Il Natale sulle spalle delle donne, anche con l’influenza
Il Natale viene spesso raccontato come un tempo di pausa, famiglia e serenità. Tutti si fermano per godere del piacere del riposo e dello stare in famiglia. In Italia il Natale, nelle case più fortunate, significa addobbi, pranzi infiniti e tanti regali.
Ma osservando quelle tavole imbandite e quegli alberi meravigliosi, noi di Donnemente ci siamo chieste: chi si occupa di tutto? La risposta ce l’avete data voi rispondendo al sondaggio sul carico mentale del Natale: ed ecco i dati che finalmente possiamo condividere.
Spoiler: durante le festività, il lavoro mentale, organizzativo ed emotivo continua a gravare in modo sproporzionato sulle donne. Non ve lo aspettavate eh? Ormai troppo tardi per intervenire quest’anno ma la psicologa Silvia Iesari ci ha consigliato come raccogliere informazioni ed elementi che ci consentano il prossimo anno di avere un quadro più chiaro. Ora guardiamo i dati nel dettaglio.
Il lavoro che non si vede: decidere, pianificare, ricordare
Il primo livello del carico mentale riguarda le decisioni: cosa si mangia, cosa comprare, come organizzare i giorni di festa.
Il 63,4% di chi ha partecipato al sondaggio dichiara che queste scelte vengono prese “in collaborazione”, ma il 21,1% se ne occupa completamente da sola. Il partner è responsabile in autonomia solo nell’1,4% dei casi.
Questo dato è fondamentale: la collaborazione non elimina il carico mentale. Coordinare, controllare, tenere insieme le informazioni resta comunque un lavoro. Complessivamente, nell’84,5% dei casi il carico decisionale natalizio coinvolge direttamente le donne.
Fare insieme non significa pensare insieme
Anche quando si passa all’esecuzione pratica, come cucinare, la distribuzione del carico resta sbilanciata.
Il 50% cucina “in collaborazione”, ma il 32% lo fa da sola. Solo il 7% indica il partner come figura principale.
La differenza tra “fare” e “decidere” è tutto: anche quando le mani sono quattro e c’è una sorta di supporto pratico, spesso la regia è una sola.
Il cuore del carico mentale: occuparsi dei bisogni degli altri
Un dato parla più di molti altri. Alla domanda su chi conosce e gestisce gusti, allergie e bisogni alimentari di familiari e ospiti, il 42% risponde “io”, il 52% “in collaborazione”. Il partner non compare mai come unico responsabile.
In altre parole, nel 94% dei casi le donne sono coinvolte direttamente in questo lavoro di attenzione continua, memoria e previsione. È il carico mentale nella sua forma più pura.
Casa, ordine e accoglienza: un compito ancora femminile

Pulire, riordinare, preparare la casa per accogliere: durante il Natale questo lavoro aumenta.
Il 56% delle donne se ne occupa da sola, il 31% in collaborazione. Il partner è responsabile esclusivo solo nell’11% dei casi.
Il risultato è che l’87% del carico domestico natalizio ricade sulle donne, confermando una divisione del lavoro che cambia poco anche nei momenti di maggiore intensità.
Il lavoro emotivo del Natale
Decorare la casa, creare atmosfera, mantenere tradizioni e rituali non è solo un gesto creativo: è lavoro emotivo.
Il 52% delle donne se ne occupa da sola, il 33% in collaborazione.
Il Natale, così come lo immaginiamo, esiste grazie a questo lavoro spesso invisibile, che continua a essere dato per scontato.
Figli e vacanze: quando il carico non va in pausa
Durante le vacanze natalizie, la gestione dei figli (compiti, routine, tempo libero) ricade nel 60% dei casi interamente sulle madri. Solo il 10% indica il padre come figura principale. Complessivamente, l’87% del carico resta femminile.
Anche l’organizzazione delle vacanze segue lo stesso schema: l’83% del lavoro di pianificazione è svolto dalle donne. E il 61% prepara le valigie anche per gli altri, spesso per tutta la famiglia.
Le donne non si fermano nemmeno malate: il dato più allarmante
Il punto più critico emerge quando si chiede cosa succede se la donna si ammala.
Nel 50% dei casi il partner subentra, ma la donna continua comunque ad aiutare. Nel 15% dei casi continua a fare tutto da sola.
Questo significa che nel 66% delle situazioni le donne non possono davvero fermarsi, nemmeno quando stanno male. Il carico mentale è interiorizzato e strutturale: non può essere delegato perché tutto il sistema ruota intorno a loro.
Rendere visibile il carico mentale
È un regalo doloroso, quello che abbiamo scelto di farvi (e di farci) per Natale qui nella redazione di Donnemente. Anche quando sembra condiviso, il carico mentale resta prevalentemente sulle donne e mettere nero su bianco che non ci fermiamo mai, nemmeno a Natale, è un passo importante verso il cercare di cambiare le cose.
Tutti devono sapere che la magia ha un prezzo e che nonostante siamo state abituate a pensare a Babbo Natale come ad un uomo, la verità è che da qualche parte ci sarà stata sicuramente una donna che gli ha organizzato per filo e per segno viaggio e consegne, anche se in quel momento aveva l’influenza.
Scrittrice, blogger digital strategist. Laureata in Scienze della Comunicazione, è fondatrice del blog “C'era una mamma”, dove racconta con ironia e autenticità il mondo della maternità e della crescita personale. Autrice di libri come “C’era una mamma – Una vita quasi da favola” e “La mia amica Guty” (favola ecologica per bambini) e formatrice, ha ideato progetti educativi su cittadinanza digitale e lotta al bullismo e parità di genere. Oltre alla scrittura, è un’attivista che ricopre il ruolo di presidente di CNA Impresa Donna Marche e Macerata, impegnata nella promozione dell’imprenditoria femminile e nell’empowerment delle donne italiane.







