Uno sguardo nuovo per raccontare le donne: “Le Marche sulle vie della Parità”
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C’è un dato che emerge con chiarezza dalla nona edizione del concorso “Le Marche sulle vie della Parità”: quando si dà spazio a un’educazione di genere strutturata, le scuole rispondono con profondità, creatività e visione critica.
Raccontare le donne con un altro sguardo
Questa mattina , all’Università di Camerino, l’Osservatorio di Genere ha premiato progetti che non si limitano a “raccontare le donne”, ma interrogano il modo in cui la storia, il lavoro e le istituzioni vengono ancora oggi narrati e spesso distorti da uno sguardo parziale.
Ad aprire i lavori, i saluti del rettore Graziano Leoni, della direttrice dell’Usr Marche Donatella D’Amico e della delegata del rettore alla parità di genere Maria Paola Mantovani. Ha portato il proprio saluto anche Danila Baldo, di Toponomastica femminile, attraverso un videomessaggio, cogliendo l’occasione per invitare le scuole vincitrici alla cerimonia nazionale di premiazione del concorso “Sulle vie della parità”, che si terrà a Roma il 17 aprile.

Prima dell’inizio ufficiale della cerimonia, il rettore e la direttrice dell’USR hanno ricevuto in dono due opere d’arte realizzate appositamente per l’occasione dalle artiste Luisa Gianfelici e Aurora Carassai, a sottolineare il legame tra creazione artistica e impegno culturale che caratterizza il progetto dell’Osservatorio di Genere.
L’intervento introduttivo è stato affidato a Silvia Casilio, vicepresidente dell’Osservatorio di Genere, e a Luisa Gianfelici, referente del team artistico dell’Osservatorio, che ha presentato le artiste e le opere.
Educazione di genere: pratica viva, non teoria
I progetti premiati raccontano una scuola che non si accontenta di inserire qualche nome femminile nei programmi, ma prova a scardinare l’impianto stesso della narrazione dominante.
Nella sezione A, intitolata a Michela Murgia, il primo premio è andato al progetto “Caterina, un nome inciso nel marmo più di un secolo fa per parlare di diritti delle donne”, realizzato dalle classi 1AP, 1BP e 4BP dell’Istituto “Luigi Donati” di Fossombrone, premiato da Alessandro Blasetti per l’Università di Camerino.

Nella sezione B, Donne e Lavoro, il primo premio è stato assegnato al progetto “Vandana Shiva: la rivoluzione tra le mani”, della classe 2A dell’IIS Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata, con il riconoscimento consegnato congiuntamente da Maria Elena Fermanelli (Cgil), Maria Grazia Santini (Cisl) e Marina Marozzi (Uil).
Nella sezione D, Percorsi tra istituzioni e carriere, il primo premio è andato al progetto “Maestre. Senza Voto”, delle classi 1 e 2 della My School – Scuola Internazionale Paritaria Bilingue, che ha ricevuto anche la menzione speciale per l’originalità: un doppio riconoscimento che ne attesta la qualità sia sul piano della ricerca sia su quello della proposta metodologica.
Il secondo premio della stessa sezione è stato assegnato al progetto “La legge è uguale per tutte e tutti” della classe 2A dell’IC Paladini di Treia, premiato da Valeria Pasqualini dell’Ambito Territoriale Sociale 15 di Macerata.
Il terzo posto è andato al progetto “Le pagine della mia vita. Gli sguardi della classe 4as sul percorso di Ada Natali”, classe 4AS del Liceo Caro-Preziotti Licini, premiato da Meri Marziali e Vittorio Luciani di COOP Alleanza 3.0.
Oltre la retorica: formare cittadinanza critica
Quello che emerge non è una “didattica inclusiva” di facciata, ma un lavoro che incide sulle competenze critiche. I progetti affrontano temi come l’accesso alle carriere, la rappresentazione delle donne nelle istituzioni, il linguaggio giuridico e simbolico, come nel caso de “La legge è uguale per tutte e tutti”, che interviene direttamente su una delle formule più emblematiche (e problematiche) dello spazio pubblico.
E poi c’è la storia politica, con il lavoro su Ada Natali, prima sindaca d’Italia nel secondo Dopoguerra: una figura ancora poco conosciuta, che diventa occasione per riflettere su partecipazione e rappresentanza.
Chi costruisce l’immaginario?
La domanda che attraversa tutta la giornata è semplice: chi costruisce l’immaginario collettivo? E, soprattutto, chi ne resta fuori?
L’Osservatorio di Genere, con questo concorso, prova a spostare il baricentro: dalla trasmissione passiva dei contenuti alla produzione attiva di sapere. Non si tratta solo di “educare alla parità”, ma di fornire strumenti per riconoscere e decostruire le disuguaglianze.
In un contesto in cui l’educazione di genere viene ancora messa in discussione o ridotta a slogan, esperienze come questa mostrano invece la sua necessità concreta. Non come aggiunta, ma come asse portante della formazione.
Verso la decima edizione
L’appuntamento è già fissato: il prossimo anno sarà quello della decima edizione. Un traguardo che non è solo celebrativo, ma che invita a fare un bilancio più ampio.
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Giornalista professionista, cofondatrice di Cronache Maceratesi. Per quattro anni è stata vice presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, di cui è attualmente consigliera. E’ docente di corsi su giornalismo ed educazione digitale. Cura il progetto Cronache Junior che propone informazione per ragazzi e ragazze. Da anni privilegia le storie di donne e le valorizza nelle sue interviste. Si occupa di linguaggio inclusivo.







