotta per la libertà del popolo venezuelano.

In vista delle elezioni del 2024, Machado era la candidata presidenziale dell’opposizione, ma il regime ha bloccato la sua candidatura. Ha quindi sostenuto il rappresentante di un altro partito, Edmundo González Urrutia, nelle elezioni. Centinaia di migliaia di volontari si sono mobilitati per garantire elezioni trasparenti e corrette. Nonostante il rischio di molestie, arresti e torture, i cittadini di tutto il paese hanno sorvegliato i seggi elettorali. Hanno fatto in modo che i risultati finali fossero documentati prima che il regime potesse distruggere le schede e falsificare i risultati.

L’opposizione ha ricevuto sostegno internazionale quando i suoi leader hanno reso pubblici i conteggi dei voti raccolti nei distretti elettorali del paese, mostrando che l’opposizione aveva vinto con un ampio margine. Ma il regime ha rifiutato di accettare il risultato elettorale e ha mantenuto il potere.

«La democrazia – prosegue il Comitato per il Nobel – è una condizione indispensabile per una pace duratura. Tuttavia, viviamo in un mondo in cui la democrazia è in arretramento, in cui sempre più regimi autoritari sfidano le norme e ricorrono alla violenza. Il rigido controllo del potere da parte del regime venezuelano e la sua repressione della popolazione non sono un fenomeno unico. Vediamo le stesse tendenze in tutto il mondo: lo stato di diritto abusato da chi detiene il potere, i media liberi ridotti al silenzio, i critici imprigionati e le società spinte verso l’autoritarismo e la militarizzazione. Nel 2024 si sono svolte più elezioni che mai, ma sempre meno sono state libere e corrette.

Quando gli autoritari prendono il potere, è essenziale riconoscere i difensori coraggiosi della libertà che si alzano e resistono. La democrazia dipende da persone che rifiutano di tacere, che osano farsi avanti nonostante i gravi rischi e che ci ricordano che la libertà non deve mai essere data per scontata, ma deve essere sempre difesa – con le parole, con il coraggio e con la determinazione».

I criteri per l’assegnazione del Nobel

Il Comitato infine evidenzia come María Corina Machado soddisfa tutti e tre i criteri stabiliti nel testamento di Alfred Nobel per la selezione di un vincitore del Premio per la Pace.

«Ha unito l’opposizione del suo paese. Non ha mai ceduto nella sua resistenza alla militarizzazione della società venezuelana. È rimasta ferma nel suo sostegno a una transizione pacifica verso la democrazia.

María Corina Machado ha dimostrato che gli strumenti della democrazia sono anche gli strumenti della pace. Incarna la speranza di un futuro diverso, un futuro in cui i diritti fondamentali dei cittadini siano protetti e le loro voci ascoltate. In questo futuro, le persone potranno finalmente vivere in libertà e in pace».

La biologa Mary E. Brunkow, Nobel per la Medicina

Chi è Mary E. Brunkow, Nobel per la medicina

Mary E. Brunkow, 64 anni, è una biologa americana. Ha ricevuto il Nobel per la medicina nei giorni scorsi insieme a Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi per le loro scoperte rivoluzionarie riguardo il sistema immunitario.

Brunkow ha conseguito il dottorato nell’Università di Princeton e attualmente è responsabile senior dei programmi dell’Istituto per la Biologia dei sistemi di Seattle Isb), un istituto di ricerca senza scopo di lucro per lo studio delle relazioni tra le varie parti dei sistemi biologici e che promuove un approccio interdisciplinare alla ricerca biologica.

La scoperta da Nobel

Il sistema immunitario del corpo deve essere regolato, altrimenti potrebbe attaccare i nostri stessi organi.
«Mary E. Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi – scrive il Comitato per il Nobel – hanno compiuto scoperte rivoluzionarie riguardo la tolleranza immunitaria periferica, che impedisce al sistema immunitario di danneggiare l’organismo. Le loro scoperte hanno gettato le basi per un nuovo campo di ricerca e stimolato lo sviluppo di nuovi trattamenti, ad esempio contro il cancro e le malattie autoimmuni».

La curiosità

Sono tanti gli aneddoti legati all’annuncio del Premio Nobel, avvenuto spesso in circostanze curiose o strane.

Non fa eccezione Mary E. Brunkow che, causa fuso orario, ha ricevuto la telefonata del segretario generale dell’assemblea dei Nobel mentre stava dormendo. Vedendo un numero norvegese ha pensato ad uno spam e si è rimessa a dormire silenziando il cellulare. Solo un’ora e mezza dopo ha capito cosa stava succedendo e ha poi chiarito che non si aspettava affatto di ricevere un Nobel.

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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