Pink Room: dieci anni di supporto emotivo, psicologico ed estetico alle pazienti oncologiche
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Ci sono luoghi in ospedale in cui la medicina non è fatta soltanto di farmaci, esami e protocolli. Luoghi in cui la cura si allarga e diventa ascolto, relazione, attenzione alla vita delle persone oltre la malattia.
È con questo spirito che la Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche celebra i primi dieci anni di attività della Pink Room insieme alla Fondazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche Ets, un percorso che ha costruito nel tempo un modello di assistenza capace di unire eccellenza clinica, ricerca scientifica e attenzione alla dimensione umana della malattia.
Al centro di questa visione c’è un progetto che racconta bene il significato più profondo della parola cura: la Pink Room appunto.
La Pink Room: uno spazio per il benessere delle pazienti
La Pink Room è uno spazio pensato per le pazienti oncologiche, nato per offrire momenti di supporto emotivo, psicologico ed estetico durante il percorso di cura.
Non è un luogo dove si fanno diagnosi o terapie. È qualcosa di diverso e, proprio per questo, estremamente prezioso: uno spazio e un tempo dedicati alla persona, complementari al percorso oncologico tradizionale.
Negli ultimi dieci anni circa 150 donne hanno partecipato alle attività della Pink Room, trovando un ambiente accogliente in cui condividere esperienze, ricevere sostegno e ritrovare momenti di benessere anche durante una fase della vita complessa e delicata.
«La cura non è fatta solo di terapie, ma anche di attenzione alla persona», spiega Rossana Berardi, direttrice della Clinica Oncologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche e ideatrice del progetto.
La Pink Room nasce proprio da questa idea: affiancare al percorso terapeutico uno spazio di ascolto, condivisione e benessere, perché la cura riguarda non solo la malattia ma anche la vita che continua oltre essa.
Università, sanità e territorio: una rete che funziona

Il progetto si inserisce anche nella cosiddetta Terza Missione Universitaria, cioè l’impegno delle università a restituire valore alla società attraverso iniziative che collegano ricerca, didattica e comunità.
Un ruolo fondamentale in questo percorso è stato svolto dall’Università Politecnica delle Marche.
Accanto all’università e all’ospedale, un contributo importante è arrivato dalla Fondazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche Ets, che ha sostenuto lo sviluppo delle iniziative dedicate alle pazienti.
La presidente della fondazione, Marisa Carnevali, sottolinea il valore di questa collaborazione: «Con la Clinica Oncologica e con la professoressa Berardi è cresciuto in questi anni un dialogo profondo, fondato sul rispetto per l’innovazione scientifica e sull’attenzione concreta alla cura globale della persona. Abbiamo vissuto insieme dieci anni bellissimi, superando anche momenti difficili come il periodo della pandemia senza mai fermarci».
Dieci anni di storie
Per celebrare questo traguardo oggi si è svolto un evento dedicato al decennale nell’Aula Multimediale del Centro Oncologico e di Ricerca delle Marche (C.O.R.M.).
L’incontro, intitolato “10 anni di noi”, non è stato pensato come una semplice presentazione di dati o risultati scientifici, ma è stato un modo per ricordare che dietro ogni percorso di cura esiste sempre una comunità. Sono stati ospiti l’assessore regionale Paolo Calcinaro, l’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ancona Orlanda Latini, la professoressa Maria Serena Chiucchi delegata del rettore Uivpm, Alberto Rossi presidente Frittelli Maritime Group, Daniela Zepponi, presidente Cna Impresa Donna Marche e Renato Bisonni, co-coordinatore di Marcangola.
Come ha sottolineato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche, Armando Marco Gozzini, l’esperienza della Pink Room rappresenta un esempio concreto di come sia possibile coniugare qualità delle cure e umanizzazione dei percorsi sanitari.
Una comunità che sostiene la cura

Negli anni il progetto ha potuto crescere anche grazie al sostegno di diverse realtà del territorio.
Tra queste c’è CNA Impresa Donna Marche, guidata dalla presidente Daniela Zepponi, che contribuisce alle attività della Pink Room mettendo a disposizione professioniste del benessere e consulenti per offrire alle pazienti momenti di cura, attenzione e supporto, in maniera del tutto volontaria, sotto il coordinamento di Lucia Pistelli. Un impegno condiviso anche dal presidente regionale Cna Marche Maurizio Paradisi.
E poi ci sono anche altre imprese che hanno ha dato il proprio contributo. Tra i sostenitori delle iniziative della Clinica Oncologica c’è infatti Alberto Rossi, armatore e presidente di Frittelli Maritime Group, che negli anni ha supportato progetti dedicati alla prevenzione e alla promozione dell’attività fisica come strumenti fondamentali per la salute e la qualità della vita dei pazienti oncologici.
La cura che guarda oltre la malattia
Il decennale della Clinica Oncologica delle Marche racconta qualcosa di importante: la medicina più efficace non è soltanto quella che combatte la malattia, ma quella che vede la persona nella sua interezza.
Iniziative come la Pink Room dimostrano che accanto alla ricerca, alla tecnologia e all’eccellenza clinica esiste un altro ingrediente fondamentale: l’umanità della cura. Ed è forse proprio questo il risultato più significativo di questi dieci anni: aver costruito una rete fatta di medici, istituzioni, volontari, professionisti e “amici sensibili” che lavorano insieme con un obiettivo comune.
Prendersi cura non solo della malattia, ma della vita delle persone.
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