Via i tabù: nuovi orizzonti del benessere sessuale femminile

Condividi:

Quando parliamo di benessere e salute della donna, spesso ci concentriamo su mestruazioni, gravidanze, menopausa ma un capitolo fondamentale anche se ancora troppo spesso nascosto dietro il velo del silenzio è il benessere sessuale. Eppure la sessualità non è un optional: è parte essenziale del corpo, della mente e dell’equilibrio emotivo, sia che si viva in coppia, sia quando si è da sole. Questa consapevolezza è al centro della Settimana del benessere sessuale, che si svolge dal 6 al 12 ottobre e mira a rompere i tabù, promuovere l’informazione e valorizzare una sessualità libera e sana.

Ma quanto pesano ancora i divieti che ci portiamo dentro, soprattutto se frutto di un’educazione restrittiva che considerava l’educazione sessuale non una protezione e una tutela quanto un modo per mettere idee di trasgressione nella testa di ragazzi e ragazze?
È fondamentale invece prendersi cura della propria sessualità in ogni fase della vita e magari farlo con l’aiuto di alcune realtà (startup) che provano a trasformare questa parte dell’esistenza da sfera marginale a diritto da tutelare.

I tabù che resistono (e perché sono dannosi)

Anche in epoca contemporanea parlare di piacere femminile continua a suscitare imbarazzo. Spesso si tende a separare la sessualità femminile in “funzione riproduttiva” o “funzione di coppia”, tralasciando che ha anche un valore personale di piacere, conoscenza di sé, benessere psicofisico.
Alcuni dei tabù più comuni che accompagnano queste tematiche sono legati al fatto che molte donne (e uomini) evitano termini come “orgasmo” o “lutto del desiderio” per pudore, preferendo eufemismi che sembrano rendere il tema meno vicino e personale.

Inoltre la sessualità femminile viene purtroppo a volte ancora intesa come “accessorio” di quella maschile, anziché come parte integrante del benessere individuale. Si colpevolizza il desiderio, sia quando c’è che quando non c’è: sentirsi “troppo” o “poco” desiderosi, chiedere oppure non ricevere piacere, provare difficoltà.

Tutto può essere vissuto come un problema personale da tacere. Infine, come accennato prima, siamo una generazione che non ha avuto un’educazione sessuale (e in molti casi ha deciso di non darla ai figli). Quindi la mancanza di informazione scientifica, di linguaggio chiaro e di figure di riferimento professionali rende la strada verso il benessere sessuale più difficile.
Questi tabù generano isolamento, senso di inadeguatezza, mancanza di dialogo con il partner o con gli specialisti. E il risultato è che molte donne vivono disfunzioni, dolori, cali del desiderio in solitudine, pensando di essere “le uniche” con quel problema.

Prendersi cura del benessere sessuale: da sole e in coppia


Prendersi cura della sessualità significa dignità, ascolto e azione. Ecco alcuni principi da cui partire:

  1. Conoscersi (sempre): esplorare il proprio corpo è un atto di rispetto verso sé stesse. Autoconoscenza, uso di lubrificanti quando necessario: sono strumenti che aiutano a costruire fiducia nel corpo.
  2. Dialogo e intimità di coppia: nel caso ci sia un partner, è fondamentale parlare anche del desiderio, delle difficoltà, delle fantasie. Creare uno spazio di ascolto reciproco dove non ci siano giudizi ma curiosità. Un “fight club” dove tutto può essere preso in considerazione, se desiderato da entrambi.
  3. Rivolgersi a esperti: problemi come dolore durante i rapporti, secchezza, desiderio basso, disfunzioni sessuali meritano un’attenzione specialistica (ginecologo, sessuologo, psicologo). Non dobbiamo considerarli un tabù, ma un aspetto della nostra salute.
  4. Educazione continua: leggere, informarsi aiuta a tenere il tema vivo, aggiornato e normalizzato.
  5. Auto-cura e benessere generale: sonno adeguato, attività fisica, gestione dello stress, alimentazione equilibrata, ogni aspetto della salute influisce anche sulla sfera sessuale.
    In ogni fase della vita (adolescenza, maternità, menopausa, oltre) è giusto riconoscere che la sessualità evolve, che i bisogni cambiano, che il piacere si reinventa. Non esiste un modello “giusto”: ogni donna ha il proprio percorso.

Startup che stanno cambiando il panorama (e aprono strade nuove)


Negli ultimi anni sono nate diverse startup in Italia che, con approccio innovativo e inclusivo, provano a rompere i muri del silenzio attorno al benessere sessuale:
• MeggyCare: piattaforma italiana per il congelamento degli ovuli, che offre consulenza personalizzata e accompagna le donne nel percorso verso questa scelta.
• MAIcare: clinica virtuale specializzata nelle patologie femminili spesso ignorate (endometriosi, vulvodinia), con un modello di ascolto e diagnosi digitale.
• Pausetiv: clinica digitale della menopausa che affronta anche il lato sessuale di questa fase, con percorsi personalizzati.
Green Vibes: marketplace di sex toys ecologici, con una forte componente di consulenza per accompagnare le persone nella scelta consapevole di strumenti intimi.
• Dafne: produce sex toys naturali e lubrificanti vegani, con un intento educativo forte per una sessualità inclusiva e libera da vergogna.

Queste iniziative non solo offrono prodotti o servizi, ma contribuiscono a trasformare il panorama culturale: parlano di piacere, inclusività, sostenibilità. Il fatto che alcune di esse collaborino con ecosistemi di innovazione come LifeGate Way testimonia come il benessere sessuale stia emergendo come tema strategico anche in ambiti tecnologici e di impatto sociale.

Verso un “piacevole” ottobre


Ottobre è già noto per la prevenzione del tumore al seno, ma ospita anche (o si collega) la Settimana del benessere sessuale. Questo è un invito collettivo a parlare di piacere, desiderio, salute intima. È un messaggio che chiede: prenditi cura del piacere come ti prendi cura del tuo corpo.
Quest’anno, tra campagne social, eventi locali, webinar e collaborazioni tra startup e professionisti, si apre uno spazio per riconoscere che il piacere non è un lusso, ma un valore. E che ogni donna, in coppia o da sola, ha diritto a viverlo senza paura, con responsabilità, con piacere.
Perché il benessere sessuale è parte del benessere totale. E parlarne, senza imbarazzo, è un atto rivoluzionario.

Scrittrice, blogger digital strategist. Laureata in Scienze della Comunicazione, è fondatrice del blog “C'era una mamma”, dove racconta con ironia e autenticità il mondo della maternità e della crescita personale. Autrice di libri come “C’era una mamma – Una vita quasi da favola” e “La mia amica Guty” (favola ecologica per bambini) e formatrice, ha ideato progetti educativi su cittadinanza digitale e lotta al bullismo e parità di genere. Oltre alla scrittura, è un’attivista che ricopre il ruolo di presidente di CNA Impresa Donna Marche e Macerata, impegnata nella promozione dell’imprenditoria femminile e nell’empowerment delle donne italiane.

Condividi:

Forse ti interessa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *