AutisticaMente
AutisticaMente: l'applauso silenzioso della platea

“Abbracciamo l’autismo”, cambio di sguardo per entrare in un nuovo mondo

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Otto professioniste si sono confrontate a Macerata nel primo appuntamento del festival AutisticaMente, nato da un’idea di Olta Shehu, insegnante di danza e mamma. Dal confronto è emersa l’esigenza di creare una rete tra famiglie ma soprattutto di avere una prospettiva nuova

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Un teatro pieno, emozioni forti e un messaggio chiaro: l’autismo non è distanza, ma un altro modo di essere al mondo che richiede un cambio di sguardo e di prospettiva.

Si è svolto a Macerata il primo festival “AutisticaMente – Abbracciamo l’Autismo”, ideato e organizzato da Olta Shehu, insegnante di danza e madre di Nikol e Marco, che ha trasformato una storia personale di dolore e rinascita in un momento collettivo di confronto, ascolto e consapevolezza.

Otto esperte e tante madri a cui dare voce

L’evento, ospitato al teatro Filarmonica il giorno prima della Festa della Mamma, ha visto sul palco solo esperte donne. Una scelta simbolica e concreta insieme, pensata per valorizzare le professioniste che ogni giorno lavorano nel campo dell’autismo e per dare voce anche alle madri, spesso pilastri silenziosi delle famiglie. Con la promessa che non sarà un incontro una tantum ma un appuntamento ciclico che consentirà di approfondire tante questioni da differenti punti di vista.

«Io vi vedo»

Ad aprire l’incontro è stata proprio Olta Shehu con un intervento intenso e profondamente personale che ha commosso il pubblico. «Oggi va in scena lo spettacolo più importante della mia vita – ha detto. – Uno spettacolo che vive dentro quattro mura. Dentro le case di tante mamme e tanti papà che vivono la mia stessa realtà».

AutisticaMente, Olta Shehu
Olta Shehu

Nel suo racconto ha parlato della paura, della solitudine, del senso di smarrimento vissuto dopo la diagnosi, ma anche della scoperta di un nuovo modo di comunicare con il figlio: «Un giorno ho smesso di volerlo portare nel mio mondo e ho avuto il coraggio di entrare nel suo».

Parole forti anche sul ruolo dei genitori e sul carico emotivo che vivono quotidianamente: «Chi sostiene chi sostiene? – ha chiesto Shehu rivolgendosi al pubblico – Oggi voglio parlare alle mamme che piangono di nascosto, a quelle che si sono sentite sbagliate. Io vi vedo. Perché io sono stata voi».

AutisticaMente, l'intervento di Francesca D'Alessandro
L’intervento della vice sindaca Francesca D’Alessandro

Dopo i saluti istituzionali della vicesindaca e assessora alle Politiche Sociali Francesca D’Alessandro, che ha ribadito l’importanza del sostegno alle famiglie e della rete territoriale, il festival è entrato nel vivo con gli interventi delle professioniste invitate.

Autismo: una condizione, non una sindrome

Significativo il contributo di Costanza Colombi, psicologa e psicoterapeuta, ricercatrice dirigente dell’IRCCS Stella Maris e Adjunct Professor dell’Università del Michigan, che ha sottolineato quanto sia fondamentale una diagnosi precoce dell’autismo e un intervento tempestivo nei primi anni di vita. «Intervenire presto – ha spiegato – significa poter accompagnare meglio il bambino nel suo sviluppo e offrire strumenti più efficaci anche alle famiglie. Quindi quando si hanno delle preoccupazioni è bene rivolgersi a professionisti e professioniste ed insistere per farsi ascoltare».

AutisticaMente, Costanza Colombi e Paola Giosué
Costanza Colombi e Paola Giosuè

Paola Giosuè, osteopata e fisioterapista specializzata nell’età evolutiva e nei disturbi del neurosviluppo, che ha invitato il pubblico a cambiare prospettiva sull’autismo: «L’autismo non è una malattia e non è una sindrome, ma una condizione». Un concetto che ha attraversato tutto l’incontro, orientato non alla “correzione” della persona ma alla comprensione delle sue modalità di comunicazione e relazione.

Famiglie da mettere in rete

A portare il tema sul piano emotivo e familiare è stata Cristina Perticari, psicologa e psicoterapeuta sistemico-relazionale dell’Anffas Macerata, che ha parlato dell’impatto dell’autismo sugli equilibri della famiglia e della necessità di supportare non solo il bambino ma l’intero nucleo familiare e di creare una rete tra le famiglie per sostenersi ed uscire dall’individualismo sociale .

AutisticaMente

La seconda parte della mattinata ha approfondito gli aspetti educativi e riabilitativi con gli interventi di Camilla Carnaroli, pedagogista e analista del comportamento, Loredana Orsili, neuropsicomotricista e terapista ESDM, Ilaria Gallucci, analista del comportamento, Francesca Contigiani, logopedista specializzata nei disordini motori dello speech, e Laura Copparoni, pedagogista e insegnante, che ha affrontato il tema dell’inclusione scolastica.

Entrare nel mondo dell’altro

Uno spunto semplice ma profondo è arrivato proprio da Loredana Orsili che, vista la presenza in sala di bambini e bambine con autismo, ha invitato il pubblico a sostituire il tradizionale applauso con il gesto delle mani agitate in aria, un modo più rispettoso e ampio di esprimere partecipazione senza creare disagio attraverso rumori forti. Un piccolo gesto che ha rappresentato concretamente il senso del festival: imparare ad entrare nel mondo dell’altro.

AutisticaMente
Le esperte intervenute ad AutisticaMente con Olta Shehu

A moderare l’incontro è stata la giornalista Alessandra Pierini, che ha accompagnato il dialogo tra le relatrici alternando testimonianze personali e riflessioni sulla socialità.

«AutisticaMente” si chiude così come era iniziato: con un invito all’ascolto e alla comprensione. Non un semplice evento, ma – come lo ha definito Olta Shehu – «un abbraccio collettivo», nato dal desiderio di far sentire meno sole le famiglie e di costruire una comunità più consapevole e accogliente.


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