corpi vivi (foto di Gaia benedetti Perinetti Casoni

corpi vivi: un atto collettivo per riscrivere lo sguardo sulla malattia

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Un corpo segnato da un tumore ginecologico ha un prima e un dopo. Ma tra i due momenti, troppo spesso, resta un vuoto. Un silenzio fatto di immagini edulcorate, parole consolatorie, stereotipi che traggono forza dall’idea della “guarigione” e della “resilienza”.
corpi vivi nasce proprio per riempire quel silenzio e per restituire dignità, presenza e voce a quei corpi così come sono: vivi, vulnerabili, presenti.

Riconoscere la malattia nella sua interezza

Non un’associazione, non una campagna, ma un atto collettivo di visibilità e riscrittura. Uno spazio di ascolto e rappresentazione in cui la malattia non è più semplificata o nascosta, ma riconosciuta nella sua interezza.

Corpi Vivi è un progetto visivo e narrativo che si propone di cambiare lo sguardo sulla malattia, liberandola dalle semplificazioni e restituendole la sua complessità. È un progetto o che rifiuta la retorica e sceglie l’autenticità.

Tre sono le sezioni che lo compongono:

Segni Visibili – una ricerca fotografica che mostra ciò che le immagini dominanti spesso nascondono: cicatrici, pelle che muta, intimità della cura, vulnerabilità accanto alla forza.

Parole del Corpo – uno spazio di narrazione per dare voce a ciò che resta in gola: la fatica, la perdita, la distanza da sé, le parole non dette.

Vocabolario del Vissuto – un lavoro collettivo per costruire un linguaggio nuovo, capace di raccontare la trasformazione e la fragilità senza edulcorare o tradire l’esperienza.

Come scrivono le ideatrici del progetto, «corpi vivi è un atto necessario. Ora. Per dare visibilità, voce e forma a chi è rimasta ai margini. Per riscrivere insieme un immaginario nuovo».

Foto Gaia Benedetti Perinetti Casoni
Foto Gaia Benedetti Perinetti Casoni

Segni Visibili: la call fotografica aperta fino al 30 novembre

All’interno di questo percorso prende vita “Segni Visibili”, una open call fotografica internazionale e gratuita rivolta a fotografe e fotografi professionisti e non.
L’obiettivo è chiaro e potente: rappresentare il corpo e la malattia oltre i confini della retorica, cercando immagini che parlino di presenza, rispetto, intimità e consapevolezza.

Si cercano fotografie capaci di raccontare la pelle che cambia, la cicatrice, la ferita, la solitudine, accanto alla forza. Scatti che sappiano restituire spessore e complessità all’esperienza del corpo che attraversa la malattia, rompendo l’estetica consolatoria e aprendo uno spazio di narrazione plurale.

Come partecipare

È possibile iscriversi entro il 30 novembre, via e-mail e sui canali ufficiali di corpi vivi. I progetti selezionati saranno pubblicati sul profilo Instagram @corpivivi nella rubrica Segni Visibili, con i crediti completi dell’artista.

Foto Gaia Benedetti Perinetti Casoni
Foto Gaia Benedetti Perinetti Casoni

La giuria

Le opere saranno valutate da una giuria composta da:

Luca Matarazzo – Fotografo, autore, presidente di giuria

Gaia Benedetti Perinetti Casoni – Creative art director, fotografa

Valentina Cinelli – Art director, curatrice

Giusi Giacomini – Oncologa

Un gesto culturale e politico

“Corpi Vivi” è più di un progetto artistico: è un gesto culturale e politico.
Perché la malattia non è solo un fatto clinico: è un fatto sociale, simbolico, narrativo. E ciò che resta fuori dal racconto, spesso, fa più male di ciò che viene detto.

Corpi Vivi non chiede celebrazione, ma ascolto. Non cerca eroine, ma storie vere, quelle che si fanno corpo, segno, parola. È un progetto che attraversa l’arte per restituire spazio e voce a chi è rimasta ai margini. Un invito, aperto e necessario, a chi guarda e a chi racconta: riscriviamo insieme lo sguardo.

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