L’eredità digitale di Michela Murgia rinasce su Zephorum
Estimated reading time: 3 minuti
Cosa resta di una voce potente quando si spegne? Nel caso di Michela Murgia, scomparsa nel 2023, resta moltissimo. E oggi quel patrimonio prende una nuova forma: ordinata, accessibile e soprattutto indipendente.
Grazie a un progetto annunciato da Alessandro Giammei, curatore dell’opera della scrittrice e membro della sua famiglia, nasce Zephorum, una piattaforma digitale che raccoglie l’intera eredità social di Murgia. Un archivio pubblico che restituisce coerenza e continuità a una presenza online che è stata, fin dall’inizio, parte integrante del suo pensiero e del suo attivismo.
Un archivio contro l’oblio degli algoritmi
Zephorum non è un semplice contenitore, ma una vera e propria “pagina-mausoleo” digitale. Qui è possibile consultare in modo lineare e cronologico i contenuti pubblici che Murgia ha condiviso su Instagram, Facebook e YouTube: parole, immagini e video che raccontano anni di riflessioni su politica, letteratura, femminismo e diritti.
Sono esclusi i contenuti privati e le interazioni altrui, ma ciò che emerge è comunque un corpus straordinario: dalla celebre “rassegna stampa sessista” ai contributi più intimi e politici sulla malattia, fino alle conversazioni culturali e agli interventi pubblici.
In un’epoca in cui i social media cambiano continuamente forma e regole, spesso opache e guidate da logiche economiche e politiche, questo progetto rappresenta un atto di resistenza culturale. Un modo per sottrarre i contenuti alla volatilità degli algoritmi e restituirli alla comunità.
Tecnologia e digitale al femminile
Non è un dettaglio che dietro Zephorum ci sia una startup tecnologica sarda guidata da una donna. In un settore ancora fortemente dominato da uomini, questa scelta rafforza il valore simbolico dell’operazione: tecnologia e memoria si intrecciano in una prospettiva coerente con il pensiero di Murgia.

La scrittrice, del resto, è stata una pioniera nell’uso del digitale: dal blog che ha dato origine al suo primo libro fino all’utilizzo dei social come strumenti di costruzione di comunità, narrazione politica e risposta agli attacchi pubblici. Ha attraversato il web non come spazio neutro, ma come terreno di confronto e trasformazione.
Il carciofo al posto del “like”
Zephorum introduce anche un elemento ironico e profondamente “murgiano”: al posto dei tradizionali “mi piace”, gli utenti registrati possono reagire ai contenuti con un carciofo. Un simbolo scelto non a caso: Murgia preferiva i carciofi ai fiori recisi, e questo gesto diventa così una forma di partecipazione più autentica, meno automatica.
Prendersi cura della memoria digitale
L’iniziativa apre una riflessione più ampia: cosa succede ai nostri contenuti online dopo di noi? Chi ne custodisce il senso, il contesto, la memoria? Da chiarire che Zephorum non nasce per questa operazione ma è un’azienda che propone il servizio di “cimitero digitale” ma anche altri come l’eredità digitale o il recupero di account hackerati.
Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







