Il messaggio di Ginevra Panci: «Dietro a disturbi alimentari e bypass gastrico c’è una persona»
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di Silvia Cotechini
Ginevra Panci è famosissima sui social per aver raccontato il suo percorso dopo un’operazione di bypass gastrico che ha affrontato a causa di problemi di salute dovuti all’obesità. Alla Biblioteca Spezioli di Fermo ha presentato il suo libro “Le misure dell’anima”. A moderare l’incontro, organizzato dalla social radio Mamma esco a fare due passi, tre professionisti che operano in settori diversi: la psicologa Giorgia Cesetti, la dottoressa India Turcatel con master in dietologia e nutrizione e il coach Marco Piattoni.
Le misure dell’anima
Prima di iniziare, Ginevra gira per la biblioteca a distribuire Galatine alle persone che sono in attesa di ascoltare la presentazione del suo libro “Le misure dell’anima”. Quando conosci una persona solo attraverso i social c’è sempre il dubbio che la persona dal vivo possa rivelarsi diversa: snob, antipatica, deludente. Ginevra Panci non lascia spazio ai sospetti: è esattamente come si mostra nei tanti Tik Tok e reel che registra ogni giorno.

Soprattutto, è molto di più di quell’intervento di bypass gastrico a cui si è sottoposta da giovanissima, è molto di più di quel numero sulla bilancia che ha fatto storcere il naso al suo medico e che l’ha condotta verso una decisione difficile.
«Io non ero un’obesa da stereotipo – ha specificato subito – non ero infelice, anzi, mi sentivo bellissima. Non ho mai avuto problemi a relazionarmi e mi mettevo sempre al centro dell’attenzione: ero una diva».
Riconoscere l’obesità
Per Ginevra l’obesità era un problema degli altri. Ma poi qualcosa è cambiato.
Il “click” – come lo definisce la psicologa Cesetti – è stata la paura. La sicurezza in sé stessa non è bastata di fronte alle analisi del sangue preoccupanti. «Ho riconosciuto di aver fatto del male al mio corpo – ha raccontato – alla visita ho incontrato un medico che non ha dimostrato alcuna empatia, in questo caso mi ha salvata».
La situazione si era fatta seria e il cambiamento era necessario, ma la scelta non è stata facile perché Ginevra conosceva bene tutti gli effetti collaterali del post-intervento. «La gente crede che sottoporsi al bypass sia la strada più semplice, la verità è ben diversa: perdita di capelli, calo di peso drastico con pelle in eccesso, mi sentivo estremamente debole perché il mio corpo non assimilava più grassi e zuccheri come prima».
Il rapporto col cibo
Per non parlare dell’impatto psicologico del vedersi così diversa. Ginevra ha confessato che ancora oggi, dopo quattro anni, quando vede la sua immagine riflessa in una vetrina fatica a riconoscersi. Solo dopo aver iniziato un percorso psicologico ha riconosciuto che il suo rapporto col cibo è stato sempre sbagliato, era premio e punizione.
«Mangiavo per evitare la rabbia, per impedirmi di ascoltarmi dentro. La Ginevra normopeso invece si arrabbia molto e sente tutto… e tanto». Il gelato, ha detto, adesso lo mangia quando è felice e non quando ha bisogno di sfogarsi. E poi, lo sappiamo tutti, il segreto sta proprio nel trovare un equilibrio.

E questo vale nell’alimentazione come anche nello sport. «Prima lo sport mi dava agitazione, poi piano piano ho capito che fare movimento mi serve per stare bene. Il problema è che lo sport è diventato per me un’ossessione. Mi sforzavo ad allenarmi tantissimo, è pericoloso». Oggi Ginevra fa esercizio “senza agenda”, quando ne sente il bisogno, con la massima serenità.
Cambiare telefono per troppi messaggi
Dal suo libro “Le misure dell’anima” emerge soprattutto un concetto: dietro al disturbo alimentare, dietro all’obesità e all’intervento, c’è una persona. Una persona che si vuole mostrare per quel che è senza filtri: Ginevra è autoironica, sensibile, ma anche molto testarda. Di sicuro, lo ha dimostrato, è molto generosa. Quando sui social riceve messaggi da persone che vivono la sua stessa situazione, a lei non basta rispondere in chat.
«Volevo aiutare in maniera concreta, così ho iniziato a dare il mio numero a tutti quelli che volevano parlare… alla fine ho dovuto cambiarlo!». Ad annuire silenziosamente nella sala della biblioteca c’è anche sua mamma, che è venuta da Roma appositamente per darle coraggio, e il suo “papà 2”, non quello biologico ma quello che l’ha sempre sostenuta senza giudicare.
Progetto realizzato con il finanziamento del Centro per il libro e la lettura con il patrocinio del Comune di Fermo, Biblioteca Romolo Spezioli ed Ambito Territoriale Sociale XIX.
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