Valentina Stronati
Valentina Stronati

La skipper Valentina Stronati e la vela come strumento di benessere

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L’istruttrice del Club Vela Porto Civitanova, è una delle figure di riferimento della vela marchigiana. Promuove la cultura del mare come scuola di vita e si batte contro gli stereotipi. Con il progetto “Giro di boa” affianca le donne con tumore al seno in una esperienza di rinascita


Tempo di lettura stimato: 9 minuti

Ci sono donne che insegnano uno sport e donne che, attraverso quello sport, aiutano le persone a ritrovare fiducia in sé stesse. Valentina Stronati appartiene a questa seconda categoria.

Skipper e istruttrice del Club Vela Porto Civitanova, è una delle figure di riferimento della vela marchigiana. Da anni promuove la cultura del mare formando velisti di ogni età, organizzando corsi, regate e iniziative dedicate alla diffusione della vela, con una particolare attenzione alla partecipazione femminile e ai progetti a forte impatto sociale.

Con il Wonderful Sailing Team ha dato vita a un equipaggio tutto al femminile, protagonista della storica regata Civitanova-Sebenico in partenza in queste ore, dimostrando che determinazione, preparazione e spirito di squadra possono abbattere qualsiasi stereotipo.

Ma è il progetto “Giro di Boa”, realizzato in collaborazione con professionisti dello Ieo– Istituto Europeo di Oncologia di Milano e con Andos Milano, a raccontare forse meglio la sua idea di sport. A Civitanova Marche, infatti, donne che stanno affrontando o hanno affrontato un tumore al seno possono vivere alcuni giorni tra lezioni di vela, condivisione e vita di mare, in un percorso che affianca alle cure mediche un’esperienza di rinascita, autonomia e riscoperta delle proprie capacità.

Quando una passione diventa lavoro

Valentina, quando ha capito che il mare non sarebbe stato soltanto una passione, ma una parte integrante della sua vita?

«L’ho capito quando ho iniziato a lavorare. È stato il momento in cui sono riuscita a trasformare la passione per la vela, coltivata fin da atleta, nella mia professione. Lì ho avuto la sensazione di aver realizzato un sogno: fare ogni giorno ciò che amo.

Valentina Stronati



Da allora cerco di trasmettere questa passione per il mare e per la vela, coinvolgendo il maggior numero possibile di persone in un mondo che ha davvero tanto da offrire».

Ha una vita ricchissima di impegni, ben oltre la vela. Sei skipper, istruttrice, organizzi eventi, collabori con le scuole e porti avanti progetti sociali. Cosa ti motiva maggiormente ogni giorno?

«La motivazione più grande è il contatto con le persone. Ogni giorno incontro uomini, donne, bambini, bambine, ciascuno con la propria storia, il proprio carattere e il proprio modo di vivere. Per me lo sport è vita e il mio obiettivo è far scoprire a quante più persone possibile quanto possa arricchire, non solo dal punto di vista fisico, ma anche umano».

La vela non ha genere

Con il Wonderful Sailing Team ha dato vita a un equipaggio tutto al femminile con cui affronta la regata la Civitanova-Sebenico. Qual è il messaggio che trasmette con questo equipaggio?

«Il Wonderful Sailing Team è nato nel 2023. Insegnando vela agli adulti ho conosciuto tante donne molto motivate, che si sono appassionate rapidamente a questo sport. A quel punto mi sono chiesta: perché non creare un equipaggio interamente femminile?

L’idea è nata soprattutto per dimostrare che la vela è uno sport anche per le donne. Quando ho iniziato io era un ambiente prevalentemente maschile: le ragazze erano pochissime e, come istruttrice, per molto tempo sono stata l’unica del Club Vela.

Valentina Stronati



Oggi, invece, posso contare su diverse collaboratrici: alcune sono state mie allieve, poi atlete, e infine sono diventate istruttrici insieme a me. Vederle crescere è una grande soddisfazione e dimostra che qualcosa sta davvero cambiando. Con questo progetto voglio trasmettere proprio questo messaggio: la vela non ha genere. E, soprattutto, il mare ha una straordinaria capacità di unire le persone».

Giro di boa

Uno dei progetti più significativi che porta avanti è “Giro di Boa”, dedicato alle donne che stanno affrontando o hanno affrontato un tumore al seno, nato in collaborazione con Andos e Ieo di Milano. Come è nata questa idea e cosa l’ha spinta a mettere la vela al servizio della loro rinascita?

«L’idea è nata grazie a Laura, una cara amica che avevo conosciuto durante i corsi di vela per adulti e che poi è entrata a far parte del Wonderful Sailing Team. Durante il nostro percorso insieme abbiamo scoperto che aveva un tumore al seno. Da quel momento abbiamo sentito il bisogno di starle accanto e di fare qualcosa di concreto.

Così è nata la collaborazione con Andos Milano, l’associazione che sostiene le donne operate di tumore al seno. Abbiamo pensato che quello che poteva essere un aiuto per Laura potesse diventare un’opportunità anche per tante altre donne.

Lezione di vela con Valentina Stronati
Lezione di vela



Il mare ha un potere straordinario, anche di “cura”, dona positività alla mente. Non è soltanto un beneficio fisico, come spesso si dice che sia un “aerosol naturale”, ma è soprattutto un luogo capace di restituire serenità, fiducia e positività. In un percorso oncologico anche l’aspetto emotivo è fondamentale, e mantenere alto il morale può fare una grande differenza.

Per questo abbiamo deciso di portare queste donne al mare, qui a Civitanova, offrendo loro un corso di vela e un’esperienza da vivere insieme. A settembre ripeteremo il progetto e l’obiettivo è farlo crescere sempre di più, coinvolgendo nuove associazioni e realtà del territorio che credano, come noi, nel valore terapeutico dello sport e della condivisione».

Come un gruppo diventa equipaggio


Navigando insieme a queste donne, quali insegnamenti ha ricevuto? C’è una storia o un’emozione che custodisce nel cuore più di altri?


«Navigando con loro ho scoperto una forza straordinaria. Ho visto nascere un’unione autentica e uno spirito di squadra che difficilmente si dimenticano. Lo abbiamo vissuto in modo particolare durante la regata Civitanova-Sebenico, uno degli appuntamenti più importanti della nostra attività, dove ho potuto vedere quanto la condivisione e il sostegno reciproco riescano a trasformare un gruppo di persone in un vero equipaggio.

Ci siamo trovate in mezzo all’Adriatico di notte con condizioni di vento forte e onde notevoli, ma nessuna si è demoralizzata. Era possibile avere il mal di mare, invece ci siamo fatti forza e abbiamo fatto un’esperienza bellissima e questo a me è rimasto proprio nel cuore. È un’immagine che porto sempre con me, perché rappresenta anche la vita: ogni giorno ci troviamo a combattere e ad affrontare difficoltà, ma bisogna continuare a lottare, perché dopo la tempesta torna sempre il sereno. È quello che accade in mare ed è quello che accade anche nella vita».

Eppure, c’è ancora chi considera la vela uno sport di nicchia. Ha mai dovuto confrontarsi con stereotipi di genere o pregiudizi? Pensache oggi qualcosa stia finalmente cambiando?

«Sì, quando ho iniziato la vela non era uno sport per tutti. C’erano barriere economiche, perché non era facilmente accessibile, ma anche culturali. A sette-otto anni eravamo pochissime bambine a praticarla e, quando ho iniziato a lavorare come istruttrice, diciannove anni fa, le donne erano davvero poche.

Giravamo l’Italia e ci conoscevamo praticamente tutte. Oggi la situazione è cambiata. Le istruttrici sono molte di più e la vela è diventata uno sport aperto a tutti: uomini, donne, bambini, adulti e persone con disabilità. Questo è un cambiamento bellissimo, perché il mare non fa differenze. La vela è davvero uno sport per tutti»

Lo sport: trovare dentro di sé la forza di andare avanti

Lei crede profondamente nel potere dello sport come strumento di benessere. Quanto la vela e lo sport in genere hanno sostenuto – e sostiene – anche lei nei momenti più impegnativi della sua vita?

«Lo sport mi ha aiutata e continua ad aiutarmi tantissimo. Anche nei momenti più difficili, quando in famiglia arrivano problemi importanti, non ho mai smesso di praticarlo, né di dedicarmi al mio lavoro nella vela. Per me lo sport è ciò che mi ha salvata: mi aiuta a non mollare, a mantenere alto il morale, la concentrazione e la positività.

Quando nella vita si affrontano tante difficoltà insieme, il rischio è quello di crollare e pensare di non farcela. Lo sport, invece, ti insegna esattamente il contrario. Lo vivo ogni volta che partecipo a una regata, ma anche quando gioco a tennis, vado in bicicletta o corro. Durante una gara, anche se sei stanca, hai paura o senti di non avere più energie, non puoi fermarti. Devi trovare dentro di te la forza per andare avanti.

È un insegnamento che porto nella vita di tutti i giorni, soprattutto oggi che sto affrontando un periodo molto delicato, con mia madre e mio padre che stanno male. Lo sport mi ricorda ogni giorno che bisogna continuare a guardare avanti. Per questo credo che l’attività fisica debba accompagnarci a ogni età.

Non serve avere ore di tempo: anche mezz’ora al giorno può fare la differenza. È un beneficio per il corpo, ma soprattutto per la mente. È una medicina naturale che aiuta a stare meglio e a ritrovare la forza per affrontare le sfide della vita».


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Claudia Brattini, farmacista con specializzazione in nutrizione e chimica degli alimenti, laureata in Scienze della Nutrizione. È Giornalista pubblicista e si occupa di comunicazione nel mondo della salute. Ha conseguito un master in Comunicazione della Salute & Digital Marketing Sanitario, Giornalismo e Data
Journalism organizzato dal Corriere della Sera. È autrice del libro di cucina per bambini "Gustosissimo, favole ricette ed emozioni da impastare".

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