La firma del protocollo d'intesa per il congedo mestruale
La firma del protocollo d'intesa per il congedo mestruale

«Congedo mestruale nelle scuole, ecco come siamo riusciti ad ottenerlo»

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Due giorni al mese di congedo mestruale per le studentesse che che soffrono di disturbi legati al ciclo. È la misura in vigore in due scuole superiori di Potenza:  il liceo Walter Gropius e il Da Vinci-Nitti. Una piccola rivoluzione, una battaglia di civiltà che vede in prima fila un ragazzo.

Si tratta di Italo Marsico, anche lui studente del liceo artistico, presidente al secondo mandato della Consulta provinciale giovani di Potenza, in Basilicata. È proprio lui a ripercorrere l’iter che ha portato ad un significativo cambiamento che parte da Potenza ma mira a diventare nazionale.

Marsico, innanzitutto cos’è e come funziona la Consulta provinciale degli studenti?
«La Consulta è un organo di rappresentanza politica ed è composta da due studenti per ogni istituto superiore della provincia, eletti dalle rispettive popolazioni studentesche.

Il presidente Italo Marsico
Il presidente Italo Marsico


A Potenza la Consulta è sempre stata molto attiva, in passato il presidente era anche il segretario dell’organo nazionale. La nostra Consulta ha anche partecipato alla stesura di disegni di legge e ha contribuito alla nomina di Potenza come Capitale italiana dei giovani nel 2024».

Come mai avete scelto di portare avanti il vostro impegno per il riconoscimento del congedo mestruale nelle scuole?
«A febbraio 2025, quando ero già presidente (ora sono al mio secondo mandato), abbiamo stipulato un protocollo d’intesa con la Consigliera di parità della Provincia per iniziative comuni per la promozione dell’uguaglianza sostanziale di genere anche attraverso misure nel campo della medicina di genere.

Dopo l’approvazione del protocollo, nella stessa seduta abbiamo deliberato un atto con cui abbiamo proposto il congedo mestruale alle istituzioni scolastiche. Non abbiamo avuto purtroppo riscontro e abbiamo capito che bisognava intervenire direttamente, istituto per istituto, attraverso i singoli rappresentanti, tramite i singoli rappresentanti. Abbiamo iniziato dalla mia scuola, il liceo artistico Walter Gropius che è anche quello che vanta la più alta percentuale di studentesse.

Componenti della Consulta Studenti Potenza
Componenti della Consulta Studenti Potenza



Il 25 settembre ci siamo riuniti nel Palazzo della Cultura di Potenza e abbiamo stipulato un protocollo d’intesa che garantisse l’impegno delle singole scuole di votare il provvedimento nei Consigli d’istituto entro un termine massimo della fine dei prossimi due anni scolastici ma le prime due scuole hanno già aderito e altre sono in procinto di farlo. Siamo ottimisti sul fatto che non servirà così tanto tempo».

Qual è stata la vostra mossa vincente?
«Abbiamo attivato una cabina di coordinamento che è riuscita in maniera più agevole a ottenere risultati immediati e ora sta lavorando anche con le altre scuole di Potenza.

Dopo i lavori portati avanti nella Cabina di coordinamento per l’introduzione del Congedo mestruale nelle scuole, i risultati si sono manifestati, con straordinario anticipo rispetto alle tempistiche previste, anche nelle due scuole del capoluogo.

Il segno è quello di una Comunità Scolastica pronta a cambiare e di una rappresentanza studentesca pronta ad accogliere e guidare le sfide del progresso sociale».

Come mai avete considerato il congedo mestruale una priorità?
«Nelle grandi città in cui ci sono crisi nell’edilizia scolastica o complesse emergenze da risolvere, viene naturale soffermarsi su questioni importanti. Il congedo mestruale, però, non deve essere considerato meno importante e, avendo su Potenza una stabilità d massima, abbiamo avuto modo di soffermarci su temi più specifici lavorare su questi.

Le politiche di genere erano già parte del programma della presidenza, oltre a essere inserite tra le funzioni della Consulta. Ci siamo resi conto che il congedo mestruale è una delle misure più utili e su cui la Consulta sarebbe riuscita a lavorare meglio. Tanto più che non comporta oneri alla macchina pubblica. Era uno degli strumenti e ambiti di lavoro su cui la consulta aveva spazio di azione».

Cosa prevede il congedo mestruale?
«Il Dpr 122/2009 stabilisce che oltre un certo limite di assenze, lo studente deve essere bocciato. Le singole istituzioni scolastiche possono prevedere delle deroghe. È qui che si inserisce la nostra proposta. Le scuole possono riconoscere alle studentesse affette da patologie legate alle mestruazioni la deroga di due giorni di assenza al mese, purché ci sia un documento medico che certifica la patologia.

L’assenza giustificata per malattia viene comunque considerata assenza. Il congedo invece non viene affatto considerato, non viene conteggiato né come assenza, né ai fini della condotta. La giustificazione dell’assenza non poteva bastare come risposta».

Chi deve produrre il certificato necessario?
«Questo dipende dall’istituzione scolastica. Può essere richiesto il certificato del medico curante (del sistama sanitario nazionale) o di un ginecologo o possono anche essere accettati entrambi. Su questo la scuola ha autonomia di scelta».

Vi fermerete a Potenza?
«Siamo partiti da una attuazione locale ma siamo convinti che possa diventare una misura regionale e poi nazionale. Avendo accesso al coordinamento nazionale della Consulta, porterò personalmente questo tema in sede nazionale per proporne l’inserimento nella normativa nazionale».

Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.

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